RECENSIONE – Captain America: Civil War

La Fase 1 e la Fase 2 si possono chiamare l’avanguardia che ha portato un nuovo genere di blockbuster al cinema. Gli universi espansi esistevano già da tempo, e i vari crossover che portavano film con grossi budget e con altrettanto grosse previsioni c’erano già stati, ma la Marvel Studios è innegabilmente stata l’apripista per un era di cinecomics, come la DC Comics lo fu nella Golden Age per i supereroi.

Ricordiamo i tempi dei vari Ironman, Thor e Captain America, e ricordiamo anche non affetto i colori sgargianti del primo Avengers e gli esperimenti della Fase due che hanno consacrato la divisione cinematografica della Casa delle Idee come sperimentatrice, ma non dimentichiamoci che non si può continuare per molto con il solito format.

Come disse una vota Steven Speilberg “i cinecomics sono destinati a morire, come lo fu per i western”, e se per una parte mi trovo d’accordo, dall’altra invece penso che se la Marvel, e naturalmente anche le altre case di produzione di cinecomics, continueranno con questo modus operandi in cui non si regala emozioni facili allo spettatore, ma gli si complessa la visione di un film per farlo riflettere, allora in cinecomics non moriranno, semplicemente evolveranno.

E con questo mio sproloquio infinito vi do il benvenuto nella nuova era, benvenuti nella Fase 3 con la recensione di Captain America: Civil War.

Captain America: Civil War

Ai tempi dissi:

Il film sarà un episodio cupo nella storia dei super eroi, con una tagline che riporta alla mente gli Watchmen. “Who watch the Watchmen?

Adesso con la visione a meno di 24 ore fa, e con l’aver sentito tanti giri di osanna per questo film, posso dire che tutte le cose che avevo sentito non rendono giustizia.

Cominciamo dicendo che paragonarlo alla versione cartacea è sbagliato, semplicemente, perché questo film non è la trasposizione di Civil War, ma è il terzo film di Captian America.

Ebbene si, la lamentela riguardante la mancanza di fedeltà con l’opera originale non ha nessun senso, perché come i Russo ci hanno insegnato con The Winter Soldier si può mettere un paio di supereroi, un cattivo ben inquadrato, una trama originale con qualche pizzico di riferimento al mondo cartaceo e creare un eccellente cinecomics.

Nello sviluppo della trama troviamo una narrazione lenta che però non annoia. Da tempo allo spettatore di immedesimarsi con una delle due fazioni, per poi sconvolgerti con il fatto che effettivamente entrambi gli schieramenti hanno sia ragione che torto.

capitan-america-la-peliculaIl buon Cap diventa un criminale cercando di fare quella che per lui è la cosa più giusta, secondo i suoi istinti di valore, e per certi versi ha ragione, ma dobbiamo ricordare anche il passato. Come disse Fury:” La miglior generazione? Avete fatto delle cose immorali.“. Ed immorale rimane il nostro Cap che fracassa ossa e combatte per salvare qualcuno che non può essere salvato, il suo amico d’infanzia, il suo fratello di spirito. Tutto vorrebbe fuorché dovergli dire addio una seconda volta, e questo succederà se l’oscura cospirazione che miete vittime nell’ombra all’insaputa di tutti adempierà ai suoi piani.

Ma cos’è questa ombra tenebrosa? Questo non ve lo dirò, perché sebbene molti abbiano sostenuto che le clip, gli spot e i trailer avessero ormai spoilerato il film, guardando questa pellicola vi renderete conto quanto quelle voci abbiano torto, e quanto non ne abbiamo mai avuto tanto in vita loro.iron man movies robert downey jr 1440x900 wallpaper_www.wallpaperfo.com_88

Il nostro miliardario, filantropo si trasforma da indipendente genio che ha privatizzato la pace nel mondo con successo, a guardia del governo, carnefice dei suoi stessi fratelli e compagni.

In questo ha torto ma trova ragione nel voler ripagare il mondo del male che ha causato. La colpa riecheggia, lo tormenta, e come Batman che vestendo i banni del vigilante che usa il terrore contro i terroristi ha creato immancabilmente dei mostri tanto quanto lo è lui, anche il nostro Ironman ha creato un mondo nuovo nel quale alieni attraversano buchi nello spazio, nel quale robot portatori di pace debellano il loro intento mal comprendendo la differenza fra salvare il mondo e distruggerlo.

Ma gesto più grande, e questa è la vera cosa fra il dar ragione a Cap e il tifare per Ironman che mette in crisi lo schieramento e ti fa capire che non c’è una giusta fazione al quale appartenere, si mette in prima linea e “si stende sul filo spinato” così che gli altri lo attraversino.

Non a caso ho fatto tutti questi riferimenti perché questo film è il completamento di una saga cinematografica, nonostante sia il primo episodio della Fase 3. E’ il punto in cui tutto si ribalta. Il punto in cui i colori accessi e sgargianti del primo Avengers hanno lasciato spazio ai toni grigi. Il punto un cui non esistono più buono o cattivi ma soltanto persone, o superpersone.

Sul lato tecnico niente da dire. Non è quello che mi sorprende perchè i Russo hanno già dato modo di mostrare la loro abilità.

Che per molti tipi di ripresa si siano chiaramente ispirati all’arte di Whedon è più che evidente, soprattutto nelle scene di combattimento, seppur mantenendo uno stile loro.

Parlando proprio della scena di combattimento, abbiamo visto un sorprendente modus nel quale, anche in una scena che dovrebbe semplicemente farci godere un po di botte da orbi fra supereroi, che poi è il motivo principale per cui molti hanno scelto uno schieramento, troviamo cose che ci sorprendono, che ci lasciano basiti sulla nostra poltrona del cinema, non disdegnando anche qualche momento in cui ti fai una risata per un’azione o una battuta.

Nella sceneggiatura hanno portato una ventata di aria nuova nel panorama blockbuster, che sono sicuro essere destinata a cambiare le carte in tavola. Una narrazione che può risultare pesante se non si entra subito nel mood del film. Un modo lento che si prende tutto il tempo per raccontare tutto, il che rimanda molto alla prima parte di Avengers, in cui devi presentare i dissidi, i problemi ed i sospetti, in modo che poi tutto si capovolga e i nostri Vendicatori trovino qualcosa per cui combattere. In più la miriade di rimandi all’intero Marvel Cinematic Universe, comprese anche le serie tv, sono piccolezze per i fan che ho molto apprezzato.

4512359-1076484194-30386In ultimo i personaggi.

Nel Team Ironman abbiamo dei must come Ironman, appunto, e War machine che sono come sempre perfettamente nella parte. Un Don Cheadle che ho trovato fantastico sin da Ironman 2, che come sempre rimane il Colonello fedele al suo posto di lavoro. Un soldato con anni di esperienza che milita accanto al migliore amico Tony perché è la cosa giusta da fare, oltre che per la profonda amicizia che li lega.

Nel Team Cap abbiamo Chris Evan che ormai credo sia talmente tanto nella parte da andare in giro a fare la spesa vestito da Captain America. Il nostro Bucky è invece uno dei quei personaggi che ho sopportato poco anche in The Winter Soldier. Si, è in parte perfettamente grazie al talento di Sebastian Stan, ma è quella presenza che è malleabile come la sabbia bagnata, che nessuno sano di mente proteggerebbe. Detto questo gli hanno ritagliato una buona parte, molto d’effetto, aldilà del mio gradimento soggettivo.

Falcon e Ant-Man, a differenza di Bucky con cui Sam Wilson in questo film ha instaurato una sorta di rapporto da companion di fila che creerà anche dei siparietti comici, mi sono piaciuti molto. Su Ant-Man non tornerò un’altra volta, sapete già che adoro il personaggio, ho adorato il suo film e adoro anche Paul Rudd, ma dirò solo che ci sarà una cosa che vi sorprenderà non poco e che aspettavo con ansia. Per quanto riguarda Falcon invece voglio sottolineare il mio amore per questo personaggio che è sbocciato fin da subito. Un supereroe che letteralmente, e scusatemi il termine, “spacca di culi a suon di tamarraggine“. E’ forse quello che visivamente amo di più, con lo stile che porta ai film in cui partecipa, in più è il primo in questo film lo hanno caratterizzato di più mostrando le varie capacità che l’avere quelle ali meccaniche porta. Una cosa sensazionale.

Forse ho trovato un po sottotono il personaggio di Vedova Nera insieme a quello di Hawkeye, soprattutto sul secondo che serviva quasi solo ed unicamente perchè in Age of Ultron ha rappresentato quasi la mancata figura paterna di Scarlet Witch. Visione pure è stato caratterizzato poco nel suo spazio, lasciandoci subito intuire quello che succederà fra lui e Wanda, mostrandocelo in combattimento e nella sua logica robotica, ma poco di più.

In ultimo ho trovato le new entry Black Panther e Spiderman veramente d’effetto. Il primo è uno di quelli a cui manca caratterizzazione, ma l’avrà in un suo film a se stante ed il suo screentime ti fa subito desiderare di sapere molto di più; mentre il secondo è la vera novità. Finalmente uno Spiderman coi fiocchi, giovanissimo, dotato di grandi abilità e parlantina, ma soprattutto che sembra davvero giovane e non un trentenne che finge di avere 19 anni.

Voto (8+/10)

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