Recensione: Yoga Hosers

Diventa un nostro supporter!Diventa un nostro supporter!

Yoga Hosers è un film del 2016 scritto e diretto da Kevin Smith, noto autore del cinema indipendente americano, appartenente alla trilogia “True North” composta da Tusk del 2014 e Moose Jaws prossimamente nelle sale.

Il film ha come protagoniste le due Colleen, due teenagers appassionate di yoga che lavorano nel supermercato del padre di una delle due e sognano di diventare due cantanti famose. Le due giovani clerks già apparse nel precedente Tusk sono interpretate da Harley Quinn Smith, figlia del regista Kevin Smith, e da Lily-Rose Depp, attrice e modella figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis che hanno entrambi un ruolo nella pellicola.

La storia racconta di come le due ragazze, dopo essere state costrette a lavorare nel super-market la sera di una fantomatica festa, vengano prima attaccate da due giovani satanisti e poi da un misterioso gruppo di mini-nazisti canadesi.

Rinchiuse in carcere perché accusate di omicidio, le due scapperanno con l’aiuto di Guy LaPonte, scrittore e detective canadese con la bizzarra caratteristica di avere porri che appaiono o scompaiono sul suo viso in qualunque scena (un po’ come il porro del principe Giovanni nel Robin Hood di Mel Brooks).

I tre scoprono sotto il supermercato un rifugio segreto nel quale si è ibernato per decenni uno scienziato nazista che ha creato un’armata di piccoli, mostruosi, soldati nazisti a forma di salsiccia (detti Bratzis e interpretati tutti dallo stesso Smith) vuole invadere il Canada e diventare finalmente famoso.

Solo le due Colleen, con la forza dello Yoga, potranno impedirlo e salvare il Canada!

Il film, a differenza di Tusk che ancora aveva una forte ambientazione horror, è una commedia demenziale e grottesca, ricco di umorismo nero e prese in giro verso lo stereotipo dell’adolescente superficiale (il rapporto con lo yoga che diventa ina barzelletta per come lo yogi incompetente lo insegna o il satanismo, visto solo come una figata fatta di sacrifici umani dai due ragazzini) e dipendente dalla tecnologia (quando alle due Colleen vengono tolti i cellulari addirittura una va in iperventilazione e sviene).
Insomma, un misto tra Clerks, Una Pallottola Spuntata e i film di Brooks con qualche contaminazione splatter.

Le due Colleen sono le protagoniste perfette per questo tipo di storia, fredde, acide, con un sarcasmo pesante che ricorda i personaggi del primo film di Smith e allo stesso tempo esagerate e surreali, insomma una sorta di Frank Martin di una pallottola spuntata più giovane e con le tette (a parte gli scherzi, l’affiatamento tra le due attrici è palese e le scene canore con le due sono molto belle e, in certi casi, anche divertenti). La coppia formata dalla Smith e dalla Depp è davvero affiatata, complice anche l’amicizia che lega da anni le due attrici e un cast comico sorprendente, da Tyler Posey a Adam Brody, sono tutti personaggi secondari che rimangono nella mente dello spettatore e anche se sono delle semplici macchiette, o forse proprio per questo, riescono a rendere tantissimo e a divertire chi guarda il film.

Ma su tutti spicca lui, Guy LaPonte, il detective interpretato da un a prima vista irriconoscibile Johnny Depp in uno dei ruoli più divertenti e meglio riusciti degli ultimi anni. Davvero, chiunque dica che Depp non sa più recitare dovrebbe guardare questo film e Black Mass per capire quanto sbaglia ma questa è un’altra storia.
Depp porta sullo schermo un personaggio volutamente esagerato, la parodia di tutti i detective geniali di libri e televisione, brutto, eccentrico, a tratti arrogante e davvero, davvero, divertente.

Se questi sono i lati positivi della pellicola è però necessario elencare anche i lati negativi primo su tutti gli effetti speciali.
Per quanto volutamente grotteschi ed ironici alcuni degli effetti si rivelano semplicemente brutti e abbassano il livello del film come quando un Bratzi viene ucciso: in quei momenti la scelta della computer grafica si rivela completamente sbagliata perché la cgi scadente, per quanto voluta per creare magari un senso di esagerazione, si dimostra solamente deludente, cosa che invece non sarebbe successa usando magari degli effetti più vecchia scuola che sempre in passato hanno funzionato.
Ancora i titoli di presentazione dei vari personaggi vogliono magari fare il verso a certi film fintamente per ragazzi ma, ancora, non sono divertenti, riescono soltanto ad abbassare la qualità di una bella commedia gore.

In sintesi, Yoga Hosers è una bella commedia grottesca, divertente e per certi versi surreale, il film è ricco di citazioni e cammei fantastici (come Kevin Conroy che porta al supermercato il figlio Robin, o Stan Lee al centralino) e ha il grande vantaggio di non prendersi troppo sul serio. Il film non è assolutamente esente da difetti ma è comunque consigliato a chiunque voglia vedere una divertente commedia ricca di elementi horror e surreali e non cerchi qualcosa di troppo impegnativo.

6.8

Sceneggiatura

6.5 /10

Fotografia

7.0 /10

Cast

7.0 /10

Pros

  • Cast affiatato
  • Una sceneggiatura divertente e ben strutturata
  • I cammei a dir poco epici

Cons

  • Effetti speciali deludenti