RECENSIONE – Wild Wild West

Benvenuti nei casi nel quale anche un film fondamentalmente, ehm… trash, possa essere una prodotto apprezzabile.

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Oggi ecco Wild Wild West, pellicola diretta da Barry Sonnenfeld, facendo riferimento ad una vecchia serie televisiva a tema, che a breve verrà ripresa e riadattata.

Ma non concentriamoci su questo, pensiamo un attimo al film in se. Dopotutto la pellicola non è poi così male. Certo, è incentrata principalmente sulle tette di Salma Hayek, l’espressività comica/tipo tosto di Will Smith, e lo stereotipo del nerd imbranato incarnato da Kevin Kline.

Che a dirla tutta loro tre non fanno nemmeno una brutta figura a livello di recitazione, forse solo quando Kevin interpreta il presidente degli stati uniti fa un po’ cagare. Mi sono venute in mente quelle orripilanti commedie all’inglese che non fanno ridere manco uno affetto da ridarella compulsiva.

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Partendo dal presupposto che il film in se è carino, insomma, scorre, il tutto viene però mescolato in una maniera fin troppo alla action comedy, e quindi per de un po’ in diversi punti, tutto sommato mi sento di dire che è uno di quel film che non mi disgarbano.
L’ambiente steampunk non fa altro che alimentare la pellicola ed attirarci, gli attoti sono tutti molto bravi, niente da dire, perfino il cattivo estremamente stereotipato non cade nei livelli di recitazione, forse solo le reazioni umane non mi convincono, ma vabbhe.

Voto (volendogli bene) 7/10

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