The Cloverfield Paradox: J.J.Abrams e Julius Onah spiegano il terzo atto

Diventa un nostro supporter!Diventa un nostro supporter!

Il produttore J.J.Abrams ed il regista Julius Onah hanno fornito un spiegazione al finale di The Cloverfield Paradox, di cui noi abbiamo dato una nostra ipotesi all’interno della nostra recensione.

Sono passate poco più di tre settimane da quando il terzo film di Cloverfield ha debuttato su Netflix, poche ore esser stato annunciato durante il Super Bowl. Il suo rilascio in stile “sono sbucato dal nulla” è stato uno shock, ma forse ancora più sconvolgente è stato quanto molti lo abbiano interpretato come imperfetto e confuso.

Naturalmente questa non è la verità infatti il film è un buon prodotto del Cloververse con una retorica davvero affascinante, e credo che molte persone siamo rimaste deluse solamente per via del particolare stile che questo franchise ha. Non è un segreto che mentre il film era in produzione Abrams ed il suo team hanno poi ricomposto la storia per adattarla al franchise di Cloverfield, inserendola in una sotto-trama circa un’invasione aliena.

I risultati sullo schermo sono stati fantastici, anche se la sotto-trama non si è armonizzata perfettamente con il resto del film, e la finale ed improvvisa apparizione di Clover è stata per molti sconcertante quanto l’imprevista uscita del film su Netflix.

In una nuova intervista con The Empire Film Podcast, Abrams e il regista Julius Onah hanno soppesato la confusione di alcuni tentando di spiegare il finale. Durante l’intervista sono state fatte due importanti conferme, la prima delle quali è che il mostro che vediamo alla fine è in effetti quello che abbiamo visto per la prima volta in Cloverfield, solo molto più grande. Onah ha anche confermato che Paradox si svolge in una timeline diversa rispetto al film originale:

“Adesso che sono state aperte queste timeline multiple e le cose stanno accadendo con fatti che accadono in altre dimensioni, abbiamo svariate maniere per maneggiare i vari elementi. C’era un collegamento molto bello da fare con i detriti che cadono nell’oceano nell’attimo in cui capiscono di essere finiti in un’altra dimensione. E ci saranno altre possibilità narrative da esplorare con le altre storie.”

GIocare con le dimensioni alternative è diverse timeline nello stesso film è sicuramente una mossa ambiziosa, responsabile della qualità del film. La cosa potrebbe far preoccupare alcuni fan, ma nella stessa intervista Abrams li ha voluti rassicurare spiegando come con The Cloverfield Paradox non stava cercando un terzo film di Cloverfield quando ha rielaborato il progetto in-produzione (precedentemente noto come God’s Particle) e che stava semplicemente cogliendo ciò che credeva fosse un’opportunità per espandere il franchising in un nuovo genere:

“Da un lato potresti pensare ‘beh, allora qualsiasi cosa potrebbe essere un film di Cloverfield‘, ma l’intenzione non è mai stata quella di fare un film e e schiaffarci su il nome Cloverfield. L’idea era di dire che Cloverfield è come un ombrello al di sotto del quale possono trovare spazio generi ed emozioni di ogni genere.”

Sfortunatamente, Onah e Abrams non hanno passato poi molto altro tempo ad affrontare le domande più specifiche che i fan hanno fatto riguardo all’atto finale del film (del tipo perché il mostro è tanto più grande? Con quante linee temporali e realtà abbiamo a che fare qui? Il finale di Paradox sarà affrontato in futuro film di Cloverfield?). Per ora, quelle domande rimangono senza risposta. Possiamo solo sperare che Cloverfield 4, alias Overlord, tolga confusione dalla mente di molti e spieghi a chi non ha capito la struttura di questo franchise.