RECENSIONE – Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna

Quando la figlia del governatore, Elisabeth Swann, viene rapita dal pirata Barabarossa, l’amico di infanzia di Elisabeth, Will Turner (Orlando Bloom), si unisce a Jack Sparrow (Deep), un pirata vagabondo, per salvarla. Presto scopriranno che i Pirati sono stati colpiti da una maledizione che li costringe a vivere tra la vita e la morte, e mostrano la loro natura scheletrica nelle notti di luna piena.

Si è parlato molto in queste settimane dei Pirati dei Caraibi, il franchise cinematografico portato al cinema dalla Disney e basato su un’attrazione di Disneyland. Il primo film, anche se lo vidi che avevo tredici anni, ancora me lo ricordo bene. Mi è talmente rimasto nel cuore che ogni volta che lo rivedo sorrido. Un film che ha come base la crescita dei personaggi.

Vediamo un giovane fabbro conoscere il suo passato e abbracciare il fatto che nei momenti in cui, se per fare la cosa giusta serve un atto di pirateria, allora la pirateria stessa e la giusta direzione da prendere. Vediamo una giovane “principessa”, bella ed anticonvenzionale, che non sogna la vita che il padre ha progettato per lei, ma vede in quel giovane fabbro l’amore vero, e cresce attraverso un sotterfugio dove al termine avrà il suo riscatto anche in quanto donna di una certa forza. Ed in ultimo abbiamo il Capitano Jack Sparrow, un piratesco Han Solo alla ricerca del primo ufficiale ammutinato, che attraverso la ricerca della Perla Nera con il giovane fabbro al seguito, rivelerà di essere disonesto si, ma un brav’uomo.

La pellicola di Verbinski mette insieme questi elementi e da ultimo ci da quel qualcosa che rende la ricetta più gustosa. Infatti è condita dall’ultimo tassello per una favola perfetta, l’oggetto magico, che si può ritrovare nella misteriosa bussola ma sopratutto nell’inquietante medaglione e nella maledizione che contiene. Il film naturalmente contiene un comparto tecnico di tutto rispetto, come si consegue ad una produzione ad alto budget come quella classica della Disney, ma non fa dell’effetto speciale la propria forza, bensì presenta dei personaggi ben scritto a cui ci si affeziona velocemente, con un villain estremamente carismatico interpretato dal leggendario Geoffrey Rush che ricorda, per quanto riguarda l’impatto, altri celeberrimi villain come ad esempio Darth Vader.  Come non citare anche il grandissimo comparto di effetti visivi che rendono le battaglie in mare aperto estremamente memorabili grazie anche ad una direzione realizzata maledettamente bene.

Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna è certamente uno dei quei film che non ha bisogno di sfruttare a pieno il potere della sospensione dell’incredulità, perchè già con le sue ambientazioni suggestive, con il carisma dei personaggi, l’impatto delle scene e lo humor mai fastidioso, ci permette di immergerci assieme ai pirati in quei mari ricchi di oro e leggende.

Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna

Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna
8

Regia

8/10

    Sceneggiatura

    8/10

      Cast

      8/10

        Pros

        • Un cast di piccole stelle mostra dei personaggio a cui ci si affeziona velocemente
        • La gestione della regia e del montaggio ti incolla allo schermo
        • Il comparto di effetti visivi rende l'azione molto bella

        Cons

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        Commenti