Up & Down – Revolt

La fantascienza è uno dei generi più importanti della storia del cinema, e qualche volta è giusto dare un’occhiata a film sci-fi più di nicchia, quelli meno conosciuti ma che potrebbero regalar qualcosa. E’ per questo che ho scelto di dare un’occasione a Revolt, film uscito proprio quest’anno diretto da Joe Miale con Lee Pace Bérénice Marlohe. Un film verso cui non sapevo assolutamente nulla, essendo praticamente sconosciuto a tutti, e che non si è rivelato un piccola perla o chissà quale sorpresa, ma riesce a farti passare un’ora e mezza in tranquillità con una storia abbastanza intrigante. 

UP

L’aspetto tecnico per essere un film semi sconosciuto è parecchio curato. La regia di Miale è molto ispirata in diversi punti, con molte citazioni a grandi cult (come Aliens) oppure a grandissimi film di fantascienza odierni, in primo luogo District 9 Chappie. Difatti è palese sin dall’inizio che Miale si sia voluto ispirare allo stile del grandissimo visionario Neil Blomkamp, soprattutto grazie ad una fotografia, firmata da Karl Walter Lidenlaub, caratterizzata da toni molto scuri e colori desaturati, che nelle sequenze interne dipinge la scena con delle ombra ben definite senza far respirare la luce (se non in determinati e studiati momenti), mentre per quelle esterne si ha un’atmosfera più arida, soprattutto data la location, ovvero l’Africa orientale. Una scelta assolutamente anti-convenzionale, in contrasto con le grandi metropoli statunitensi che sembrano essere sempre calamite di disastri. Una scelta che accomuna ancor di più il film alle opere di Blomkamp, dato che il regista, essendo nato in Sud Africa, ha ambientato tutti i suoi film nel Continente Nero. Nota di merito va agli effetti speciali che, nonostante siano principalmente in CGI, risultano essere parecchio ben fatti e mai invasivi.

L’atmosfera rende il film molto simile a un war movie ambientato nel Medio Oriente moderno, gli stessi alieni si comportano in modo estremamente organizzato e quasi militaresco. Il loro design è molto particolare e originale, soprattutto quello delle navi spaziali. Molto interessante vedere come reagisce un paese povero e isolato come l’Africa a una tale invasione, ed è stato parecchio sorprendente assistere ad alcune scene parecchio violente, così da rendere ancor più spietate le conseguenze dell’invasione.

Buone interpretazioni da parte dei già citati Lee Pace (Bo) e Bérénice Marlohe (Nadia). Quest’ultima, non so voi, ma mi ha ricordato tantissimo sia per il viso, che per la voce e il modo di recitare, l’attrice Lena Headey, che tutti noi conosciamo come interprete di Cersei Lannister in Game of Thrones. Ad ogni modo, il personaggio con cui legheremo maggiormente è proprio Bo, un marine che dopo un terribile scontro con gli alieni perde la memoria a tal punto da non ricordarsi nemmeno chi fosse. A quel punto lo spettatore e il personaggio sono nella stessa identica situazione: non sanno chi sia questo personaggio, non sanno dove ci si trovi e non sanno che cosa stia succedendo in giro per il mondo. Entrambi dovranno intraprendere un pericoloso viaggio per scoprire l’identità di quest’uomo, che rivelerà misteri e strane verità riguardo sé stesso. 

DOWN

Il montaggio non è particolarmente studiato, come anche la colonna sonora ad opera di Sean McCreary, che risulta essere particolarmente banale e scontata. Una colonna sonora che presenta delle tracce caratterizzate da toni tecno epici, senza però una vera sostanza dietro.

La trama per quanto possa risultare intrigante per il percorso che deve intraprendere Bo, non riesce a coinvolgere lo spettatore appieno. La tematica della guerra viene trattata in modo strettamente superficiale quando invece si poteva ampliare moltissimo il discorso, e non solo quello. I tempi non sono gestiti nel migliori dei modi, e nella parte centrale il film annoia un po’. Una storia che si perde, e che forse in alcuni tratti si prende anche fin troppo sul serio quando invece avrebbe potuto puntare più su un’azione tamarra, o una gestione più curata di alcune tematiche.

Il personaggio di Nadia se lo potevano tranquillamente risparmiare, per quanto Bérénice Marlohe sia stata brava nell’interpretarla. Il rapporto che si instaura tra lei e Bo è di un banale da far schifo, e trattandosi di un personaggio di cui si poteva fare tranquillamente a meno mi spiace che non abbiano inserito un personaggio con una storia decisamente più interessante, e magari non necessariamente donna, perché sennò si sa dove si va a parare ogni volta. Ma banale è anche ciò che si scoprirà riguardo al personaggio di Bo (un colpo di scena che però non riesce nel suo vero intento) e l’esito di alcune scene di battaglia. 

Molto superficiali i personaggi comprimari introdotti dal secondo atto del film in poi.

In sinossi, Revolt è un filmetto sci-fi che fa passare un’ora e mezza quasi senza problemi. Un film firmato da un regista che se si impegnasse di più potrebbe affiancarsi a Blomkamp come uno dei registi sci-fi più importanti degli ultimi 20 anni. Peccato che la sceneggiatura pecchi sotto tantissimi punti di vista, perché nonostante si tratti di un film quasi indipendente e mezzo sconosciuto è dotato di un aspetto tecnico non poco curato
Se lo consiglio? Diciamo di sì, se siete degli amanti della fantascienza di nicchia lo consiglio, ma non aspettatevi chissà quale filmone.

 

 

Revolt

Revolt
6.8

Regia

7.5/10

Sceneggiatura

6.0/10

Cast

7.0/10

Pros

  • Una regia e una fotografia curate e ispirata conferiscono al film delle atmosfere ben ricercate.
  • L'ambientazione e l'idea di base regalano spunti per interessanti riflessioni...
  • Il personaggio di Bo risulta essere in perfetta sintonia con lo spettatore.

Cons

  • La colonna sonora risulta essere anonima e vuota.
  • ... senza però che queste tematiche vengano approfondite come si deve.
  • Oltre al personaggio di Bo, gli altri risultano essere insipidi o inutili.

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