Stan Lee risponde alle domande sui supereroi gay!

Come sappiamo il tessiragnatele è stato reintegrato, anche se non proprio al livello di produzione, nel mondo Marvel. la Sony ci ha provato ma finalmente si è arresa. Speriamo lo faccia anche la Fox. Il ritorno del figliol prodigo ha messo fine al franchising The Amazing e ha portato all’addio di Andrew Garfield, che non è propriamente un male eh! Ora è caccia al nuovo Uomo Ragno, e dopo le voci che volevano Asa Butterfield nei panni dell’uomo ragno, qualcuno aveva paventato l’ipotesi che potesse invece essere di colore. La smentita di Stan Lee, storico disegnatore della Casa delle Idee, ha negato con forza che nel terzo capitolo di Capitan America vedremo uno Spider-Man di colore:

Non mi sarebbe importato se Peter Parker fosse stato in origine nero, ispanico, indiano o quello che volete. Ma noi lo abbiamo creato bianco, quindi non vedo il motivo di cambiare le cose.

E questa è una motivazione alla quale non si può fare repliche, non come la Fox con i suoi “Fantastici 4” che non c’entrano veramente niente nemmeno con la logica dei personaggi, dove la torcia umana è di colore e ha adottato la ragazzina bianca solo perché il politically corret attira il pubblico. BUFFONI! 

Successivamente la verità è venuta fuori e Tom Holland ha ottenuto il ruolo del tessiragnatele, ma l’intervento di Stan Lee non termina qua. Il re dei cameo ha continuato rispondendo alla domanda “se ci saranno supereroi gay”:

Credo che nel mondo ci sia spazio per supereroi gay, ma anche qui non vedo perché cambiare la sessualità di un personaggio già affermato. Non ho alcun problema a creare nuovi supereroi omosessuali. La mia posizione non è in alcun modo anti-gay o anti-nero. Personaggi ispanici dovrebbero restare tali, Pantera Nera non dovrebbe essere originario della Svizzera. È facilissimo creare nuovi personaggi, quindi perché cambiare i vecchi?

Il pensiero di fondo, per mettere un attimo la parola fine alla cosa, è che “perché mai dovrei cambiare dei personaggi perché alla gente piacciono le presunte minoranze bistrattate?”. Se mai ci sarà un personaggio gay sarà uno nuovo, punto. Odio questo tipo di pensieri, ed lo stesso fatto perché a me Agent Carter non è piaciuto più di tanto. Nel mondo Marvel questa distinzione sessista che vediamo nella serie non è mai esistita. Dobbiamo ricordarci che il mondo Marvel non è il nostro e differisce sotto molti aspetti, compreso il sessismo, l’omofobia e le distinzioni di genere. Poi magari c’è il razzismo verso i mutanti, che può essere interpretato come un parallelismo, ma quest tipi di generismo, diciamo, che ci sono nel nostro mondo nell’universo Marvel non esistono.


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