Stranger Things: il primo episodio della seconda stagione contiene una citazione a ‘Life Is Strange’

Finalmente dopo più di un anno di straziante attesa è giunta la seconda stagione di Stranger Things, la serie sci-fi/thriller targata Netflix più già divenuta cult, ed è stata anch’essa accolta con grande entusiasmo da parte del pubblico, ma ecco una piccola ma interessante chicca riguardo al seconda stagione, e in particolare del primo episodio, intitolato Mad Max.

Forse molti non se ne sono accorti (come il sottoscritto) ma nel primo episodio della seconda stagione della serie c’è un riferimento parecchio esplicito a uno dei videogiochi più chiacchierati degli ultimi tempi, ovvero Life Is Strange di Dontnod Entertainment. A riportare la cosa è la stesa casa di sviluppo con un divertito e stupito tweet sul proprio account, che potete trovare qui sotto, nel quale viene fatto mostrare il momento in cui la new entry della serie, Max (interpretata da Sadie Sink), recita la frase ‘Nessuno mi chiama Maxine, il mio nome è Max’.

Tralasciando il fatto che quando sento dire la frase ‘Il mio nome è Max’ mi viene subito da dire con voce rauca ‘Il mio mondo è fatto di fuoco… e sangue’, è una citazione davvero carina, anche se credo proprio che si si riferisca più alla saga di Mad Max, da cui prende spunto il titolo dell’episodio e anche lo stesso personaggio di Max. Ad ogni modo, per chi ne fosse all’oscuro, questa è una delle frasi chiave che la protagonista di Life Is Strange, chiamata appunto Max, recita nel terzo episodio del gioco. Voi che ne dite?



Stranger Things 2 arriverà su Netflix il 27 ottobre 2017. Nel cast della seconda stagione torneranno Mille Bobby Brown (Undici), Finn Wolfhard (Mike), Gaten Matarazzo (Dustin), Noah Schnapp (Will Byers), Caleb McLaughlin, David Harbour (sceriffo Hopper), Winona Ryder (Joyce Byers), Natalia Dyer (Nancy), Charlie Heaton (Jonathan Byers) e Matthew Modine (Dr. Brenner). Tra le new entry abbiamo Dacre Montgomery (Billy), Sean Astin (Bob Newby), Sadie Sink (Max), Brett Gelman (Murray Bauman) e Linnea Berthelsen.

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