RECENSIONE- The Truman Show

“Cosa? La recensione di un film del 98?”.

Si. Perché vale la pena di raccontare la storia di Truman, ancora di più in questi anni.

Il film capolavoro di Peter Weir è uno dei tanti inizi di un genere senza nome, storie nate da riprese inconsapevoli, che oggi sono attuali più che mai, in un modo osservato da telecamere di ogni tipo.

Se avete visto il film, sono sicura che la prima volta avrete passato la crisi “Ma… e se tutti fossero comparse? E se non potessi fuggire da qui?”

Tranquilli.

E’ normale.

TRAMA

Truman Burbank (interpretato da uno straordinario Jim Carrey) è il protagonista ignaro di un reality show sull’ordinaria storia della sua vita. Seguito da milioni di telecamere nascoste che ogni giorno lo riprendono persino durante il sonno, vive con la moglie Mary una vita apparentemente felice, sull’idilliaca isoletta di Seaheaven. Almeno fin quando un giorno dal cielo non piove quello che sembra un faro scenico. E Truman inizia a notare come tutte le persone che conosce e vede tutti i giorni percorrano sempre la stessa strada, facendo sempre le stesse cose ogni mattina. Inizia a dubitare del mondo che apparentemente conosceva quando vede un mattino un uomo che sembra in tutto e per tutto suo padre (deceduto in un incidente in mare, sotto gli occhi del figlio), ma gli viene impedito di avere ulteriori spiegazioni. Il “Truman Show” va in diretta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ed è seguito da migliaia di persone. Truman è stato filmato da prima della sua nascita, e ogni giorno viene seguito da occhi elettronici, che fanno di lui il centro di una storia banale e ripetitiva, ma che al resto del mondo probabilmente appare straordinaria.

È tutto reale… è tutto vero… non c’è niente di inventato… niente di quello che vedi nello show è finto… è semplicemente controllato.

Appena dopo essersi reso conto della trappola in cui vive, la star dello show tenta di fuggire, in aereo, in auto… ma ovviamente viene tutto sapientemente orchestrato in modo che non possa andare da nessuna parte, è dall’inizio del reality che l’intera squadra di produzione lavora a questo. Ricercato da tutte le comparse, Truman trova il coraggio di prendere una barca e spingersi verso l’orizzonte, e dopo essere quasi finito in mare dopo una tempesta terribile… scopre che è sempre stato in cartongesso.

Trova una via d’uscita, una porta, dipinta d’azzurro cielo. Ma appena tenta di uscire viene fermato da una potente voce proveniente dal cielo, che sembra quella di un essere divino.

– Truman: Chi sei tu?
– Christof: Io sono il creatore… di uno show televisivo che dà speranza, gioia ed esalta milioni di persone.
– Truman: E io chi sono?
– Christof: Tu sei la star!

E’ Christof, il regista dell’intera vita di Truman fino a quel momento. Tenta di persuaderlo a restare in quel luogo costruito appositamente per lui, spiegandogli come là fuori non ci sia altro che inganni e bugie ancora peggiori di quelle che lui ha vissuto in quel gigantesco set. Una scena che ci fa commuovere, pensando alle richieste di un Christof che si sente quasi solo alla possibile partenza di Truman… tutto il mondo aspetta una risposta.

“Casomai non vi rivedessi… buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”

E Truman si avvia, dentro una porta buia.

Il film mostra intermezzi spostando l’attenzione sul pubblico del programma, che piange, ride, tenta di stabilire un contatto con il protagonista dello spettacolo che li tiene incollati allo schermo. Vediamo anche interviste ai personaggi che ruotano intorno alla vita di Truman, e possiamo osservare chi lavora dietro allo show, giorno e notte.

Il tutto si conclude con due poliziotti, che, finito lo spettacolo, cambiano canale domandandosi cosa guarderanno da ora.

Come se si potesse cambiare canale sulla vita di un uomo.

ANALISI e COMMENTI

Parlare di un film del genere è difficile.

Molto.

Noi siamo circondati ogni giorno da telecamere, la maggior parte dei video e delle foto le facciamo noi, nel 98 questa cosa sarebbe risultata inquietante ai più (pensate a Black Mirror e meditate…). Truman si ribella allo sguardo del mondo, non vuole essere costantemente guardato e seguito da un mondo di cineprese… è più coraggioso di noi. Lui non si sente al sicuro. Esattamente l’opposto di oggi. Viene minacciata la sua vita e la sua privacy, oi siamo d’accordo nel sacrificarla pur di sentirci al sicuro da ogni possibile rischio.

Inutile parlare poi di quanto risultino affascinanti gli attori.

Soprattutto all’inizio del film, quando vengono intervistati e Meryl racconta “la mia vita è il Truman Show”- è tutta un’enorme bugia, e per lo spettatore non c’è niente di più divertente che aiutare Truman a rendersi conto di quanto la finzione sia palese.

E vogliamo parlare dell’ultima scena? Soffermiamoci sulla battuta di Christof:

Io sono il creatore… di uno show televisivo che dà speranza, gioia ed esalta milioni di persone.

Per chiunque abbia visto il film… la pausa breve ma fondamentale dopo “Io sono il creatore”.

E poi si chiama pure Christof, non so voi, ma mi sembra un’accezione piuttosto religiosa.

Questo film è un ritratto della società degli ultimi 30 anni, circondata da telecamere, ossessionata dalla pubblicità, e che appena finito un programma interessante, che sia commedia o tragedia, cambia canale.

Fatemi sapere cose pensate di questo capolavoro, è un film che lascia spazio ad ogni interpretazione!

The Truman Show

The Truman Show
8.6666666666667

Regia

9/10

    Sceneggiatura

    9/10

      Cast

      8/10

        Pros

        • Riflessione contemporanea in un film del secolo scorso
        • Jim Carrey da solo merita tutto il film

        Cons

        • Dopo la visione, paranoia assicurata

        Commenti