RECENSIONE – Avengers: Age of Ultron.

Wela! Ecco, pochi giorni, o attimo, dipende quando vedrete il video, dopo l’uscita di Avengers age of ultron, ecco la recensione a caldo. Finché ce l’ho bene in testa e bene parlarne!

Vi avverto che la recensione potrebbe contenere mini micro spoiler, quindi magari vedetevi il film, e poi tornate qua a discuterne con me. Farò anche una live a proposito.

Bando alle ciance e parliamo di Avengers: Age of Ultron!

Gli Avengers stanno facendo raid in tutto il mondo delle basi dell’Hydra conosciute, alla ricerca dello scettro di Loki. Tra combattimenti nella neve, le solite battutine, e le scene a cui Whedon ci ha abituato in cui nessuno dei protagonisti è il vero fulcro dell’immagine, finalmente lo trovano in una base presieduta dal Barone Von Strucker in Val d’Aosta, ehm… in Sokovia, una fittizia regione est-europea. Non so voi, ma anche a non saperlo si vede che la location è italiana.

Vediamo un susseguirsi di combattimenti ed a questo punto il film si scontra con il suo più grande nemico, che non è Ultron, ma l’aspettativa. Whedon ci ha affascinato con il primo film, creando in noi una grande aspettativa, perciò non poteva permettersi di sbagliare, o tutto sarebbe finito di vacca. Quindi rivediamo le Iron battutine; Il precisino Cap; L’incontrollabile Hulk; La sexy, cinica, Vedova, e, per cambiare un po, un Hawkeye che non fa solo da tappezzeria. Una novità piacevole.

Il Barone viene facilmente sconfitto, nonostante potesse disporre dell’aiuto di due misteriosi gemelli mutanti, ehm… no, non si può dire, diciamo:”potenziati”, alias Scarlet Witch e Quicksilver.

Mentre esamina il materiale lasciato dall’Hydra, Tony Stark si imbatte in una potentissima intelligenza artificiale, con cui ha la bella pensata (feat. Bruce Banner) di sviluppare il progetto Ultron, una serie di robot senzienti super intelligenti che difendano la Terra dalle numerose minacce che si possono presentare ogni giorno. Il caro Tony vuole creare un’armatura intorno al mondo. Bella pensata, ma le cose non vanno proprio come devono andare e l’intelligenza artificiale Ultron, interpretata dal talentuoso James Spader, impossessatasi di un corpo fisico creato a partire da una delle armature di Iron Man, sfugge al controllo dei suoi creatori, intenzionato a portare sulla Terra il suo modo di vedere la pace.

Bam! Così ci siamo sbolognati la trama.

Il regista Joss Whedon si è trovato di fronte ad una ulteriore sfida, più difficile del primo film. Mettere insieme tutti quei personaggi, caratterizzarli bene, senza lasciarne da parte nemmeno uno, ma senza focalizzare tutto su uno solo. E’ più difficile di quello che sembra.

Abbiamo i nostri gemelli Maximoff, che verranno utilizzati come antagonisti, in cui purtroppo manca una più profonda caratterizzazione del personaggio di Quicksilver. E che ci vuoi fare? Mi ha fatto morire quando i due raccontano la storia dei propri genitori, ma sapevo già che non ci avrebbero infilato il caro Magneto. Che peccato!

Parliamo anche di una sfilza di personaggi secondari, come WarMachine, Strucker, Ulysses Claw, la Dottoressa Chow, Maria Hill, la cara Linda Cardellini che non vi dirò che parte ha, ed in ultimo Visione, interpretato dal talentuoso Paul Bettany, che tanto avete visto nel trailer. La sua comparsa sarà molto importante per spiegare una piccolezza, anche se il mantello non si può vedere. E ad un tratto vedremo quattro piccole gemme comparire davanti a noi, che troveranno spiegazione per i profani dei fumetti, nella scena a metà dei titoli di coda.

Diciamolo apertamente, Age of Ultron è esattamente quello che un fan o un para-fan come il sottoscritto, vorrebbe vedere. La trama è lineare anche se delle volte troppo velocizzata e confusionaria, e si vede pure che in qualche punto il caro Whedon ha dovuto tirare i fili per far scorrere la trama. Purtroppo tirando troppo ha asciato scoperto alcuni punti, ma, essendo questo un prodotto di puro fan service, e se avete visto il film, capirete, si immagina che il pubblico medio sia informato circa le avventure dei Vendicatori, e che quindi risolva da se stesso per se stesso i buchi nella trama. Non mi aspettavo un colossal, ma un blockbuster a alto budget, pieno di azione, battutine, fan service e gnoccoloci femminili e maschili, insomma un perfetto sequel del primo.

Questo film è diverso però dal primo. Mentre nel primo l’aura di eccitazione ci permaneva, aspettando a gloria il momento in cui Cap avrebbe detto “Hulk, spacca”, in questo film vediamo un introspezione più approfondita. Certo, non ha cosa eccessivamente pesante, è pur sempre un blockbuster, ma comunque una caratterizzazione più completa. In questo caso il plaboy, miliardario, filantropo, non sarà il punto focale della trama. Si, lo vediamo creare Ultron, in una sorta di smania di potere, tenendo tutti gli Avengers all’oscuro. Non dice addio al suo animo da battutina, ma aggiunge l’animo post Ironman 3 che ha acquisito, nasce dal bozzolo che si è schiuso una volta toltosi il reattore Arc dal petto. Il film ci mostra uno Stark più tormentato, incline al sacrificio per completare la sua missione, quella di salvare il mondo. Un’introspezione che porterà Ironman ad essere il controverso, e non per tutti, villain della saga Civil War. E questa introspezione la vediamo in più o meno tutti i personaggi, che grazie alla magia di Scarlet, vivranno momenti di paura in sequenze oniriche, che rifletteranno il loro terrore interno/parvenza di futuro. Non sentiamo il solito animo da “pink-end” in questa pellicola, non pervade ogni azione, mostrandoci anche il lato personale degli Avengers.

In questo senso rendiamo onore a Elizabeth Olsen che si dimostra per niente simili, ringraziando il cielo, alle sorelle. Un’interpretazione eccellente, anche se messa li apposta per creare scompiglio, inizialmente. La sua magia ci mostra delle visioni/allucinazione nelle teste dei nostri beniamini supereroi, facendoci scoprire piccolezze del loro passato che andranno a arricchire la trama. Ti mette di fronte al tuo passato, al tuo futuro, alla tua vita, ripesca il rimorso nel mare dell’oblio. E ti ritornano dinanzi gli errori che avresti potuto riparare.

Cosi vediamo Rogers che torna al suo passato e rivive la promessa non mantenuta, ed una colpa a cui non potrà mai portare rimedio. Thor si vede di nuovo ad Asgard, con una aura quasi demoniaca nell’aria, ed il suo regno caduto nelle mani di Hel, che viene proprio citato. La Vedova rivive l’addestramento che la mutata in un assassina perfetta, che andrà poi ad accentuarsi con una rivelazione particolare, concludendosi in un momento rosa. Ed infine il nostro Tony, a cui appaiono i compagni morti, un secondo portale, e lo scettro nelle sue mani, sapendo che è tutta colpa sua.

Ma il vero punto focale del film sarà Hulk. Ed ecco che di nuovo vediamo il vero Bruce Banner, un uomo tormentato, che vorrebbe l’amore ma sa non poter vivere come gli altri. Ma su questo personaggio non dirò niente di particolare, o rischierei di spoilerare, dirò solo che per tutto il film nel cuore si materializza una paura mista ad un “immagino come andrà a finire”, lasciandoci pensare che tutto porterà ad una guerra mondiale. Succederà? Chi lo sa?


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