RECENSIONE – INSIDE OUT – L’EMOZIONANTE CAPOLAVORO

Wela a tutti! Sbrighiamoci subito i convenevoli e iniziamo con la recensione di questo grande film che attendevo con ansia. Ho avuto la fortuna di vedermelo in lingua originale e proprio ieri doppiato in italiano, quindi andiamo e parliamo di Inside Out!

Questo capolavoro Pixar narra la storia di una bambina vissuta fin da piccola nel Minnesota insieme alla famiglia, ma costretta all’età di 11 anni a trasferirsi a San Francisco, dovendosi dividere da ricordi felici e amicizie indimenticabili. Un trasferimento che trasforma presto la sua vita felice in un misto di rabbia e tristezza, motivati dall’instabilità familiare e problemi economici. Fin qui tutto normale, se non fosse che i veri e propri protagoniti della pellicola capolavoro sono cinque emozioni nella mente di Riley. Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto. L’evoluzione della trama porterà le nostre emozioni in un “road trip” attraverso i meandri della mente della bambina, tutto per affrontare il difficile trauma del trasloco in una località troppo diversa, mentre la nostra bambina protagonista passa dagli undici ai dodici anni.

Questo è un abozzo di trama ma vi assicuro che il film è il vero capolavoro del “significato nascosto” anche se non troppo. Pete Docter, il regista, gia direttore di Monsters &Co. Torna al cinema con una pellicola costata due anni di creazione, per forse, e non esagero, il migliore tra i film Pixar. La proiezione si apre con il corto Lava, che anche se la canzone tradotta in italiano non è fra le migliori traduzione che abbia sentito, ci prepara in qualche modo per l’impronta emotiva che ha il film, facendoci scaturire dolcezza per capire i primi attimi di film, per poi scaturire in una potentissima empatizzazione che dura la lunghezza dell’intero film. La pellicola aveva già conquistato una premessa a cui Docter si è prestato in un commento, dicendo che “le emozioni che hanno emozioni” è più o meno proprio l’idea embrionale del film. Il sentimento che aleggia per ogni frame della pellicola ti fa ridere, ti fa commuovere, ti fa riflettere, ma più di tutto di fa immedesimare. Però non nella protagonista e nemmeno nelle emozioni, ma ti presenta una storia piuttosto classica vista dall’esterno, mostrandotela però come un pericoloso viaggio nei meandri della mente umana, in una pericolosa discesa verso l’apatia. Il tutto viene infiocchettato bene con quella potenza emotiva che ti fa alzare dalla sedia a fin proiezione senza vergogna di aver pianto. Bada però, non viene ricercata l’emozione facile, anzi dietro ad ogni sviluppo c’è una profondità che va ricercata dopo essersi asciugati le lacrime da un pianto o da una risata.

La regia e la fotografia si dispongono in maniera decisa continuando in quel modo per tutti il film. La differenza di luce fra la realtà e il mondo della mente, il tempo che passa in una nostra semplice espressione emotiva ed un pericolo a cui l’emozioni sono sottoposte. Il fatto che in fondo cinque emozioni bastino per rappresentarle tutte, il loro modo di essere fatti, il loro aspetto che ricorda quasi dei Muppets. La regia che sembra una steady cam i più delle volte, Bing Bong che mi ha fatto piangere, il personaggio fantastico che non può esistere per motivi validi, quella cosa che sai che ti devi lasciare indietro e non c’è niente di malvagio in questo, è solo il corso della vita. Il fatto che non ci sia ne un vero protagonista ne un vero villain, il fatto che anche le emozioni più benevole possano nascondere egocentrismo, è che le emozioni presunte cattive possano nascondere una valvola di sfogo, qualcosa su cui riflettere.

Per terminare Inside Out è un vero capolavoro, c’è poco altro da dire, anche se forse l’unica pecca che può avere è che pare un film per bambini ma dopo la visione ti accorgi che non lo è, quindi potrebbe deludere quelle persone che magari vanno al cinema sperando di ridere e staccare il cervello con un film d’animazione. Questo film è un animato specchio per adulti, un modo col il quale guardarsi dentro e cercare quei piccoli pupazzetti che controllano le nostre emozioni, e farli domande sulla nostra vita e le nostre esperienze.

Voto 10/10 meritatissimo!

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