Solo: A Star Wars Story, Ron Howard parla del perché ha scelto di dirigere il film

Il trailer ha distrutto ogni dubbio che si poteva avere riguardo Solo: A Star Wars Story, mostrandoci del materiale che ci ha fatto veramente tanto salire l’hype per questo prossimo capitolo della Star Wars Anthology (e sì, secondo me Alden Ehrenreich come Han Solo ci sta da morire). Ma questi dubbi erano tutti ben fondati, dato che nel bel mezzo delle riprese i registi Chris Miller Phil Lord sono stati licenziati e sostituiti con Ron Howard e quest’oggi al centro dell’attenzione abbiamo proprio il regista statunitense.

Durante un’intervista con Entertainment Weekly, Howard ha spiegato i motivi per cui ha scelto di prendere in mano la regia del film, essendo consapevole del fatto che girare un film di Star Wars su Han Solo non sarebbe stata di certo una passeggiata semplice. Ecco quanto dichiarato dal regista:

Conosco Chris e Phil. Sono dei ragazzi incredibilmente talentuosi e tutti quelli di Imagine Entertainment vogliono trovare un modo per lavorare con Chris e Phil, oggi più che mai. Ma quando ho saputo quel che stava accadendo, è successo in un momento in cui stavo lavorando a molti nuovi progetti per Imagine e non avevo pianificato di dirigere nulla l’anno scorso. Quindi questo è venuto a modo mio, e stavo parlando con Kathy, e l’ormai tragicamente in ritardo Alli Shearmur, un vecchio amico. Ero riluttante, ma ho anche iniziato a sentire che potevo aiutare.

Andando avanti con l’intervista, Howard ha affermato che vuole che il pubblico non si chieda quanto del film sia di Miller e Lord e quanto di Howard, ma che se lo goda appieno senza troppi pensieri:

Come dice Han, ‘Non dirmi le percentuali’. Mai dire le percentuali. Non voglio davvero spiegarlo. Non voglio davvero essere specifico su questo perché, ancora una volta, non voglio nemmeno che sia importante per i fan. Capisco perché me lo si chieda, e alcuni potrebbero anche essere curiosi, ma guarda, tutti quelli che sono stati coinvolti in questo non hanno fatto altro che amare quello che potrebbe essere questo film, e questa è stata l’atmosfera che lo circonda. Penso che il pubblico sentirà quell’amore e l’eccitazione.

Howard ha anche detto che subentrare così tardi nella produzione del progetto è stata per lui una sfida piuttosto eccitante:

In realtà sentivo che sarebbe stata un’esperienza unica e creativa per me. Mi è capitato di affrontare delle sfide nella vita, e mi è piaciuta l’avventura di affrontare le sfide, e questa è stata sicuramente una grande sfida – e lo è stata. Ma emozionante.

Howard ha anche parlato della visita di George Lucas sul set del film e dei consigli che gli ha dato:

Mi ha detto di fidarmi solo del mio istinto, sai? So che fondamentalmente sa, prima di tutto, [ che questi film sono] un po per ragazzi di 12 anni, eppure anche lui sa che è cresciuto così oltre e che i fan sono cresciuti con la serie in un modo grandioso e importante. Quindi non ha offerto molti consigli se non: ‘Questo è quello che avrai’.

Interessanti parole quelle di Howard, soprattutto per quanto riguarda il fatto di non doversi chiedere quanto film sia di Miller e Lord e quanto di Howard. Ormai sembra quasi che la gente si voglia concentrare solo sulle difficoltà che potrebbero portare un film all’insuccesso e mai a quelle che potrebbero invece portarlo al successo. Che bello il mondo.



Solo: A Star Wars Story uscirà nelle sale il 23 maggio 2018, con Ron Howard alla regia, dopo l’abbandono di Phil Lord e Chris Miller, su una sceneggiatura di Jon e Lawrence Kasdan. Nel cast Alden Ehrenreich (Han Solo), Donald Glover (Land Calrissian), Woody Harrelson (Garris Shrike), Emilia Clarke (Kira), Thandie Newton, Phoebe Waller-Bridge, Ian Kenny, Warwick Davis, Spencer Wilding, Paul Bettany e Joonas Soutamo (Chewbacca). Il film prenderà luogo dieci anni prima gli eventi di Una Nuova Speranza. La fotografia sarà a cura di Bradford Youg, mentre la colonna sonora porterà la firma di John Powell, ma il tema principale sarà composto da John Williams.