Recensione “Zoolander 2”

Il 2016 è iniziato alla grande dato che nelle sale sono usciti un sacco di film di un certo livello, basti pensare a The Revenant, The Hateful Eight e Macbeth ma da domenica ho inaugurato il mio anno cinematografico “cazzone” vedendo un film che attendevo particolarmente, ovvero Zoolander 2, scritto, diretto ed interpretato da Ben Stiller.

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Il primo film del 2001, sempre diretto, scritto ed interpretato da Ben Stiller lo adoro per come ha rappresentato il mondo della moda, per l’interpretazione degli attori e per le varie gag che spesso ho trovato geniali e per le varie citazioni ad altri film che ti fanno sempre sorridere quando le vedi. Con questo film mi aspettavo un qualcosa di simile, una parodia della moda moderna, citazioni e cammeo a stecca e dei nuovi personaggi che sarebbero rimasti nell’immaginario collettivo. Purtroppo questo film mi ha deluso sotto molti aspetti ma non si può negare che di esso ho apprezzato anche diverse cose.

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Stiller mette in moto una regia molto simile a quella usata nel film precedente, che rende il momento comico ancor più esilarante però in molti momenti l’ho trovato decisamente meno ispirata rispetto al primo film. Però ho apprezzato molto come con certe inquadrature sia andato a citare diversi film ma in maniera non esplicita, infatti tutta la storia è una grande citazione a un film di Ron Howard. La storia è abbastanza differente stavolta perché è più personale nei confronti del protagonista e a differenza del primo non si basa su questa parodia del mondo della moda. Infatti in questo film la moda viene presa in giro in diversi momenti, e nonostante siano pochi c’è da dire che sono divertentissimi, ma non in maniera costante come in precedenza e questo è un grande peccato perché dalla moda odierna si potevano trarre tantissimi momenti esilaranti e parodistici. Diciamo che vedere presi per il culo le mode come i bastoni per i selfie, i risvoltini e altre mode terribili d’oggi sarebbe stato un colpo di genio, ma purtroppo ciò non è accaduto. La trama ha anche un’aria molto più da spy-story rispetto al primo film che aveva un trama con un’atmosfera simile, però in questo film hanno un po esagerato e nel finale ritroviamo dei cliché e degli elementi che per come sono stati resi hanno reso la scena molto ridicola. Però ce n’è uno che è così banale da star male, ma se vi rivedete il film precedente lo riconsidererete, però abbiamo anche molti altri cliché che a vederli ti fanno cascare le palle. Come ho già detto ci sono degli elementi che portano il film a livelli veramente bassi perché in questo tipo vedere di film vedere delle scene con degli elementi esagerati da film trash spesso mi fa ridere ma in questo caso credo proprio che siano stati inseriti perché non sapevano come portare avanti la trama. Questi elementi necessitano anche dell’uso di alcuni effetti speciali in CGI che sono veramente aberranti. Non che mi aspettavo degli effetti tipo Star Wars, però ho li fate decenti o non li fate e vi risparmiavate queste troiate.

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Uno dei mezzi più efficace del film per “perculare” il mondo della moda è ovviamente il protagonista Derek Zoolander, interpretato da Ben Stiller che nonostante siano 15 anni che non interpreta questo iconico personaggio non ha perso lo smalto e riesce ancora a far morire del ridere con espressioni storiche come la Blue Steel o la magnifica Magnum. Infatti sono proprio le espressioni che mi ricordo di più del personaggio e coplisce il fatto di come il personaggio di Zoolander nel 2001 abbia predetto tantissime mode di oggi, come la dipendenza dagli smartphone e le foto con espressioni con labbra corrucciate con sopracciglia inarcate. Però è inutile, Zoolander nonostante quell’espressione del cazzo rende perfettamente quello che è il personaggio. Mi è piaciuto il fatto che l’idiozia di Zoolander venga trattata come era stato fatto nel primo film, ovvero che lui è un’idiota ma solamente lui è così stupido, tant’è vero che spesso i personaggi d’innanzi alla sue reazioni rimangono esterrefatti. Non è stato reso benissimo il rapporto tra Zoolander e il figlio, che vediamo alla fine del primo film, interpretato in questo film da un attore che è un cane totale ma al del figlio ho adorato il fatto che Zoolander abbia dovuto affrontare quello che la moda è diventato, ma ciò viene usato solo per andar a creare delle gag senza però andar a criticare il mondo della moda. La cosa fa ridere anche perché viene usato il fatto che ormai Ben Stiller non è proprio giovanissimo come quando fece il primo film e quindi può sembrare ridicolo ma in questo caso è l’obbiettivo del film parodizzare in un certo senso direttamente lo stesso Stiller.

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Anche la controparte di Zoolander, ovvero Hansel McDonald interpretato da Owen Wilson, mi è piaciuto com’è stato reso dato che anche lui come personaggio non è stato per niente snaturato ma che ha avuto più spazio per approfondire la storia tra lui e la sua “orgia”, credo che voi sappiate di cosa sto parlando. Infatti nel film Hansel ha maggior spazio per essere approfondito e per essere protagonista di diverse gag che hanno come oggetto il suo spirito “naturalista e selvaggio”. La coppia Stiller – Wilson secondo me funziona, mi sono molto piaciuti non solo in Zoolander ma anche in Starsky & Hutch e qui non sono da meno. Anche Hansel come Derek deve affrontare i cambiamenti che ha subito la moda e anche Wilson come Stiller viene in un certo senso preso in giro dato che è invecchiato pure lui, anche se Wilson non sembra invecchiato come Stiller quindi con Hansel non si puntava su quello.

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Un personaggio per cui covavo grande speranza perché poteva essere un immagine parodistica del mondo della moda ma che non p stato usato come si doveva è Alexanya Atoz interpretata da Kristen Wiig. Alexanya è un personaggio che quando lo vedi sullo schermo ti vien da ridere a priori per la parlata, il modo di camminare che viene deriso anche dagli altri personaggi ma soprattutto, per gli abiti eccessivi e per il fatto che sia inespressiva a causa della chirurgia plastica. Infatti la Wiig è irriconoscibile a causa del pesante trucco che ha sul viso, nonostante ciò però che interpretato molto bene il personaggio. Il personaggio poteva essere una critica al fatto che ormai i modelli facciano ampio uso della chirurgia plastica, del fatto che ci sono migliaia e migliaia di prodotti per ringiovanire la pelle che alla fine non fanno nulla e che gli abiti che vediamo spesso durante le filate sono abiti talmente assurdi che nessuno metterà. Il problema però è che il personaggio viene caratterizzato in maniera troppo superficiale e lo si vede in pochissime scene. Io se fossi stato in Stiller avrei usato Alexanya come villain e non un’altra volta Mugatu che ritorna sempre interpretato dal grandissimo Will Ferrell.

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Mugatu come personaggio non posso che adorarlo. E’ divertentissimo, è il mezzo che i boss della moda usano per compiere i loro scopi ma che in questo film lavora per se stesso, più o meno, ed è interpretato magistralmente da Will Ferrell, un attore che sto scoprendo di recente. Come ho detto non avrei usato Mugatu come villain perché non avrebbe avuto niente da dire il personaggio se non che cova grande vendetta, ma più che altro è stato usato probabilmente come fan service, dato che essendo un personaggio iconico di Zoolander non lo si poteva escludere dal sequel. Però se avessero dato più spazio al personaggio di Alexanya usandolo come villain limitando Mugatu magari a un semplice cammeo o a una citazione sarebbe stato meglio perché credo che il personaggio di della Wiig poteva dare molto. Anzi, poi sul personaggio si scopre una cosa su Alexanya che casca nel fan service più puro e forzato, ma che però ti diverte un pochino. In una scena viene mostrato palesemente anche che i due personaggi hanno avuto una storia insieme ma questo non viene approfondito minimamente e se fosse stato fatto la presenza di Mugatu come villain sarebbe stata giustificata, ma purtroppo Mugatu viene rappresentato come un personaggio piatto capace solo di sbraitare, odiare Zoolander e riciclare le frasi iconiche dell’altro film. Non ho poi capito come hanno utilizzato il cagnetto che si porta sempre a presso perché quello che si vede è palese che è finto, ma quello che non capisco è se il cane è imbalsamato (il che renderebbe Mugatu un personaggio ancor più maniacale e divertente) oppure l’hanno fatto finto solo per far ridere mostrando che è finto.

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Riguardo il personaggio di Valentina Valencia interpretata da Penelope Cruz non l’ho apprezzato appieno. Ha una caratterizzazione spicciola e la Cruz non è stata proprio brava nell’interpretarla, il che mi dispiace dato che è un’attrice di un certo talento ma che ultimamente si sta lasciando andare un po troppo con film di qualità discutibile.Però è divertente come dipinge la figura dei modelli da costume da bagno, vittime dei loro fisici troppo sexy , ed è divertente come vengono visti dai modelli “da passerella”, facendo notare che nel mondo della moda c’è anche una certa “gerarchia sociale”. Il personaggio infine è vittima del peggiore dei cliché che si ritrova alla fine di questo Zoolander 2, un cliché che non ti fa ridere ma è così scontato e banale che vederlo ancora e reso in quel modo nel 2016 mi fa veramente girare i coglioni a una velocità esorbitante.

Infine una delle cose più belle dei film sono i cammei. Anche in Zoolander avevamo cammei di attori, cantanti e altre persone importanti ma qui si sono superati. Infatti molte persone hanno riportato che ci sono più scene con cammei che scene comiche ed è veramente così! Abbiamo tantissimi cammei anche di un personaggio che non è noto a tutti per la sua professione ma che quando lo vedi non puoi che morire dal ridere perché in un film del genere è in totale contrasto con quello che sono i personaggi. Divertentissimo il riutilizzare la introduzione con tanto di nome della celebrità che esce dal lato dello schermo quando essa ha un ruolo abbastanza grande nella trama e il personaggio che qui viene utilizzato in quel modo e come viene reso mi ha fatto ridere ogni volta che lo vedevo anche perché è legato ad Hansel indirettamente sin dal primo film e lo si vede giusto in un sogno ad occhi aperti di quest’ultimo. Per farvi capire quanto il film sia pieno di cammei vi dico che ci sono cammei di personaggi anche durante i titoli di coda e ci sono anche cammei di alcuni personaggi che vengono solamente inquadrati di profilo per veramente due secondi contati. Da malati, ma un cammeo per me è sempre ben accetto, a eccezione di uno solo che è fan service puro. Chiudendo le parentesi cammei ho trovato “figoso” il fatto che abbiamo dato un maggiore spazio ad alcuni attori che avevano fatto un cammeo nel film precedente ma che in questo assumono un ruolo più ampio.

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In sinossi Zoolander 2 è un film mediocre che purtroppo non arriva alla sufficienza, a differenza del primo che per me è da 7 se non 7,5. Una trama con forzature, occasioni mancate e personaggi usati così e così sono cose che sicuramente non mi fanno saltare dalla gioia. Però le gag, i cammei e il ritorno di Stiller, Wilson e Ferrell nei corrispettivi personaggi mi hanno fatto ridere in molte scene. Peccato, un’occasione sprecata secondo me.

VOTO 5,5

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