RECENSIONE NO Spoiler: Spider-Man Homecoming

spider-man homecoming
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Aspettavo questo film dalla prima volta che Spider-Man uscì nel trailer di Captain America – Civil War. È già passato un anno da allora ma, non appena ho sentito partire la sigla di Spider-Man, tutta quell’attesa si è ripresentata in un’unica vagonata di emozioni contrastanti. Tanta era la voglia di vedere finalmente il prodotto finito, ed ecco che mi tocca partire da un piccolo assunto di base: Tom Holland È Spider-Man!

Sin dalla primissima scena, ti rendi subito conto di quanto questo Peter sia profondamente diverso e innovativo: parte in quarta con quel suo atteggiamento iperattivo e frizzante che non può fare a meno di travolgerti. Riesci quasi a percepire quello che sta provando, quelle emozioni e quella voglia di mettersi in gioco, anche di fronte a cose tanto più grandi di lui.

Peter Parker è un ragazzino normale, che vuole a tutti i costi farsi notare da un Tony Stark e da un Happy che sembrano credere in lui, ma non fino in fondo, proprio perché è un “ragazzino”. Non abbiamo la morte dello Zio Ben o il morso del ragno; Non abbiamo neanche la tipica frase che tutti conosciamo ormai a memoria, ma abbiamo la quotidianità: l’andare a scuola, la prima vera cotta, la sgattaiolata furtiva per andare a combattere il crimine nel quartiere, persino la linguistica cambia radicalmente, con numerosissimi slang tipicamente giovanili che non fanno altro che catapultarci nella realtà urbana a noi più vicina.

spider

È un Peter che si mette alla prova ma che si domanda sempre dove può arrivare, come se non conoscesse i propri limiti, una volta messa su la maschera. Il nuovo costume gli permette di fare molteplici cose e la voce di Friday continua a fargli da guida in questa sua prima avventura senza le rotelle posteriori del “triciclo”. Questa nuova versione è un upgrade fantastico, ricco di potenzialità inesplorate che Peter si diverte a scoprire con lo spettatore, come se fosse in diretta dal vivo. Si distingue dai sui predecessori anche in questo suo essere più “imbranato” ad usare quello che ha ma non potevamo aspettarci un controllo assoluto di tutta quella tecnologia sin dal primissimo film… INSOMMA! Diamo una tregua a questo ragazzuolo.

Ma ora passiamo all’avvoltoio! Ed ecco che dalla parte opposta del ring arriva un Keaton straordinario, con una motivazione forte e sentita, che non può non attirare su di sé le simpatie del pubblico. Non è un cattivo che fa male a sproposito; usa mezzi discutibili per arrivare ai propri fini, però non è spietato e totalmente accecato dalla propria “rabbia” verso il sistema. Non mi sarei aspettata nulla di meno da Michael Keaton, già noto ai più nel ruolo di Batman e Birdman (Coincidenze? Io non credo…).

Mi piacerebbe spendere qualche parola in più su questo personaggio ma sarebbe SPOILER. Quindi vi grazio amorevolmente, ma ne riparleremo sicuramente più avanti. Vi basti sapere che vi piacerà, questa volta per davvero. Dopo alcuni cattivi deludenti, la Marvel ci ha ricompensati con un Villain Degno!

avvoltoio

Tutte le tematiche sembrano toccare un’attualità fuori dallo schermo stesso: crisi economica, circolazione di armi pericolose, bullismo, multietnicità culturale e molto altro. Il film procede liscio, facendoci conoscere i vari lati di Peter, in rapporto al suo amico più fidato, alla zia May, persino al bulletto che proprio non vuole lasciarlo in pace. E poi spunta fuori il supereroe, soprattutto laddove tutti avrebbero alzato i tacchi per scappare nella direzione opposta. Ed è qui che la vera anima di Spider-Man prende forma: nelle difficoltà.

Ma Spider-Man, quello vero, non è solo serietà assoluta; questo Peter scherza, si diverte e si mette un po’ in imbarazzo da solo ed è proprio questo a renderlo vero agli occhi di tutti. È sé stesso con e senza la maschera, ma ancora stenta a “riconoscersi”.

tom holland

In molti credevano, per via dei trailer soprattutto, che questo sarebbe stato un film su Iron Man praticamente. CI SBAGLIAVAMO

Tony Stark, o meglio, Robert Downey Jr. appare in 4 scene in tutto il film (che, tra l’altro, dura 130 minuti). Di queste 4, due sono state ampiamente viste nel trailer e la terza solo per una piccola parte. Quindi, se temevate un “offuscamento” eccessivo, potete star tranquilli. Come era già stato reso noto, Tony sembra voler evitare a Peter tutti i rimorsi e le brutte esperienze legate alla vita di un supereroe; vuole essere il suo mentore ma sa bene che anche lui non è perfetto e non sempre riesce a comprendere quando dire STOP. Mi aspetto molto dalla loro bromance anche nei prossimi film che, sicuramente, saranno molto più impegnativi (non parlo necessariamente di sequel, sia chiaro).

tony

Parlando ora dell’aspetto più tecnico, non posso negare che alcune scene di combattimento, una in particolare verso la fine, non hanno una resa perfetta, soprattutto a causa della rapidità dei movimenti. Stesso problema, in alcuni momenti del film, per via degli spostamenti di Spider-Man ma niente di insopportabile alla vista. Come un mio amico mi ha gentilmente fatto notare, anche il doppiaggio è un po’ diverso da quello a cui i trailer ci avevano abituati ma, tutto sommato, siamo di fronte a un quindicenne, non ci si aspetterebbe mai la voce di Batman.

So che in molti non saranno d’accordo con me, ma per me questo è lo Spider-Man giusto e non bisognerebbe giudicarlo negativamente perché può solo migliorare. Per i più affezionati è difficile cambiare rotta e, tuttavia, sento che questa sia la volta decisiva per il nostro amato arrampicamuri.

Detto questo, non me la sento di sfociare in altre filippiche su quanto mi sia enormemente piaciuto questo film, perché mi sono espressa a suo favore più del necessario probabilmente.  Che altro aggiungere? Ah già! Restate seduti fino alla fine… ma proprio alla fine fine! E non ve ne pentirete assolutamente. 

spidey

Spider-Man Homecoming

Spider-Man Homecoming
9.5

Regia

9.0 /10

Sceneggiatura

9.5 /10

Cast

10.0 /10

Pros

  • Divertimento assicurato
  • Villain convincente
  • Cast perfetto

Cons

  • Velocità movimenti