RECENSIONE – Silence

Diventa un nostro supporter!Diventa un nostro supporter!

Il 2017 è iniziato, e anche da un po’ orma, e come al solito i mesi di gennaio e febbraio sono sempre caratterizzati dalle uscite di film davvero interessanti, i film che potrebbero esser nominati ai tanto attesi Oscar. Non parlo solamente di blockbuster come Assassin’s Creed ma parlo di grandi film diretti da grandi registi, come Allied e The Founder, di cui trovate qui e qui la nostra recensione. Quest’oggi invece voglio parlarvi di un film che mi ha letteralmente spiazzato nel vederlo, uscito dalla sala non facevo altro che pensare a quello che avevo appena visionato. Sto parlando di Silence, il nuovo lungometraggio del maestro Martin Scorsese con protagonista Andrew Garfield.

Risultati immagini per silence film 2017 poster

Martin Scorsese è uno dei più grandi registi di tutti i tempi, ci ha sfornato grandi capolavori come Taxi Driver o il più recente The Departed, comunque sia Scorsese ha sempre sfornato grandi film ma questi usciti negli ultimi anni non hanno le atmosfere angoscianti e violente come i suoi precedenti lavori. Pensiamo al suo ultimo film prima di Silence: The Wolf of Wall Street. Bel film, senza ombra di dubbio, ma non ha quell’atmosfera di angoscia e violenza, ed è proprio qui che voglio mostrarvi quanto questo regista sia fuori di testa e geniale. Egli è riuscito a tirarti fuori un gran film come The Wolf of Wall Street che parla di eccesso, droga, sesso, denaro, il tutto con un atmosfera molto leggera. E invece ecco che quest’anno ritorna al cinema con un film incentrato sulla religione, sulla fede, sulla persecuzione però con un’atmosfera cupa e violenta tipica dei suoi vecchi capolavori.

La regia che ha messo in gioco il vecchio caro ometto newyorkese è a dir poco spettacolare; una composizione di immagini straordinaria, dei movimenti di macchina eccezionali e caratterizzata anche da un montaggio eccezionale. Una regia che spesso si focalizza totalmente sul volto dell’attore, con dei primi piani ben studiati affinché si possano vedere tutte l’emozioni del personaggio che l’attore sta mostrando. Scorsese è riuscito a creare delle scene che toccano lo spettatore come pochi riescono a fare: ti mostra una situazione di pace e serenità ed ecco invece che all’improvviso la paura e la tensione prendono il sopravvento. Ho adorato il continuo inserimento del fumo nelle scene, senza riproporlo in modo ossessivo ma in modo che la scena potesse risultare il più angosciante possibile.

Come non citare la fotografia di Rodrigo Prieto, il quale ha lavorato con Scorsese per la fotografia di The Wolf of Wall Street e il corto The Audition (che dovete vedere assolutamente), ha un curriculum a dir poco notevole; egli ha lavorato con altri grandi registi come Alejandro N. Inarritu o Oliver Stone e anche con Ben Affleck per Argo. Con Silence Prieto è stato fenomenale, ha tirato fuori un mix di colori che rendono le scene di una bellezza mai vista. Il film avendo un’atmosfera molto cupa e angosciante è caratterizzato in primo luogo da colori molto scuri, le ombre sono molto evidenziate, ma nei momenti in cui i personaggi possono stare tranquilli e tirare un sospiro di sollievo ecco che i colori si fanno decisamente più caldi rispetto a prima dando una sensazione di pace e serenità.

Risultati immagini per silence film scorsese gif

Il film si chiama Silence, ovvero “silenzio”, e vi posso assicurare che Scorsese il titolo l’ha preso alla lettera. Il silenzio è l’elemento che sta alla base di tutto il film, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista della scrittura. Da quest’ultimo punto di vista si può parlare di “silenzio spirituale”, un silenzio da parte di Dio che non risponde alla disperata chiamata di padre Rodrigues o di padre Garupe, un silenzio che tormenta i personaggi dall’inizio alla fine e che farà vacillare la loro fede. Dal punto di vista tecnico invece il film non ha colonna sonora, non ha nessun tipo di musica se non dei lievissimi e brevi accenni. Sin dall’inizio il film ti fa capire che il silenzio predominerà durante la visione, e in parte vuole anche dire agli spettatori come ci si deve comportare durante la visione del film. Il bello è che appena finisce il film ecco che il silenzio finisce e ritorna il suono. Scorsese è riuscito a dare vita ad un film che se avesse avuto un nome diverso, ma inerente alla trama, non avrebbe avuto per niente lo stesso significato.

L’assenza di una colonna sonora comporta anche un’atmosfera molto più inquietante ed angosciosa, un altro film simile è il capolavoro dei fratelli Cohen Non è un Paese per Vecchi. Se la colonna sonora non c’è la scena viene riempita solamente dal rumore dell’ambiente, dalle parole dei personaggi, dalle loro urla in alcuni casi, dalle loro risate e tanti, tanti altri elementi che potrei continuare ad elencare. Ti permette di entrare maggiormente nell’ambiente del film e di sentirti più coinvolto.

Risultati immagini per silence film scorsese gif

La sceneggiatura è scritta dallo stesso Scorsese e da Jay Cocks, col quale il regista aveva già lavorato per la sceneggiatura di Gangs of New York. Il film prende spunto dall’omonimo romanzo scritto da Shūsaku Endō, il quale era un vero e proprio esperto della materia trattata nel film e vorrei tanto leggere il libro in questione prima o poi. La trama prende luogo nel XVII secolo e parla della persecuzione da parte dei giapponesi nei confronti dei missionari cristiani che cercavano di portare il cristianesimo in Giappone. Le atrocità commesse dai giapponesi sono a dir poco disumane, che vengono rappresentate con una violenza sporca e crudele tipica del vecchio Sorsese, quello Scorsese che non si vedeva da parecchio tempo, ma non te la puoi prendere con loro perché zio Martin ti mostra l’arroganza e anche l’ignoranza dei missionari cristiani. I cristiani da sempre credono che la loro religione sia l’unica verità esistente e questo ovviamente comporta che chi non la pensa come loro diventino loro nemici. Certo, non si possono certo giustificare le azioni commesse da parte dell’Inquisitore e dei suoi uomini, ma si deve anche puntare il dito contro padre Rodrigues. Come non prendersela con i missionari che quando vedono una persona soffrire per causa loro si limitano a pregare, ma cosa ottengono? Solamente silenzio e continua sofferenza. Potrebbero far cessare questa sofferenza pagando un certo prezzo, nemmeno tanto elevato (ma su questo ci starebbe una riflessione totalmente a parte) eppure loro non vogliono cedere e preferiscono pensare che quelle persone sofferenti siano forti. Ma intanto quelle povere anime provano le pene dell’inferno. Ed il finale è qualcosa che ho adorato, perché dimostra che se credi  in qualcosa, in questo caso in Dio, quella tua fede rimarrà per sempre.

Ho adorato a dir poco il personaggio di padre Sebastião Rodrigues, interpretato da un Andrew Garfield non in ottima forma, di più. Rodrigues è un buon prete gesuita: egli è misericordioso, buono e la sua fede è d’acciaio, ma non si può ignorare la sua arroganza nell’imporre il suo credo e nell’affermare che la sua religione sia l’unica che conta. Un’arroganza che non si ferma al credere che la propria religione sia l’unica vera ma egli ritiene di essere una sorta di nuovo Gesù, e lo stesso Scorsese ce lo vuole far intendere. Il suo aspetto ricorda molto quello del Messia, il suo atteggiamento verso i bisognosi e soprattutto vi è un momento in cui Rodrigues sembra avere una vera e propria visione da parte di Dio che gli comunica di essere il nuovo Messia. Però credo più che quella visione sia frutto della sua mente distorta, in ogni caso le scene in cui si manifesta questa visione sono di una bellezza che a parole è davvero difficile da descrivere.

Purtroppo avrei preferito vedere di più padre Francisco Garupe, interpretato dal promettente Adam Driver. Driver si è presentato ufficialmente al grande pubblico nei panni di Kylo Ren a.k.a. Ben Solo in Il Risveglio della Forza, e ragazzi, posso capire che il film possa non esser piaciuto ma Adam Driver è stato a dir poco fenomenale e consiglio di vedere i suoi lavori in lingua originale perché l’attore ha una voce davvero particolare e i doppiatori che gli affiancano non sono spesso all’altezza o comunque simili al suo timbro vocale. Ammetto però che in Silence Gianfranco Miranda come voce italiana di Adam Driver ci sta tantissimo. Tornando alla perfomance dell’attore come ho detto avrei preferito vederlo di più, perché son sicuro che può dare tantissimo se sotto la regia di un buon regista, e cazzo, a sto giro aveva Scorsese. In quei momenti che si vede è innegabile la sua bravura, soprattutto in una determinata scena, e per favore, se qualcuno giudica le sue perfomance o i suoi personaggi solamente sul fatto che non è tutto sto bell’uomo ve lo dico qui ma non capite assolutamente niente di cinema. “Ma sono opinioni!”, no, vuol dire avere della segatura al posto del cervello.

Infine abbiamo Liam Neeson nei panni di padre Cristóvão Ferreira, e che dire, è Liam Neeson. Finalmente dopo anni e anni di carriera da attore ecco un Liam Neeson che non va in giro con una pistola in mano ad uccidere chiunque gli capiti a tiro, ma finalmente ritorna l’attore che ho visto in Schindler’s List, e anche in Batman Begins anche se il ruolo di Ra’s Al Ghul è un po’ metà e metà. Neeson è riuscito perfettamente a rendere l’idea della disperazione che prova Ferreira, l’idea della sua paura e del suo rimorso. Complice anche il fatto che l’attore ha perso tantissimo peso, come anche gli altri attori, e il suo aspetto magro insieme alla bravura di Neeson ecco che ne esce fuori una scena dove l’espressione facciale di Ferreira rimane impressa nella mente e non se ne va più via. Il bello del personaggio di Ferreira è che nonostante non si veda moltissimo è uno degli elementi del film che più ti rimane impresso, non solo per la perfomance attoriale, ma soprattutto per la scrittura del personaggio. Ferreira è un prete che viene messo nella stessa identica posizione molto difficile di Rodrgiues ma lui l’affronta in modo più saggio e con più umiltà, e c’è una determinata frase che dice verso la metà del film che racchiude perfettamente il succo della pellicola. O almeno, uno dei succhi.

Questi sono i tre nomi principali ma potrei stilare una lista lunga metri per parlarvi di tutti i personaggi che ti colpiscono del film e degli attori che li interpretano. Ovviamente parlo di tutti i personaggi secondari giapponesi che ostacoleranno e aiuteranno i nostri protagonisti nella loro avventura. Dei personaggi che sono essenziali per sviscerare bene la tematica affrontata da Scorsese, ma non solo, nonostante si tratti di personaggi molto secondari ognuno ti rimane in testa. Non dico che ti ricordi i nomi, quelli sono decisamente troppi e troppo complicati, ma non si possono scordare le loro facce.

Risultati immagini per silence martin scorsese gif

Cari lettori, non mi perdo in ulteriori chiacchiere, andate immediatamente al cinema a vedere Silence. Stiamo parlando di un ritorno di quello Scorsese che abbiamo visto in Taxi Driver, con la fotografia scura, la violenza e l’angoscia che predominano l’atmosfera. Stiamo parlando di un film che mostra quanto Scorsese sia in grado di gestire tematiche totalmente diverse di film in film. Contentissimo per Andrew Garfield che con Silence e l’imminente Hacksaw Ridge sta tornando per tirare fuori tutta la sua bravura, senza ovviamente tralasciare Adam Driver e il grande ritorno di Liam Neeson, che spero di rivedere in ruoli simili. Silence è uno dei pochi film che prende alla lettera il titolo creando qualcosa di semplicemente unico e sensazionale. Stiamo parlando di una vera opera d’arte che nonostante voglia dire “silenzio” riesce a comunicare tantissimo.

 

 

 

 

 

Silence

Silence
9.2

Regia

9.0 /10

Sceneggiatura

9.5 /10

Cast

9.0 /10

Pros

  • Martin Scorsese torna in splendida forma con le stesse atmosfere dei suoi vecchi capolavori, atmosfere ricche di angoscia, violenza e con una introspezione psicologica dei personaggi che non vedevamo da anni. Senza Prieto alla fotografia sicuramente il risultato non sarebbe stato lo stesso. Il sonoro del film è l'elemento alla base di tutto, dato che Scorsese ha preso alla lettera il titolo "silenzio", senza limitarsi al solo aspetto tecnico.
  • La sceneggiatura, nonostante la lunga durata del film, non ti permette di distogliere lo sguardo dallo schermo. Scorsese riesce a esaminare i fatti in questione senza però prendere una parte, ma condannando sia i missionari cristiani che i buddhisti giapponesi, autori di disumane atrocità.
  • L'introspezione dei personaggi è qualcosa di fenomenale, come anche le interpretazione degli attori. Andrew Garfield interpreta in maniera a dir poco perfetta padre Rodrigues, ma soprattutto finalmente Liam Neeson ritorna ad essere l'attorone che ricordavamo e non l'action man che stiamo vedendo negli ultimi anni.

Cons

  • Adam Driver è stato sicuramente molto bravo nei panni di Francisco Garupe, ma purtroppo dato che non appare moltissimo sul grande schermo l'attore non ha avuto l'occasione di dimostrare la sua totale bravura nonostante fosse sotto le mani di un maestro.
  • Sicuramente la mentalità di quegli anni vedeva la religione in maniera molto diversa, rispetto ad oggi, ma ci sono comunque delle cose che sembrano in ogni molto estremo, a livello di fede e gesti simbolici.
  • Per quanto la violenza e l'angoscia siano presenti nel film, forse avrei preferito un po' più di spargimenti di sangue da parte dello zio Martin.

2 thoughts on “RECENSIONE – Silence

Rispondi