RECENSIONE – Mulan – Nerd Cultura Contest Classici Disney

Wela! Eccoci tornati con una nuova recensione, e proprio per il Nerd Cultura contest classici disney iniziato dal caro Moccia. Ho cercato un classico disney che mi fosse piaciuto particolarmente, uno di quelli che mi fosse rimasto nel cuore, ed alla fine l’ho trovato.

Oggi parliamo di Mulan.

Cina, epoca dell’imperatore della dinastia Sui. Il grande imperatore guida un paese calmo e pacifico, ma spaventato dai vicini, decide di costruire qualcosa per difendersi dalle invasioni barbariche. Costruisce la grande muraglia cinese, ma Shan yu, capo degli Unni, vede quella meraviglia architettonica come una provocazione alla sua forza, così attraversa le montagne e attacca la grande muraglia.

Allora l’imperatore chiama a raccolta ogni maschio dalle più sperdute provincie cinesi, e la pergamena della chiamata alle armi, arriva nelle mani dell’onorevole Fa Zhou, ex sodato, vecchio e malato. Il povero uomo non ha nessuno figlio maschio da mandare in battaglia al suo posto, così accetta di servire ancora una volta l’imperatore. E qui entra in scena la nostra protagonista, Mulan, giovane ragazza, figlia di Fa Zhou, ribelle e anticonvenzionale, poco incline al seguire i canoni femminili imposti dall’impero. Lei sa che il padre ha già combattuto con coraggio, e andrebbe a morire nella guerra contro gli Unni, così, contro ogni regola, nella notte ruba l’armatura di suo padre, scappa di casa, e, capendo di dover arrivare ad una responsabilità, prende il posto di suo padre tra le file dell’esercito cinese. Gli spiriti della famiglia Fa non possono permetterglielo, perché la scoperta del suo sesso, porterebbe disonore alla famiglia e morte certa per la ragazza, così entra in scena Mushu, che, in cerca di riscatto, aiuterà la nostra protagonista desideroso di riprendere i suo posto fra gli spiriti guardiani.

Mulan diretto da Tony Bancroft e Berry Cook, è il trentaseiesimo classico disney approdato su grande schermo alla fine degli anni 90, che è stato un decennio di rinascita per la Disney, approdando al cinema ed in Direct to video con grandi capolavori. Il tratto stilistico della pellicola combina bene peculiarità dell’oriente e dell’occidente, piccolezze che siamo in grado di trovare anche in gradi classici come Hercules e la Sirenetta, ma Mulan ha qualcosa in più, e non solo dal punto di vista grafico. Bene o male ogni classico disney fa sempre scaturire fuori la figura di una principessa, o di una donna intelligente che trova quell’amore particolare che non credeva, andando oltre l’aspetto della Bestia, ma in questo lungometraggio la Disney fa un altro importante passo in avanti, affrontando il tema dell’emancipazione della figura femminile.

E si perché Mulan non si limita a desiderare qualcosa di diverso dal suo solito modo di vivere, e quindi giungere al riscatto sposando il principe, ed è probabilmente una delle “ragazze disney” più controverse. Cerca l’emancipazione come donna si, ma non solo per una sorta di nascosto movimento femminista, perché la volontà di emanciparsi è portata su un piedistallo proprio per via dell’amore verso il padre. Vuole dimostrare di potersela cavare da sola, e guardare il proprio riflesso scorgendo qualcuno che vale, ma l’impeto iniziale è quello di non far rischiare la vita a suo padre.

E qui abbiamo la vera rivoluzione nei film Disney, l’amore che Mulan prova non è verso un principe o verso una vita diversa, ma il “pink end” finale si avrà quando il padre le confesserà che i doni per lui non contano nulla, perché il più grande di tutti, la fonte di tutto l’onore che avrebbe potuto desiderare, è avere Mulan come figlia.

Ma il bello di questa pellicola non termina con questo. Pensiamo a Mushu, l’esatto contrario della nostra protagonista, opportunista e meschino, che mette la vita di Mulan a repentaglio per potersi riscattare a gli occhi degli spiriti anziani. Viene ammorbidito da un fare che lo inquadra bene come spalla comica, insieme al grillo ed al cavallo, ma dietro le sue azioni c’è un profondo egoismo, che si annienterà quando capirà che Mulan è più che un mero mezzo per raggiungere uno scopo, ma è in verità l’eroina di cui la Cina ha un disperato bisogno.

Il messaggio finale di Mulan è che, oltre ad un tipo diverso di amore, oltre l’emancipazione della donna senza egoismo ma votata all’altruismo, oltre alle piccolezze che ci fanno anche ridere alleggerendo la trama, Mulan dice che abbiamo tutto il potere di scegliere il nostro posto nel mondo, a differenza del re leone, altro magnifico classico disney, dove si capisce che non si può scappare dalle cose, perché ognuno ha un posto nel mondo da occupare. E questo è una verità che Mulan ci insegna.


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