Recensione: Scream

Scream è un film del 1996 diretto da Wes Craven (autore di culto del cinema horror regista anche del primo Nightmare) e scritto da Kevin Williamson.

Il film, molto apprezzato dalla critica tanto da essere stato inserito e ben recensito nello stesso dizionario del cinema Morandini, è diventato immediatamente un fenomeno mediatico a livello mondiale tanto da aver dato vita a una saga cinematografica, una serie tv e numerose parodie.

La storia è quella della giovane Sidney Prescott (Neve Campbell) che nella fittizia cittadina di Woodsboro, in California, viene perseguitata così come tutti i suoi amici da un misterioso maniaco omicida soprannominato Ghostface, ad un anno esatto dalla morte della madre della protagonista.

La forza del film è quella di giocare un po’ con il genere ed i suoi clichè, gli anni novanta sono stati il periodo di effettiva rivalutazione dell’horror e anche di una sua certa standardizzazione attraverso alcune figure ricorrenti (il maniaco omicida, il poliziotto incapace, la ragazza sexy e in pericolo) così Craven decide di esagerare alcuni di questi clichè e di costruire una storia ad effetto basata più sulla tensione, sulla suspence, piuttosto che sul gore e lo splatter tipico dei film esagerati del momento.

“Craven gioca con gli stereotipi del genere, analizzandoli e smontandoli, ma anche con i nervi dello spettatore, dimostrandogli che funzionano ancora”

Così il Morandini definisce il film ma un qualsiasi spettatore potrà rendersi conto di quanto queste parole siano vere già a partire dalla prima sequenza: la giovane Casey Becker (interpretata da Drew Barrymore) in seguito ad una telefonata da parte del nostro serial killer, deve salvare la vita al suo ragazzo rispondendo alle domande sui film horror che le vengono poste.

Qui la scena ha un triplice scopo: sembra darci un possibile indizio funzionale alla trama in quanto ci farà sospettare di alcuni personaggi principali, aiuta a creare un forte clima di tensione palpabile e, soprattutto, attraverso le citazioni ad altri film riesce a creare un momento assurdo, inquietante quanto comico e quindi godibilissimo, sfondando a tratti la quarta parete deridendo ed elogiando insieme il genere di cui fa parte.

L’eleganza della regia di Craven, ormai navigato nel costruire sapientemente scene spaventose e inquietanti, a questo punto diventa il tocco finale per costruire i momenti di tensione e di pura violenza, senza però mai mostrare veramente l’atto dell’omicidio, interessandosi più all’azione che al grottesco e al disgustoso del corpo umano mutilato, senza però perdere l’effetto di suspence e terrore, suggerendo la violenza con un tocco più delicato, fuori tono rispetto all’horror degli anni novanta, un tocco forse influenzato più dal genere thriller, dai maestri come Hitchcock, ma sempre di grande effetto.

È anche merito di Craven quello di aver realizzato Ghostface, il maniaco omicida della serie, un essere che non è mai più di quello che sembra, un pazzo serial killer, non incarna il male come Michael Myers o Jason, non è la paura personificata come Freddy Krueger o It e non ha caratteristiche magiche come Chucky ma, forse proprio per questo, riesce sempre ad essere spaventoso, soprattutto quando perde la maschera e si mostra in tutta la sua perversa umanità.

Il film non è perfetto, ha un cast di giovani attori con poca esperienza con personaggi quasi tutti stereotipi piatti, seppur con qualche eccezione, la fotografina non ha nulla di speciale o particolarmente memorabile e molto spesso si rifà al jumpscare per i momenti di terrore (anche se la scelta alla fine da i suoi risultati e forse vuole provare a “uccidere” anche questo clichè) ma il risultato è alla fine apprezzabile e il film è di diritto entrato nella storia del cinema horror.

Dunque, in definitiva, Scream è un buon horror consigliabile a chi vuole vedere un buon film per halloween, vivere momenti di paura e tensione e non è particolarmente interessato al gore e allo splatter di alcuni film horror.

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7.2

Regia

7.5/10

Sceneggiatura

7.0/10

Cast

7.0/10

Pros

  • La capacità di Craven di dosare paura e tensione nel film
  • Il personaggio di Ghostface con tutto il suo background
  • Una colonna sonora capace di mantenere alta la tensionr

Cons

  • Un cast ancora a tratti inesperto
  • L'eccessivo uso di jumpscare
  • L'eccessivo appiattimento di alcuni dei personaggi principali

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