RECENSIONE: The War – Il Pianeta Delle Scimmie

Diventa un nostro supporter!Diventa un nostro supporter!

Il Pianeta delle Scimmie si può considerare come uno dei film di fantascienza più importanti del secolo scorso, senza togliere il giusto merito a Pierre Boulle che ha scritto il romanzo da cui tutto ha avuto inizio, ma devo ammettere che non mi sono mai approcciato alla saga originale iniziata nel ’68 (rimedierò), a differenza però di questa trilogia prequel/remake/reboo, iniziata anni fa da Rupert Wyatt con L’Alba del Pianeta delle Scimmie e proseguita da Matt Reeves con Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie, che mi ha conquistato sin dal primo film. Pertanto provavo un certo hype verso questo terzo capitolo, The War – Il Pianeta delle Scimmie, soprattutto per il ritorno di Reeves alla regia, il quale si era dimostrato un abilissimo regista già con il secondo capitolo della saga. Quello che mi aspettavo da questo film era sì un blockbuster, ma anche qualcosa di più perché è questo che sono i film de Il Pianeta delle Scimmie: film sci-fi che però danno degli spunti di riflessione che ti fanno pensare per giorni e giorni. Nonostante sia uscito da diverse settimane, finalmente sono riuscito a vedere il nuovo film di Reeves. Si è rivelato all’altezza delle aspettative. No, è andato ben oltre le mie aspettative.

Risultati immagini per war for the planet of the apes wallpaper

Come ho detto nell’introduzione, Matt Reeves con il secondo capitolo della saga si è rivelato essere un regista a dir poco abile e autoriale nonostante il film sia di base una baracconata hollywoodiana. Egli è riuscito ad andare oltre, a rompere gli schemi che le major impongono a molti registi. Con questo The War – Il Pianeta delle Scimmie Reeves riesce a creare delle scene a dir poco ricche di pathos e a farci emozionare come mai aveva fatto un blockbuster simile. La regia è curata nel minimo dettaglio, le inquadrature perfette e ricercate, caratterizzate anche da un’incredibile fotografia ad opera di Michael Seresin. Stavolta si tratta di una fotografia più accesa e più calda rispetto al precedente film. Spesso abbiamo scene in cui il sole splende luminoso, mentre nel film precedente il cielo era perennemente coperto dalle nuvole. Seresin ha così avuto modo di creare dei giochi di luce a dir poco grandiosi, di giocare con le ombre e col contrasto, così da dare ancora più valore al dettaglio della CGI dei personaggi e alle loro emozioni.
Il piano sequenza ripreso dall’alto nella battaglia iniziale è a dir poco sensazionale, Reeves crea un’atmosfera degna di un war-movie d’autore. Lo aveva fatto anche con Apes Revolution, ma con questo terzo film ha messo in gioco quel qualcosa in più che ti fa venire la pelle d’oca altissima. Reeves utilizza una regia che riesce a dare un valore enorme alle espressioni dei personaggi, che sono quasi tutti scimmie e qui giungiamo a uno degli spunti di riflessione più importanti della trilogia. Mai e poi mai mi sarei aspettato di emozionarmi così tanto per dei sentimenti provate da delle scimmie, e invece mi ha emozionato più questo film del 90% dei blockbuster usciti negli ultimi anni. Mi permetto di paragonare questo The War – Il Pianeta delle Scimmie al Logan di Mangold, due film che di base sono dei grossi blockbuster ma che una volta visti si sono rivelati qualcosa di molto più profondo.
A questo punto direi di partire col primo spunto di riflessione: cosa rende davvero umano un essere vivente? Noi cataloghiamo noi stessi come essere umani perché siamo dotati del cosiddetto “pensiero superiore”, ma se non abbiamo quello cosa siamo? Siamo animali, bestie, ed è questo che siamo sotto sotto e spesso la nostra vera natura viene fuori nei momenti più difficili. Si può dire che Cesare e le sue scimmie sono più umane di personaggi come il Colonnello di Woody Harrelson, di cui parleremo meglio dopo e parleremo dopo anche di questa filosofia che pervade tutto il film, non credete che sia tutto così semplice.

Riusciamo a percepire, a condividere e a provare gli stessi sentimenti delle scimmie non solo grazie alla regia magistrale di Reeves, ma soprattutto agli effetti speciali che hanno raggiunto un livello di qualità e dettaglio davvero impressionante. La tecnica della Motion Capture ha fatto passi da giganti negli ultimi anni e possiamo dire che è arrivata al suo apice (o forse no?) con questo film. Andy Serkis nei panni di Cesare è a dir poco sensazionale; Serkis ha reso una scimmia in CGI trenta volte più espressiva della maggior parte degli attori di Hollywood. Giusto per fare un esempio che sta ricorrendo spesso nelle mie recensioni di blockbuster, Vin Diesel in Fast & Furious può solamente leccare la suola delle scarpe di Serkis e non si avvicina nemmeno alla complessità del personaggio di Cesare. Purtroppo non ho potuto vedere il film in lingua originale, perché in questo film ormai Cesare è maturato sotto tutti i punti di vista e parla in modo molto fluido. Serkis ha una voce straordinaria quando interpreta Cesare, ma va detto che Massimo Corvo come controparte italiana è più che adeguata. Fatto sta che Andy Serkis dovrebbe essere presente nella maggior parte dei blockbuster odierni, così sarebbe sicuramente un mondo migliore.
La ciliegina sulla torta che ci fa emozionare come non mai nelle scene più importanti è la colonna sonora ad opera di Michael Giacchino. Giacchino negli ultimi anni si è fatto a dir poco valere: ci ha stupiti con le colonne sonore dei due Star Trek di J.J. Abrams, ci ha stupiti con le colonne sonore degli ultimi cinecomic di casa Marvel (Doctor Strange e Spider-Man: Homecoming) e ci ha lasciato semplicemente a bocca aperta con le musiche di Rogue One: A Star Wars Story. Ma con questo The War – Il Pianeta delle Scimmie mi permetto di dire che ha dato vita al suo capolavoro (per ora). La colonna sonora presenta dei temi che si distaccano totalmente da quelle che sono le normali musiche da blockbuster moderno, spesso caratterizzate da tamburi incalzanti e un crescendo che diviene spesso scontato. Giacchino dà vita ad una colonna sonora molto più vintage, forse per omaggiare i vecchi film della saga, non saprei non avendoli visti, ma sicuramente sembra di ascoltare delle musiche di un’altra epoca cinematografica. Si tratta di una musica anche molto delicata e più emozionante rispetto agli altri due film, che riesce a far commuovere in più punti. Anche Giacchino ha lasciato la sua impronta come autore. Però va detto che il tema del Colonnello ricorda un po’ troppo quello dell’Avvoltoio di Spider-Man: Homecoming. Sono praticamente le stesse note solo imbastite in modo differente. Forse Giacchino con tutti questi lavori per le mani ha dovuto riciclare qualcosa. Male, ma alla fine è una musica che si sposa molto bene con la scena.

Come avrete notato si ripete spesso questa parola: autore. Perché questo è quello che è il film, un vero e proprio blockbuster d’autore. Dopo questo film infatti ripongo tutte le mi speranze e fiducie in Reeves per The Batman del DCEU e spero che metta insieme la stessa squadra usata per questo film. Sarebbe davvero figo vedere un compositore come Giacchino alle prese con la colonna sonora di un film su Batman, con delle musiche molto dark e malinconiche. Spero vivamente che questo The Batman possa raggiungere le vette autoriali e emotive che ha raggiunto questo The War – Il Pianeta delle Scimmie.

Immagine correlata

Per me Cesare con solamente questi tre film è divenuto una vera e propria e lo reputo come uno dei personaggi più profondi e sfaccettati degli ultimi anni e secondo me col passare degli anni diverrà uno dei personaggi più celebri della storia del cinema e della fantascienza. Nel primo film avevamo un Cesare giovane, spinto dalla voglia di essere libero e di ribellarsi alla tirannia dell’uomo, che ha fatto ormai il suo corso. Nel secondo film invece abbiamo visto un Cesare adulto, maturo, leader e soprattutto padre. In questo terzo e spero ultimo film Cesare si ritrova ad affrontare quella che probabilmente sarà la sua sfida più grande. L’odio di impossessa di lui dopo un determinato avvenimento e si ritrova ad essere più simile a Koba per diversi aspetti. Quindi se da un parte abbiamo l’uomo destinato a lasciare il posto alle scimmie a causa dei suoi errori da un’altra abbiamo Cesare, il quale deve decidere se soccombere al suo istinto e alla sua voglia di vendetta oppure se accettare la vita per quello che è e assumersi le proprie responsabilità come leader e se decide di soccombere allora diverrà proprio come Koba, colui che ha dato vita alla guerra stessa e ho trovato un grande idea quella di dare ancora spazio al personaggio di Koba nonostante sia morto. Koba in questo film è come un parassita che si instaura nella mente di Cesare, lo tormenta nei sogni, lo invita ad arrendersi e lo spinge verso il “lato oscuro” della propria personalità, un lato di Cesare che ancora non avevamo visto. Il bello di tutto ciò è che indipendentemente da quello che farà Cesare, egli raggiungerà l’apice della sua maturità come personaggio e lasciatemi dire che la scena finale del film è qualcosa di semplicemente unico, emozionante e che fa scendere qualche lacrimuccia. Forse un po’ scontato per certi versi, ma sicuramente non meno emozionante. Il discorso finale di Cesare è qualcosa che ti lascia lì, seduto sulla sedia ad ammirare la bellezza della scena con la delicata colonna sonora di Giacchino. E ancora una volta mi vedo costretto ad osannare Andy Serkis per il lavoro svolto. Seriamente, la sua perfomance secondo sarebbe da prendere in considerazione per gli Oscar. Ok, forse è un po’ esagerato per il tipo di film che è, però ciò non toglie che Serkis è stato a dir poco fenomenale. 

Il film però non è tutto rosa e fiori. O meglio, lo è per un buon 98% ma ci sono anche delle cose che non mi hanno fatto impazzire, come il personaggio della Scimmia Cattiva, ovvero la scimmia vecchia che Cesare e gli altri trovano sul loro cammino. Il personaggio ha una sua funzione nel film, non solo perché sarà utile più avanti nell’atto finale ma perché è la prova che oltre alla tribù di Cesare ci sono altre scimmie intelligenti e in grado di parlare e devo dire che è una domanda che mi sono posto dopo aver rivisto i primi due film, ed è un chiaro segno che la strada per arrivare a un pianeta di scimmie è totalmente spianata. Però al di fuori di questo la cosiddetta Scimmia Cattiva, interpretata da Steve Zahn, è un personaggio troppo fastidioso. Purtroppo qua va detto, ma Reeves sotto alcuni aspetti si è un po’ addolcito. La Scimmia Cattiva è un comic relief inserito per far ridere i ragazzini/bambini che andranno in sala a vedere il film, perché comunque il target del film prevede anche questo tipo di pubblico purtroppo. Il che alla fine ci può anche stare se le scene comiche sono be gestite, il problema è che queste non lo sono e risultano un po’ troppo puerili. Molto probabilmente è stata anche un’imposizione della produzione, chi lo può dire, anche perché mi sembra strano che Reeves abbia inserito un tale personaggio in un film dove vengono trattate delle tematiche così profonde. O forse l’ha fatto per rendere il tutto un po’ più leggero? Ci sono tantissime motivazioni a favore e contro la presenza di questo personaggio, fatto sta che rimane comunque fastidiosissimo. Alla fine però va detto che Zahn ha fatto un buon lavoro, anche lui come attore si è dimostrato molto espressivo, non ai livelli di Serkis che per me è un maestro della recitazione (e non solo per questo film), però con un personaggio scritto così non posso promuovere appieno la sua perfomance.

Risultati immagini per war for the planet of the apes gif

Cesare è sicuramente un personaggio straordinario, ma sul grande schermo abbiamo anche un grandissimo villain: il Colonnello interpretato da Woody Harrelson. Nei precedenti film abbiamo avuto personaggi comprimari umani. Nel primo film avevamo Will Rodman interpretato da James Franco, mentre nel secondo abbiamo avuto Malcolm di Jason Clarke. In questo film invece Cesare è il protagonista assoluto di tutto il film e l’unico umano presente è il villain della situazione. C’è anche il personaggio della bambina, Nova, ma di lei parleremo dopo. Ad ogni modo, in Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie avevamo Gary Oldman nei panni di un personaggio che si presentava sin da subito come un papabile villain, ma invece ciò non è accaduto e il ruolo è andato a Koba. Ok, ci può stare ed è anche giusto che sia andata così, però sono rimasto un po’ insoddisfatto. Volevo che nella saga ci fosse almeno un villain umano degno di nota e interpretato magistralmente da un grande attore. Ragazzi, con il Colonnello di Harrelson non mi sento soddisfatto, ma trenta volte di più. Il Colonnello è un personaggio spietato, disumano (e torniamo al discorso di cosa vuol dire essere umani), inquietante, carismatico e profondissimo. Credo di non essere l’unico ad averlo notato, ma è chiaro come il sole che Reeves per il personaggio del Colonnello si è ispirato a quello di Walter E. Kurtz di Apocalypse Now. Ci sono delle scene in cui Harrelson mi sembrava veramente uguale a Marlond Brando; con la pelata, la faccia nella penombra, la voce roca e minacciosa. Non dico che è quel personaggio e non dico nemmeno che Harrelson sia stato ai livelli di un maestro come Branod, ma c’è stata sicuramente un’ispirazione da parte di Matt Reeves per la scrittura del personaggio. Non si tratta solamente del Colonnello, Reeves si è ispirato moltissimo all’autorialità di Apocalypse Now per creare l’ambientazione da war-movie. C’è anche un riferimento molto diretto al film di Coppola, un po’ messo a caso, ma anche molto divertente.

Proprio dal Colonnello parte quello che è il discorso principale del film. Nel primo film si parlava di come l’uomo a causa degli errori che ha commesso deve lasciare spazio, su volere della natura, alle scimmie così che queste possano prendere il loro posto. Nel secondo film invece questo discorso lo si è messo da parte e ci si è concentrati maggiormente sul personaggio di Cesare e della sua crescita, che comunque è andata avanti anche in questo film, e di cosa vuol dire essere umani e bestie. In The War – Il Pianeta delle Scimmie viene ripreso il discorso del primo film e giungiamo ad un punto di conclusione. Avverto che ci sarà un piccolo spoiler riguardo alla trama, nulla che andrà a influenzare molto la vostra visione ma se non avete visto il film vi consiglio vivamente di fermarvi qua con la lettura e di andare a vedere immediatamente il film. Il Colonnello ci rivela che il ceppo del virus dell’ALZ-113, contenuto negli umani ormai immuni, ha subito un grosso mutamento e sta privando l’uomo del pensiero superiore e della parola. Sta facendo l’esatto contrario di quello che ha fatto con le scimmie. Quello che Reeves ci sta dicendo è che ormai l’uomo non deve solamente lasciare il posto alle scimmie come razza dominante, ma deve anche prendere il loro posto come animali sempre per volere della natura! Tra l’altro questi vengono trasformati in bestie dal virus che loro stessi hanno creato. Il Colonnello a causa di ciò subirà un’evoluzione che terminerà con una scena semplicemente grandiosa e ricchissima di pathos. Una scena importantissima non solo per il personaggio del Colonnello ma anche per quello di Cesare. E va detto, Woody Harrelson in quella scena è stato fenomenale. Prima Harrelson aveva rappresentato alla perfezione l’idea del colonnello crudele e spietato, mentre in quella scena rappresenta un uomo debole, indifeso, illuminato per verti versi e rassegnato. Forse l’unica pecca che posso arrecare a questo discorso è che Reeves te lo pone in modo fin troppo diretto. Nei precedenti film arrivavi a quelle riflessioni da solo, solamente osservando quello che accadeva sullo schermo. Mentre in questo film Reeves fa dire proprio al Colonnello quello che succedendo, dandoci un input per poi far partire la riflessione. Secondo me poteva imbastire il tutto decisamente meglio.

Risultati immagini per war for the planet of the apes gif

Nova, la bambina menzionata sopra, è un personaggio a dir poco interessante. Ti ci affezioni, condividi le sue stesse emozioni, è un personaggio molto umano nonostante sia affetta dai sintomi del virus mutato. Quindi è priva della parola e del pensiero superiore, ma perché si comporta come un essere umano normale solo muto? E qui si ritorna al discorso: cosa vuol dire essere umani? Cioè, Nova sarà anche muta e priva del pensiero superiore, ma è una bambina, è innocente e pura, quindi come può un essere così puro essere una bestia? Probabilmente non ci sarà mai una risposta su cosa voglia dire essere umani o bestie. Va detto però che Nova è un personaggio abbastanza inutile ai fini della trama, però è decisamente meno fastidiosa e più profonda della Scimmia Cattiva. Quindi cos’è meglio? Un personaggio inutile ma profondo oppure un personaggio utile ma stupido? Io opto decisamente per la prima opzione. Un’altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è come le scimmie trovano Nova e di come lei reagisce ad una cosa che Cesare fa. Una cosa abbastanza brutta che però non viene tirata più in ballo e sembra non toccare minimamente il personaggio di Nova. D’altra parte ho adorato il rapporto che si instaura tra Nova e Maurice, la voce saggia di Cesare sin dal primo film. Maurice in questo terzo film ha avuto più spazio del solito e l’ho adorato. Sappiamo bene che non parla molto, dato che non ha lo stesso livello di intelligenza di Cesare, però alla fin pur di esprimere le forti emozioni che prova si sforza per parlare facendoci emozionare tantissimo.

Infine vanno menzionati quelli che secondo me sono i problemi principali del film. Come ben saperete ci sono delle scimmie che stanno dalla parte degli umani e quando ho sentito di questa cosa sono rimasto abbastanza colpito ed ero molto curioso di vedere quale fosse la motivazione dietro tutto ciò. La motivazione non mi ha convinto, perché la motivazione di queste scimmie è in contraddizione con la motivazione stessa e i loro ideali. Sinceramente non riesco a capire quale fosse il bisogno di inserire scimmie schierate con gli umani. Certo, il fatto che si abbiano delle scimmie tra le schiere degli umani porta avanti la trama in certi punti, ma la cosa secondo me la si poteva gestire molto meglio senza andare a creare queste contraddizioni abbastanza folli.
Infine va detto che, per quanto il film si chiami tradotto ‘la guerra per il pianeta delle scimmie’ gli umani combattono contro le scimmie in una vera e propria battaglia solamente una volta, mentre poi si scontrano con un’altra minaccia importante. Non ho respirato l’atmosfera della guerra appieno purtroppo se non in alcuni momenti.

Risultati immagini per war for the planet of the apes gif

In sinossi, The War – Il Pianeta delle Scimmie si rivela come un blockbuster d’autore, degno concorrente di film come Logan di James Mangold. Una degna conclusione per quest’epica trilogia che ci ha regalato delle emozioni enormi e ci ha fatto riflettere su tantissimi argomenti. The War – Il Pianeta dell Scimmie è quello che ogni blockbuster dovrebbe essere, con dietro un regista liberissimo di esprimere la sua poetica. Non è privo di difetti, ma la perfezione cinematografica è pressoché impossibile da raggiungere a meno che non ti chiami Stanley Kubrick. Se vi consiglio il film? Assolutamente sì e se non lo avete ancora visto vi impongo di rimediare il più in fretta possibile!

Voi avete visto il film? Se sì fateci sapere la vostra nei commenti! Qui di seguito invece trovate i link per acquistare i film della saga originale, il remake di Tim Burton e i film precedenti con protagonista il nostro Cesare e per preordinare l’home video di The War – Il Pianeta delle Scimmie.

 

The War - Il Pianeta delle Scimmie

The War - Il Pianeta delle Scimmie
8.8

Regia

8.5 /10

Sceneggiatura

8.5 /10

Cast

9.5 /10

Pros

  • Matt Reeves mette in gioco una regia molto ispirata, curata e ricercata, con una fotografia e una colonna sonora d'eccezione come contorno.
  • Una trama avvincente, gestita nei tempi giusti, con un finale a dir poco emozionante e dei temi molto profondi su cui riflettere.
  • I personaggi sono a dir poco profondi, ognuno a una propria funzione che sia ai fini della trama o meno. Ogni attore ha fatto un ottimo lavoro. Nota di merito in particolare a Andy Serkis che si dimostra ancora una volta un attore a dir poco fenomenale.

Cons

  • Il personaggio della Scimmia Cattiva è odioso, se la potevano risparmiare.
  • La motivazione che spinge le scimmie a collaborare con gli umani non convince.
  • La guerra tra scimmie e umani non è il motore principale del film.