Up&Down – Le Origini del Male

Ieri sera in uno strano evento di black out che ha calato nel buio la mia città, e quindi, anche se il film è quello che è, ovvero non proprio un campionario di capolavori cinematografici, l’effetto sfondare la quarta parete che il found footage usa ha decisamente fatto il suo lavoro.

Comunque per il nuovo Up&Down parliamo de Le Origini del male.

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Up

Partiamo col dire che l’idea che mi ha attirato al vedere questo film, che in effetti è stato solo ed unicamente il non sapere cosa fare, avere due birre in corpo e fare zapping su Sky Cinema, non era nemmeno male. Si presentava come un film dallo stile diverso dai classici che parlano della parte oscura della religione, partendo dal presupposto che con un esperimento di parapsicologia si possa spiegare anche la cerchia di misteri scientifici legati ad esorcismo e possessioni.

Come ho detto l’idea non era male, la novità nel montaggio che ibrida il found footage e riprese effettive ha dato un colpo alla mia curiosità, ma poi andando avanti con la trama e mie palle sono scese e sono rotolate sotto il mobile tv. Una nota positiva a cui mi posso attaccare è il cast, che contando attori come Jared Harris, visto in Sherlock – Gioco di Ombre ed in quel troiaio di Pompeii; un buon Sam Claflin che dopo le sue avventure in Hunger Games: La ragazza di Fuoco si da ad un horror che di orrifico ha poco. Ed infine una fantastica e giovanissima Olivia Cooke nei panni della matta, che non si capisce se è psicocinetica o posseduta. Putroppo il cast buono di ferma qua perché poi troviamo una strana e stereotipata Erin Richards che è riuscita a dare il peggio di se anche in Gotham nei panni di un’improbabile Barbara Gordon.

Down

Purtroppo questo film ha molti punti per la sezione down. Partendo col primo che riguarda le regia. Il montaggio ibrido fra found footage e ripresa diretta poteva essere una buona idea, solo che la cosa è stata utilizzata molto male, unicamente per sottolineare i momenti in cui sai benissimo che sta per arrivare un jump scare. Non scherzo, lo stile dei jump care in questo film è di una prevedibilità che porta via i sentimenti. Lo stile found footage il più delle volte ti impedisce di inserire colonne sonore, altrimenti di perderebbe lo spirito di quel tipo di regia, ma in questo film ci sono momenti completamente a caso in cui senti incalzare una piccola traccia musicale mono nota proprio un momento prima dell’arrivo del jump scare. E sarebbe potuto andare bene se la colonna sonora fosse stata composta in modo particolare, con suoni di riusco come tonfi o scricchiolii armonizzati, ma invece risulta proprio aliena rispetto al montaggio e distrugge l’elemento sorpresa.

Un altro punto a sfavore è la narrazione. In un film come questo bisognerebbe puntare molto di più sugli spiegoni che insieme ad un alone di fotografia naive possono accrescere il sentimento di tensione che si raggiunge in una sequenza in presa diretta che mostra tutto senza il bisogno di ricorrere ai jump scare, che in fin dei conti ok, si ti fanno fare il salto sulla sedia, ma poi non ti lasciano niente. Non c’è il tempo per affezionarsi ai personaggi ne per immedesimarsi

La struttura del film è frutto di una mal gestione e di un voler cavalcare il successo dei mokumentary horror, che purtroppo fallisce miseramente il suo intento. Anche le sequenze dove la parte oscura dentro la protagonista viene fuori sono confuse e tutte basate sul far paura senza un motivo. Ci sono le sequenze che partono bene e poi ti lasciano dentro un animo interrogativo, facendoti chiedere dove volesse andare a parare. Anche la fotografia non fa il suo lavoro. Lo stile naive di una pellicola ambientata nel passato da n tocco di classe, ma ibridando due stili di regia spesso ci sono cambi di luce piuttosto evidenti e fastidiosi, e il colori che cambiano tonalità troppo spesso. Prima vengono de-saturati e poi ritornano normali. Anche questo è un punto a sfavore perché non ti da il tempo di farti calare nella scena, noti solo questi fastidiosi cambiamenti che ammazzano il pathos.

Una sola parola per questo film. Disastro.


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