RECENSIONE SERIAL – The Walking Dead

Wela! Benvenuti in in un nuovo video.

Con questo voglio inaugurare una nuova rubrica fresca fresca di idea, visto che in effetti mi è venuta tipo due ore fa!

In ogni puntata parlerò in pochi minuti, senza dilungarmi troppo, di alcune serie tv. Le esaminerò nei suoi pro e contro, con un livello d’esame più professionale possibile, contando anche gli share, i rinnovi ed gli attori protagonista. Insomma, un’analisi a tutto tondo!

Quindi diamo il via a questa nuova rubrica con The Walking Dead, visto il termine della quinta stagione da pochi giorni.

Diciamo che la serie è stata ideata dal regista Frank Darabont, e ispirata all’omonimo fumetto di Robert Kirkman, arriva sul canale Fox il primo novembre 2010, ma, se devo dire la verità non mi catturò subito.

Non la vidi subito, aspettai che l’hype che era esploso in internet scemasse, perché boh, solitamente faccio così. Poi presi in mano il telecomando di Sky e me la guardai e verdetto…. non mi piacque. Non nego che adesso è nella lista delle mie serie preferite, ma all’inizio non mi piacque.

Quindi la prima puntata passò e mi lasciò un senso di amaro in bocca, fino ai pochissimi secondi finali, quelli del carrarmato. Allora cominciai a vedermene una dopo l’altra, e ogni momenti saliente che passava, ogni puntata che finiva, mi rendevo conto che la serie mi stava piacendo. Cercai informazioni su internet e trovai che la prima stagione aveva solo 6 episodi, così la terminai facendomi contaminare dell’hype incredibile che mi era salito, la serie era entrata nella mia lista di serie preferite dopo solo 6 episodi.

Da li in poi me la sono sempre guardata, stagione dopo stagione, e non mi ha mai deluso.

Ed ora andiamo con i pro ed i contro.

A favore di questa serie va una trama lineare accattivante, dove i protagonisti vengono caratterizzati uno per uno, lasciandoci solo il pathos che le loro vite passate ci trasmettono. Gli intrighi, le difficoltà, ed il repentino cambiamento di carattere stagione per stagione, formano dei protagonisti che ci coinvolgono, che si comporterebbero più o meno come faremmo noi. Ebbene si, il punto di forza di questa serie, oltre alle ambientazioni ed alle riprese particolari, è proprio il coinvolgimento. La serie ci cattura, ci mette davanti lo specchio di un mondo come il nostro ma in mezzo ad una apocalisse zombie, dove però il protagonista non è il mostro, ne un killer di zombie assetato di vendetta, ma un essere umano che non può fare niente di fronte alla fine del mondo, e che cerca semplicemente di adattarsi. Questo rende The Walking dead diverso da ogni altro prodotto a tema zombie, senza parlare della fotografia che i regala spesso momenti di bellezza che raramente s’incontrano in una serie tv. Le riprese, che sono ricercate ma anche volutamente sporche, come se volessero farci percepire il sudore, il disordine, la sporcizia, il mondo senza leggi.

Chi che se ne dica, ogni stagione coinvolge con i suoi alti e bassi, con puntate morte che si riprendono a fine, con puntate adrenaliniche che ci mantengono attaccati allo schermo, con modi di comportarsi in cui bene o male possiamo rispecchiarci, ma cosa più importante è la verità. Ci presenta personaggi, ce li fa conoscere e ce li fa odiare o apprezzare a differenza di come la pensiamo, senza risparmiarsi di ucciderli, senza riguardo alcuno per lo spettatore. Questo è un grosso punto a favore.

I protagonisti ella serie sono i protagonisti, semplice. In mezzo all’apocalisse, c’è posto per l’inclinazione alla fin fine lo zombie è solo un pretesto, un modo per farci notare come, senza leggi e controllo, il mondo piomberebbe in un neo-western.

Contro:

Non sono molti. Ome ho già detto la serie si sviluppa bene, ma ha dei punti morti di tanto in tanto che posso far perdere spettatori.

Come la tanto citata terza stagione nella prigione, anche se a parere mio aveva bisogno di più sprint la seconda stagione, anche se si è tirata su benissimo a metà. La serie ha alti e bassi, lo ripeto, ma non si può giudicare male una serie così particolare, solo perché una puntata o due non vi sono piaciute.

Un altro punto è forte il tema zombie. In un serial come questo, valutandolo con i gemelli di genere, ci si aspetterebbe che il mondo sia pieno zeppo di zombie, come se stessimo giocando a Dead Rising 2, ma pensandoci bene non è assurdo che in una campagna della Georgia ci siano di base pochi zombie, perché magari non è molto popolata. Infatti le mandrie come piacciono a gli appassionati del genere, sono centralizzate in zone dove è più probabile trovarle. Non voglio fare spoiler per chi non l’ha vista, ma guardando la serie e pensandoci bene è chiaro che dove c’è più densità di popolazione ci sono più zombie, e dove c’erano boschi e campagna a perdita d’occhio ce ne siano di meno.

Ultimo punto a sfavore è una particolarità che la differenzia dal fumetto, ovvero il fatto che viene usata troppo spesso la parola zombie. Nella versione cartacea non viene usata mai, ma vengono chiamati con altri nomi, una piccolezza che distanzia i famosi mostri famelici dalla fantasia filmo-grafica alla quale siamo abituati.


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