Terry Gilliam descrive il #MeToo come un movimento “semplicistico”

In una recente intervista con il noto magazine AFP il celebre regista Terry Gilliam, noto per esser un membro dei Monty Python e per aver prodotto e diretto pellicole di un certo spessore sia artistico che culturale per il cinema moderno, ha parlato del movimento #MeToo che secondo lui si è in qualche modo trasformato in una sorta di “mob rule”, sostenendo che mentre alcune donne hanno sofferto realmente, altre hanno usato la cosa per far carriera, citando apertamente l’ex produttore Harvey Weinstein.

Il regista non si è dispensato dal definire Weinstein “un mostro“, lasciando intendere come ci siano effettivamente molti altri mostri oltre a lui, che si comportano come Weinstein, ed abusano del loro potere nell’industria cinematografica per ottenere favori sessuali. Weinstein però è stato esposto perché con i suoi orrendi gesti si è dimostrato “uno stronzo che si è fatto diversi nemici“, ha continuato Gilliam nell’intervista, aggiungendo però anche che la reazione all’ondata di rivelazioni circa abusi sessuali e molestie è diventata brutta e semplicistica, tanto che la gente ha paura di dire cose, di pensare cose.

“E’ un mondo di vittime, vedo che alcune persone hanno fatto carriera anche senza incontrare Harvey, altre invece no. Quelli che sapevano cosa stavano facendo erano adulti, perché è di questo che stiamo parlando, di adulti con diverse ambizioni. Se andiamo a vedere, Harvey ha aperto la porta ad alcune persone, una notte con lui era semplicemente un prezzo da pagare. Alcune persone hanno pagato il prezzo, altre ne hanno sofferto.”

Gilliam, attualmente a Parigi per dirigere “Benvenuto Cellini“, ha anche descritto il movimento #MeToo come padre di un atmosfera che è “[…] divenuta sciocca, la gente viene descritta in termini ridicoli come se non fosse mai esistita una vera umanità“, e successivamente si è posto in difesa di Matt Damon dicendo: “mi dispiace per qualcuno come Matt Damon, che è un essere umano per bene. È stato coraggioso con la sua dichiarazione dicendo che non tutti gli uomini sono stupratori, ed è stato quasi lapidato a morte“.

“È pazzesco come le cose sia state semplificate, non c’è più intelligenza e le persone sembrano avere paura di dire quello che pensano veramente… Mi è stato detto anche da mia moglie di tenere la testa bassa. E’ come quando il dominio della mafia prende il sopravvento, la folla è la fuori pronta ad impugnare torce e bruciare il castello di Frankenstein.”

Con questo Terry Gilliam non vuole assolutamente schierarsi a favore di persone come Harvey Weinstein, ma vuole far da scudo a chi parla dell’argomento proponendo un opinione discordante in piccole parti, che poi viene linciata pubblicamente per aver espresso una propria opinione. Gilliam ha tenuto a precisare anche che l’abuso di potere in questi termini è “sempre accaduto“, dicendo anche che la presa di posizione non farà si che Hollywood cambi, “il potere ne approfitta, lo fa e lo farà sempre“, ma è come si gestisce quel potere il vero punto su cui le persone dovrebbero concentrarsi. Le persone devono assumersi la responsabilità delle loro azioni. Gilliam poi si è scagliato anche contro l’amministrazione Trump e il neo-isolazionismo che la Gran Bretagna sta operando per descrivere come il potere comporta una responsabilità, e che molte persone, come molte istituzioni, si stanno comportando in maniera incosciente.

Il succo del discorso quindi è che (e questa non è una nostra opinione ma un mero tentativo di comprende al meglio le parole di Gilliam), il noto regista non ha criticato le donne e gli uomini che di questi tempi stanno uscendo allo scoperto denunciano abusi, molestie o comunque orrendi atti ai loro danni in cambio di successo o avanzamenti di carriera, ma quelle persone che di questa faccenda se ne approfittano, come anche il potere che queste persone hanno adesso in mano. Come Harvey Weinstein aveva il potere in quanto produttore di decidere in parte il futuro di un’attrice, se questa fosse venuta o meno a letto con lui, adesso uomini e donne facenti parte del movimento #MeToo hanno il potere di danneggiare una persona in maniera irresponsabile.  E’ questo il senso della frase “il potere ne approfitta”.

La cosa potrebbe però apparire anche come ambigua per l’atmosfera che adesso regna, in quando potrebbe anche rimandare ad un altro aspetto di tutta questa questione. Il tutto potrebbe far pensare ed una cosa che in molti hanno dichiarato o pensato dopo che lo scandalo è scoppiato, ovvero quella che vede queste persone che hanno “ceduto” alle avance inappropriate di un uomo potente come Weinstein, aver in qualche modo una parte di colpa. Naturalmente in merito alla “colpa” bisogna specificare come la vittima non dovrebbe mai essere messa in croce, ma come detto da Gilliam: “alcune persone hanno fatto carriera anche senza incontrare Harvey“. Ciò che secondo noi il regista ha voluto intendere, è stato descrivere queste persone come adulte e consapevoli di ciò che stavano facendo quando hanno “acconsentito” a quello che era palesemente un ricatto sessuale, e come ci siano altre persone che ad Hollywood hanno fatto carriera senza subire tali atti.

Questo però è stato accompagnato anche dalla realtà, pensiero di molti, che Gilliam ha condiviso. Come detto ad inizio articolo i personaggi come Harvey Weistein sono mostri che usano in maniera irresponsabile ed incosciente il proprio potere, e mentre si può riflettere su come il movimento #MeToo stia anche facendo vittime che non si meritano la gogna, non c’è alcun modo per giustificare i terribili atti di questo ex produttore. E’ bene che il movimento continui a portare più persone fuori dall’oscurità, ed è bene che le persone paghino per ciò che hanno fatto. Il movimento magari può dover essere perfezionato, ma non fermato.