RECENSIONE – Justice League

La Lega si è unita. Per la prima volta nella storia, Zack Snyder ha portato sul grande schermo la Lega della Giustizia di casa DC e verso il film le aspettative erano parecchio controverse. Il DCEU è iniziato col piede giusto con L’Uomo D’Acciaio Batman v Superman, ma si poteva fare decisamente di meglio, soprattutto dato che con Suicide Squad Wonder Woman le cose sono semplicemente peggiorate. Dopodiché, c’è stata l’entrata di Joss Whedon che ha rimanegiato pesantemente il film, e sappiamo bene che il regista ha uno stile molto diverso da quello di Snyder. Quindi vi era anche il dubbio se i due stili si sarebbero amalgamati nel giusto modo. Insomma, i dubbi erano tantissimi ma altrettante le speranze, che si sono fatte molto più vive nell’ultima settimana durante la quale sono usciti i primi positivi commenti verso il film, cosa che non era accaduta con i precedenti. Quindi Justice League è veramente il film DC che tutti speravamo che fosse? Direi di sì.

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Le critiche verso Batman v Superman hanno decisamente influenzato lo sviluppo di Justice League, e non solo, e forse c’è stata un’influenza da parte della critica fin troppo invasiva, o almeno per quanto riguarda la parte relativa alla regia e l’aspetto tecnico in generale, perché d’altra parte la sceneggiatura è molto solida. Finalmente David S. Goyer l’hanno levato di torno perché, va detto, come sceneggiatore fa decisamente pena, e il tutto è stato scritto da Chris Terrio, che invece come sceneggiatore ci sa decisamente fare: l’ha già dimostrato con Argo (per la regia di Ben Affleck) e credo proprio che le cose buone della sceneggiatura di Batman v Superman siano proprio farina del suo sacco. Justice League finalmente ha una trama lineare, semplice e senza troppe complicazioni come i suoi predecessori, che a causa di questi intrighi risultano essere pieni di buchi logici e forzature ridicole. La trama di Justice League riesce a intrattenere, a far passare due ore come se fossero la metà grazie ad una perfetta gestione dei tempi, a far ridere e a presentare dei personaggi in modo abbastanza approfondito (eccezion fatta per un paio di loro) rispettando quello che sono in origine. In sinossi, finalmente un film DC che si sveste di quella arrogante e quasi inesistente filosofia e profondità che avevano i film precedenti, e si presenta sin da subito come un film il cui scopo è semplicemente quello di far intrattenere, ma con stile. Certo, se si osa un po’ di più ci sta, altrimenti non avremo la trilogia de Il Cavaliere Oscuro o Logan, ma va anche detto che questi film hanno dietro registi che sanno maneggiare questo tipo di sceneggiature. Snyder, invece, ha dimostrato di non saper gestire questo tipo di sceneggiature ma di avere un grande senso dell’estetica.

Per quanto la sceneggiatura funzioni, l’aspetto tecnico l’avrei preferito più vicino a quello dei precedenti film, in particolare a quello di Batman v Superman, che a mio avviso è molto buono. Aspettate, detto ciò non dico che Justice League sia diretto male, anzi, è diretto molto bene. In questo caso abbiamo due stili registici diversi che si scontrano e che riescono ad amalgamarsi molto bene: quello di Joss Whedon e quello di Zack Snyder. Diciamo che il film presenta lo stile di Snyder nel primo atto e nella prima metà del secondo, mentre nella parte finale si vede tantissimo la mano di Whedon, che comunque cerca di rispettare lo stile di Snyder. Abbiamo scene molto potenti, evocative e che colpiscono molto da un puro punto di vista estetico-visivo, con movimenti di macchina limpidi e lineari, senza perdersi in shacking cam o zoom digitali. Un montaggio non troppo serrato che permette allo spettatore di osservare e godersi la scena nel migliore dei modi. La fotografia ad opera di Fabian Wagner è totalmente diversa da quanto abbiamo visto finora nei film del DCEU. I colori non vengono uccisi della desaturazione spesso eccessiva che a Snyder tanto piace, ma hanno decisamente più respiro e permettono ai personaggi di avere forte personalità. Soprattutto per Flash, Wonder Woman e Superman che vestono colori come rosso, blu e giallo. Una fotografia che funziona soprattutto per il piccolo omaggio che si è voluto dedicare al maestro dei fumetti Jack Kirby, che recentemente sta venendo omaggiato di cinecomic in cinecomic e la cosa mi fa solo che piacere, e che ha creato lui stesso il personaggio di Steppenwolf, villain del film. Va anche detto però che colori troppo accesi in alcune scene evidenziano la grande presenza di effetti speciali in CGI. Come il cielo rosso nella battaglia finale, un colore che colpisce ma che in alcune scene risulta fin troppo fittizio. Oppure abbiamo scene in cui il green screen si fa sentire più del dovuto, e molto probabilmente una fotografia più scura avrebbe meglio nascosto queste sbavature, tant’è che in Batman v Superman gli effetti speciali risultano essere parecchio ben fatti. Quindi cosa sto dicendo? E’ meglio una fotografia più scura e dark o una più colorata e sgargiante? Semplicemente una via di mezzo ma, detto ciò, non sto dicendo che i due film abbiano una brutta fotografia.

Grandi aspettative avevo soprattutto verso la colonna sonora del film, a cura del maestro Danny Elfman, che aveva scelto di accantonare quasi del tutto le musiche composte da Hans Zimmer per dar vita a qualcosa più simile alle colonne sonore dei cinecomic a stampo classico, con tanto di ripresa del suo tema per Batman composto per il film del 1989 diretto da Tim Burton e del celebre tema per Superman firmato da John Williams per il film di Donner del ’78. Le musiche sono bellissime, più, appunto, classiche, con un’orchestra ricca di fanfare e violini e l’inserimento dei temi di Batman e Superman mi hanno semplicemente galvanizzato nei momenti in cui sono inseriti. Però, accantonare del tutto le musiche composte da Zimmer è stato uno sbaglio, perché si tratta comunque di pezzi a dir poco memorabili e sono una delle cose più belle dei film di Snyder. Posso capire il voler cestinare il tema per Batman come Do You Bleed? che è decisamente troppo pomposo per quello che voleva creare Elfman (e comunque in quei temi si sente molto la mano anche di Junkie XL, che pompa ancora di più le sue musiche rispetto a Zimmer), però temi come Beautiful Lie They Were Hunters andavano mantenuti, soprattutto nelle scene in cui Bruce Wayne riflette insieme ad Alfred su ciò che era accaduto nei film precedenti. Stessa cosa riguarda Superman: nelle scene più importanti che lo riguardavano non si poteva usare il tema principale de L’Uomo D’Acciaio? Snyder ha dato a Superman un tocco più sci-fi e la musica di Zimmer era perfetta, l’unico tema del compositore tedesco mantenuto da Elfman è quello di Wonder Woman, che è stato rivisitato comunque in chiave più classica ma questo ci sta tantissimo, perché almeno è stato mantenuto il tema. Si può notare un tocco più zimmeriano in quello che sembrerebbe essere il tema per Flash, intitolato Spark of the Flash, e infatti è un tema che colpisce molto durante la visione. Purtroppo quello che è stato fatto è un totale allontanamento dello stile visto in Batman v Superman per dar vita ad un film che avesse un’atmosfera più marveliana (che comunque funziona), quando invece andava trovato un compromesso trai due stili.

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Sicuramente ciò che più non vedevamo l’ora di vedere sul grande schermo erano i personaggi che vanno a comporre la Justice League. Sono anni e anni che aspettiamo di vederli e alla fine qual è il verdetto? In linea generale si può affermare che sono tutti ben caratterizzati e ben interpretati, ma un paio di essi forse sono un po’ troppo superficiali. In primo luogo abbiamo lui, i più discusso di tutti: Batman, interpretato da Ben Affleck. Lo dico qua così ne esco vivo, il Batffleck mi piace, e mano poco, ma arrivare a dire che è il miglior Batman che sia apparso al cinema, beh, di acqua sotto i ponti ne passa e manco poca, ma potrebbe tranquillamente diventarlo. Purtroppo ancora non abbiamo avuto modo di vedere il vero Batman fumettistico all’opera: nei due film in cui è apparso la sua dote di detective la si percepisce appena, in più devono capire che Batman non usa le armi. Però almeno in questo film non uccide nessuno, cosa che invece faceva in Batman v Superman ed è, questa è una cosa puramente oggettiva, una bestemmia vera e propria al personaggio e in questo film si aveva anche l’occasione di poter giustificare questa faccenda, cosa che purtroppo non è stata fatta, ma non è un grande male dato che Batman cerca di mettere in piedi la Lega essenzialmente per rimediare a ciò che ha commesso nel film precedente. Sarebbe stato comunque decisamente meglio vedere delle scene in cui Bruce si pentiva veramente tanto, quasi a disperarsi, per ciò che aveva fatto, forse sarà per una prossima volta. Il personaggio risulta essere meno dark di quello che dovrebbe a causa dell’atmosfera più colorata del film, tanto da avere dei momenti comici (che comunque non tradiscono assolutamente il personaggio), ma alla fine dei conti si tratta di un Batman che funziona tantissimo all’interno del contesto del film e se Matt Reeves riesce a dar vita a un buon film sul Cavaliere Oscuro, allora forse potrebbe essere veramente la migliore trasposizione cinematografica del personaggio.
Ben Affleck come Batman ci sta tantissimo. Punto. Fisicamente è perfetto per rappresentare questo Batman invecchiato e burbero, simile alla versione di Frank Miller, con un’ottima recitazione, sia da un punto di vista facciale che vocale (cosa importantissima per un personaggio come Bruce Wayne/Batman). Il film, come al solito, ho avuto modo di vederlo solo doppiato e ho potuto capire a grandi linee che tipo di voce abbia usato Affleck solamente da alcune clip rilasciate e si può dire che a livello vocale non c’è stato nessun cambiamento di registro da Batman v Superman, e mano male, perché la voce usata sia per Bruce Wayne che per Batman è magnifica. Per quanto riguarda Batman continuo ad adorare il fatto che il personaggio usi un microfono per distorcere la sua voce, quindi il merito va soprattutto alla post produzione del film e grandi lodi lascio anche per il doppiaggio italiano, che è migliorato notevolmente da Batman v Superman. Inizialmente avevo dei grossi dubbi riguardo alla scelta di Riccardo Rossi come controparte italiana, non tanto per le scene con Bruce Wayne, ma per quelle con Batman. Infatti in Batman v Superman si nota tantissimo che non c’è stata praticamente nessun tipo di post produzione vocale, se non per le sequenze del combattimento. Invece, in questo Justice League, c’è stata una cura perfetta della voce che riesce a ricreare alla perfezione l’effetto usato in lingua originale. Infine non credo ci sia bisogno di dire che Rossi come doppiatore è semplicemente sensazionale.
Per concludere questa lunga, ma necessaria, parentesi per Batman vanno spese due parole riguardo il costume, che continuo a ritenere semplicemente perfetto. Ho adorato le precedenti versioni della Batsuit, ma ribadisco che il costume vero è grigio e nero e finalmente abbiamo questo costume al cinema. Ci sono state un paio di rivisitazioni del costume da Batman v Superman, ma alla fine è sempre lo stesso e riesce a rendere sempre maestoso il personaggio sul grande schermo. Molto bella è anche la tactical suit del personaggio che ci hanno letteralmente spammato per anni e anni, e sapete una cosa? Non serve a niente. Se Batman avesse indossato il costume normale invece, della tactical suit, sarebbe stata la stessa cosa, e questo mi dispiace un casino perché sembrava che con questa tuta (già introdotta in parte in Batman v Superman) avremo visto una sorta di modalità detective, come nei videogiochi e in alcuni fumetti.

Nel film vediamo anche molto di più Alfred Pennywoth, sempre interpretato dal talentuosissimo Jeremy Irons, e continuo ad affermare che questo Alfred è davvero ben scritto e abbastanza fedele alla versione cartacea (eccezion fatta per il look). Come abbiamo visto in Batman v Superman, Alfred è abbastanza stufo dell’atteggiamento che ha Bruce da diversi anni e spesso lo rimprovera o gli lancia frecciatine per fargli capire che si sbaglia, esattamente quello che fa Alfred. In fondo, però, si sente che trai due c’è un legame estremamente profondo, dato che Alfred è l’unica famiglia rimasta a Bruce. Purtroppo gran parte dell’interpretazione di Irons si perde nel doppiaggio, anche se Mario Cordova ha fatto un ottima lavoro, perché l’attore ha un fortissimo e bellissimo accento inglese che è perfetto per il personaggio. Sempre rimanendo in tema Batman, nel film appare anche l’attesissimo commissario Jim Gordon interpretato dal maestro J.K. Simmons. Del personaggio si può evincere veramente poco, ma da quel poco che si vede promette dannatamente bene. Simmons esteticamente è perfetto, è come se Gordon avesse preso vita e fosse uscito dal fumetto. Il personaggio sembra essere perfettamente in linea con quello che dovrebbe essere Gordon: l’unico poliziotto pulito in tutta Gotham e anche l’unico che sembra supportare veramente Batman, nonostante siano vent’anni che questo li aiuta nella lotta contro il crimine. Quindi si inizia ad avere un quadro generale di quello che potrebbero essere i personaggi che vedremo nell’attesissimo The Batman e sinceramente spero che Affleck non abbandoni il personaggio nonostante le varie difficoltà di produzione che ha riscontrato durante la scrittura del film.

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L’altro personaggio di punta della Lega è senza ombra di dubbio Wonder Woman, che tra tutti sembra essere il personaggio meglio sviluppato, e sapete perché? Perché ha un suo fottutissimo film stand alone. La scelta di iniziare il DCEU direttamente con film corali come Batman v Superman Justice League ci può stare, ma non vi stupite se poi alcuni personaggi risultano essere meglio caratterizzati di altri. Se la DC e la Warner Bros. avessero avuto più pazienza avrebbero sicuramente creato un universo più solido con personaggi già caratterizzati in un film dedicato a loro, e così facendo avrebbero avuto più tempo in Justice League per dedicarsi ad altro. Ad ogni modo, per ora Wonder Woman sembra essere il personaggio meglio scritto, ed è complice anche la bella e brava Gal Gadot nei panni dell’amazzone. Nel film veniamo a scoprire il lato tormentato del personaggio, dovuto alla terribile morte di Steve Trevor, vista nel film ad essa dedicato, e spesso la cosa viene usata contro di lei per farla soffrire, ma anche per renderla più forte e per elevarla a modello morale per gli altri elementi della squadra, cosa che invece non era stata fatta con il film di Patty Jenkins. Questo vuol dire prendere un personaggio femminile e renderlo forte, non farle tirare giusto qualche cazzotto e qualche calcio e subito dopo farle fare delle battute di tipo sessuale, o ironizzare sulla sua bellezza.

Ma veniamo alle new entry, ovvero CyborgFlash Aquaman, interpretati corrispettivamente da Ray FisherEzra Miller Jason Momoa. Inizio col dire che ho trovato sbagliatissima l’eccessiva pubblicizzazione dei personaggi nel corso dell’ultimo anno. Ad un certo punto sembrava quasi che il pubblico conoscesse già i personaggi prima ancora di aver visto il film, e in parte è stato così. A causa dell’eccessiva pubblicità che hanno ricevuto non mi ha saputo sorprendere il personaggio di Aquaman, per quanto funzioni, e molto probabilmente per un maggior approfondimento indovinate cosa dovremo aspettare? Il film stand alone. Jason Momoa è stato grandioso nei panni del personaggio, portando sul grande schermo un Arthur Curry allo sbando, disinteressato della politica di Atlantide e di quello che sta colpendo la Terra finché non si ritroverà faccia a faccia con la minaccia. Purtroppo però non capiamo il perché il personaggio si sia allontanato da Atlantide e del perché sia così scontroso, ci viene accennato in modo fin troppo superficiale, come anche i suoi stessi poteri. Lo vediamo soltanto menare molto bene le mani, comandare l’acqua ma niente di più. Mi sarebbe piaciuto vederlo comunicare direttamente con squali giganti o cose simili, esattamente come farebbe Aquaman. Ci si è limitati a portare sul grande schermo un Aquaman che fosse essenzialmente “cazzuto” e “figo”, così da smentire tutti coloro che vedevano Aquaman come uno sfigato. Interessante il suo rapporto con Mera, interpretata da Amber Heard, che tutti noi aspettavamo con una certa curiosità. Diciamo che la scena in cui appare il personaggio serve proprio per gettare delle solide basi per lo stand alone dedicato ad Aquaman in uscita l’anno prossimo, dove i due sovrani di Atlantide saranno i protagonisti assoluti.

Stesso discorso vale anche per Barry Allen, a.k.a. Flash, ma solo in parte perché il personaggio ha trasmesso qualcosa che non mi aspettavo. Sin dal primo teaser trailer, se non prima, sapevamo che il personaggio sarebbe stato la spalla comica del film, dato che di per sé il personaggio è sempre un po’ “cazzone”, e se l’intento era quello di rendere il film più leggero direi che grazie a Flash ci sono riusciti ancor di più con battute che fanno sempre ridere e che non risultano mai fuori contesto, eccezion fatta per due (di numero) che in ogni caso ci stanno perché fanno parte della natura del personaggio, che passa dall’essere un ragazzetto che fa il supereroe quasi per hobby, ad esserlo in modo effettivo. Quindi entrando a far parte della Justice League che vede comunque coinvolti eroi come Batman e Wonder Woman. Infatti vediamo un Flash che scherza perché non vuole sembrare impaurito di fronte agli altri, non vuole sembrare uno sfigato, cosa che invece appare perché commette errori stupidi durante le battaglie. Cosa sensatissima proprio perché, come dice lui, è abituato a ‘dare una spintarella e correre via’.  Battute che sì, fanno ridere, ma che sotto sotto hanno un qualcosa di vero che il personaggio vuole comunicare ma che non può, o almeno non come fanno gli altri. Quest’aura di spalla comica sparisce del tutto nei momenti in cui il personaggio va a trovare il padre, Henry Allen, interpretato da Billy Crudup, e, per quel poco che si sono visti, mi sembra che abbiano gettato delle solide basi per il loro rapporto ma, cosa più importante, hanno introdotto perfettamente quella che è la situazione familiare di Flash, che come ben sappiamo è parecchio complicata. In tutto questo come non spendere due belle parole per Ezra Miller? Semplicemente unico, nonostante inizialmente non sembrava così azzeccato come Flash, soprattutto dopo il cammeo in Batman v Superman dove sembrava più un tossico dipendente. Miller è grandioso, riesce a far ridere grazie alla sua grande espressività, che utilizza anche per rendere bene i momenti drammatici col padre. D’altronde l’attore aveva già dato una straordinaria perfomance in Animali Fantastici e Dove Trovarli, nel quale interpreta Credence.
Il costume, a differenza di molti, mi piace molto. Gli inserti in nero a parer mio se li potevano anche risparmiare, ma sono dell’opinione che già dal prossimo film vedremo una suit diversa per il personaggio, magari fabbricata proprio da Bruce Wayne, il quale ha visto in Allen un qualcosa che forse aveva visto anche in Jason Todd. Nel film è chiaro che il personaggio abbia creato la sua tuta con una sorta di stampante 3D poco più avanzata delle normali, d’altronde, come abbiamo detto prima, fare il supereroe per lui era più un hobby. Il fatto che sia più un armatura che un costume classico, beh, è giusto che sia così. Al giorno d’oggi un supereroe con la calzamaglia in un film risulterebbe solamente ridicolo.

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E infine abbiamo Cyborg, e devo ammettere che mi ha sorpreso molto come personaggio. E’ vero che avevo delle aspettative molto basse riguardo al personaggio, dato che non mi aveva mai appassionato la sua storia e, pertanto, non mi aveva spinto a conoscerlo meglio. Ora che il film me ne ha dato l’opportunità posso affermare che il personaggio è molto più bello di quel che credevo. Victor Stone è un giovane ragazzo rimasto ucciso durante un terribile incidente ma il padre, Silas, utilizza una tecnologia aliena (la scatola madre) per riportarlo in vita. Un dono direte voi? Torni in vita e tra l’altro sei un robot fichissimo! E invece non sembra essere così. Il processo per diventare quello che ora è per Victor fu una vera tortura, e ora è costretto a vivere ai margini della società, rinchiuso in casa e con un linguaggio in testa che non riesce a concepire. Nel film vediamo la macchina che ancora si deve unire con l’uomo e questo contrasto, questa lotta interiore sia psicologica che fisica, fa soffrire terribilmente Victor sotto tantissimi punti di vista. Complice anche Ray Fisher nei panni del personaggio, che ha dimostrato di essere molto espressivo e di essere terribilmente badass nelle scene d’azione. Il look del personaggio mi piace parecchio, molto moderno e, soprattutto, la CGI con cui è stato reso è molto meno ingombrante di quello che sembrava essere nei trailer, e la stessa cosa vale anche per il villain: Steppenwolf.

Caso strano, del personaggio sapevo diverse cose ancor prima del film e pertanto sapevo già più o meno cosa aspettarmi, e non sono rimasto affatto deluso. Non mi aspettavo un chissà quale personaggio, e infatti a livello caratteriale è abbastanza povero, ma ha un’incredibile presenza scenica, grazie al design (molto fedele alla versione fumettistica) e alla perfomance facciale dell’attore Ciarán Hinds, doppiato magistralmente da Rodolfo Bianchi, anche se forse in italiano hanno modificato un po’ troppo la sua voce, mentre in originale (sempre a giudicare dalle varie clip) la voce sembra esser più naturale, e questo non può che giovare a Hinds. Ma nonostante la presenza scenica, il personaggio risulta essere molto piatto, ma d’altronde così è anche nei fumetti, ma la cosa che più mi dispiace è che non si percepisce sempre la sua minaccia.

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Superman. Eh, riguardo al suo ruolo c’è davvero tanto di cui discutere, perché ho un’opinione parecchio antitetica al riguardo. La carta della sua morte se la sono giocata troppo presto, insieme al personaggio di Doomsday, ma alla fine ci può stare se si pensa a come è stata messa in scena. Qual è il problema? Il problema è che il personaggio nei primi due film non era Superman, o almeno non quello vero, perché Snyder lo ha destrutturato talmente tanto che mi sembrava soltanto un depresso che non riesce a salvare il mondo se non rimuginando trenta volte sui suoi sbagli (che ha malapena commesso). Superman non è così: Superman è carismatico, allegro, luminoso, esattamente come dovrebbe essere un qualcosa che simboleggia la speranza. E sapete una cosa? In Justice League abbiamo finalmente questo Superman, e non avete idea di quanto io abbia gioito nel vederlo in azione, soprattutto nella scena finale nella quale è Superman all’ennesima potenza. C’è un problema enorme però, non è normale che un personaggio prima sempre triste diventi allegro e luminoso dopo esser tornato in vita. E quindi qual è il problema? Semplice, il fatto che sia morto al secondo film di questo universo narrativo! Snyder pur di portare sul grande schermo una versione dark dei personaggi ha sprecato quella che sarebbe dovuto essere uno dei momenti più importanti di tutto il DCEU. Si potrebbe anche dire che avendo avuto una seconda possibilità, Clark, o Kal, abbia deciso di essere più gioioso proprio perché ha colto cosa vuol dire vivere e avere delle persone che ti amano intorno. Però, a parer mio, la sua morte rimane la scelta narrativa più sbagliata che si potesse prendere. D’altra parte è stato molto bello vedere come la sua dipartita abbia fortemente toccato i vari personaggi, da Lois Lane (che rimane sempre parecchio fastidiosa) a Martha Kent fino ad arrivare proprio a Bruce Wayne e al mondo intero ma, ripeto, tutto ciò sarebbe dovuto accadere molto dopo e in modo molto più profondo. E se ve lo steste chiedendo, sì, il modo in cui torna in vita ha un senso logico. Il fatto è che il ritorno dalla morte di un alieno imbattibile (o quasi a quanto pare) la si può giustificare al mondo. Ma Clark Kent? Non può semplicemente tornare al Daily Planet dicendo ‘Sorpresa!’, personalmente non riesco a vedere come si possa sistemare la questione e spero in una soluzione nel prossimo film dedicato al personaggio.

Ora che abbiamo il vero Superman possiamo finalmente vedere un Henry Cavill che sa recitare, e che non sta soltanto davanti alla camera col muso lungo. Cavill, lo dico qui e lo ribadirò fino alla morte, è fisicamente perfetto come Superman ma in questo film ha dimostrato di essere estremamente bravo anche nel rendere il suo lato carismatico e luminoso, nonché quello più oscuro (d’altronde se un personaggio del genere torna in vita non ci si può aspettare che sia già tutto rosa e fiori). C’è però una cosa che mi ha lasciato veramente spiazzato riguardo al personaggio, ovvero la CGI usata per togliere i baffi di Cavill (che ha lasciato crescere per Mission Impossible 6). In certe scene sembra che abbia proprio la faccia di pongo, è una sensazione terribile, però allo stesso tempo ci sono scene nelle quali manco si nota ad esser sinceri. Detto questo, Superman finalmente è Superman. Wonder Woman è Wonder Woman ma purtroppo ancora non ho visto il Batman che dovrebbe essere questo, e forse un anticipo del vero Batman lo abbiamo avuto giusto nei cammeo di Suicide Squad. Speriamo bene.

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Quindi sì, finalmente sono riusciti a confezionare una film DC che mi permetta di difenderlo con convinzione senza dover ammettere al tempo stesso che ha dei grossi difetti oggettivi. Certo, non è assolutamente un film perfetto, lo abbiamo visto, ma sicuramente è un film molto più d’impatto di tutti gli altri usciti e, soprattutto, senza buchi logici dovuti ad una trama arrogante e pretenziosa (anche se qualche cliché fastidiosissimo ce l’ha). I personaggi funzionano tutti, grazie non solo alla sceneggiatura ma anche ai loro fantastici interpreti. In sinossi, Justice League stupisce oltre ogni aspettativa, intrattenendo con uno stile molto diverso da quello a cui siamo abituati, ma che allo stesso tempo ritorna a quei cinecomic classici degli anni ’80 con tantissime citazioni (musicali e non) molto fini. Zack Snyder, se continui così la tua presenza all’interno del DCEU è senz’ombra di dubbio molto gradita.

Ovviamente se non avete visto il film vi invito di andarlo a vedere il prima possibile, mentre se l’avete già visto non esitate a lasciare la vostra opinione nei commenti! Ora invece vorrei spendere due parole spoiler free riguardo alle due scene inserite a metà e dopo i titoli di coda.

SPOILER DA QUI IN POI!

Sulla prima scena non c’è molto da dire: la gara tra Flash e Superman è stata una strizzata d’occhio ai fan veramente azzeccata e divertentissima per com’è stata messa in scena. Ma è la seconda scena dopo i titoli di coda a far fomentare come pochi. Lex Luthor è fuggito dal Manicomio di Arkham, e lo vediamo, sempre interpretato da Jesse Eisenberg mentre se la gode sul suo yacht finché non viene raggiunto da un certo personaggio: DEATHSTROKE! Avevamo già visto un breve girato di Deathstroke diversi mesi fa e ora eccolo qui, in tutta la sua perfezione. Per quel poco che si è visto, Slade Wilson a.k.a. Deathstroke sembra essere perfetto: identico spiccicato a com’è nel fumetto. Vediamo anche Joe Manganiello con tanto di benda sull’occhio, e posso dire che anche senza elmo è identico alla versione cartacea. Invece per quanto riguarda Luthor, ho ancora dei dubbi. Esteticamente si è realizzato: è calvo e veste gli stessi abiti del vero Luthor. Purtroppo però mi sembra ancora un po’ pazzoide e spero che nel prossimo film in cui apparirà (nel quale molto probabilmente formerà la “Injustice League”) vedremo il Luthor fumettistico.



 

Justice League

Justice League
7.8

Regia

7.5/10

Sceneggiatura

8.0/10

Cast

8.0/10

Pros

  • Lo stile di Whedon e quello di Snyder si amalgamano molto bene fino a dar vita ad un cinecomic più colorato e divertente.
  • La sceneggiatura abbandona la trama pretenziosa dei precedenti film e si dedica ad una storia più semplici ma comunque molto solida.
  • I personaggi sono stati ben introdotti, grazie non solo alla scrittura ma agli interpreti che hanno fatto un ottimo lavoro di recitazione.

Cons

  • Lo stile più classico del film lo priva di aspetti che giovavano anche ai film precedenti, uno su tutti la colonna sonora di Hans Zimmer.
  • La trama presenta alcuni cliché molto ridicoli.
  • Purtroppo non abbiamo ancora visto tutti i personaggi formati, e il cambiamento di Superman, per quanto gradito, soffre della sua morte "prematura".

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