PRE-RECENSIONE – THE WHISPERS

Allora appena finito di vedere questa serie, dove appena significa la sera prima in preda all’insonnia e devo dire ancora una volta, come dico sempre, se anche Spielberg non sa più dirigere come una volta, ha decisamente naso da produttore.

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Oddio, la sua mano alla sceneggiatura c’è ed anche qualche tocco di regia qua e la. Comunque gia da quando ho sentito il suo nome misto a quello di Bradbury ho pensato subito a qualcosa che trattasse di alieni, cosa che a me è sempre piaciuta.

Alla regia della serie la giovane, in senso lavorativa, Soo Hugh, conosciuta per esser stata screenwriter di The Killing, Zero Hour e Under the Dome, perciò una che di serie di qualità se ne intende. The Whispers non è da meno, la serie comincia già con una premessa da paranormal activity ma un incipit classico da alien drama con tocchi di sci-fi qua e là. È proprio il più classico dei classici, ma con una struttura alla thriller psicologico che ogni volta che ti chiude una porta e risolve un mistero ne apre altri due. Una cosa intrigante ma pure esasperante, capace di accontentare anche lo spettatore più esigente!
La serie ha anche dei tocchi classici degli horror, che fin da subito sembra volerti preparare ad un jump scare ed invece termina con un nuovo mini-mistero, che alle volte non tradisce anche un po di senso d’inquietudine. Tutto merito dei movimenti di macchina misti a dei giochi di luce e ombra artistici molto classici, ma comunque efficaci. Certo, la serie non brilla di originalità, ma ha comunque dei tocchi qua e la che la fanno risultare diversa per un prodotto di genere.

Tutto merito appunto di un plot twist che cresce di minuto in minuto, ma soprattutto è anche grazie ad un cast omogeneo che lo show riesce a nascondere i suoi punti deboli. Convince infatti Lily Rabe, che dopo American Horror Story, trova in The Whispers un ruolo costruito a pennello sulle sue solite spalle, senza dimenticare il buon e bello Barry Sloane che dopo la sua dipartita in Revenge, esplode in tutta la bellezza e bravura nel ruolo di un uomo criptico, intelligente e dal fascino magnetico. Consiglio la visione in lingua originale perché il cast è veramente fantastico e anche gli attori più giovani, in questo caso veri e propri bambini, sono molto bravi.

Un altro punto a favore che ha la serie è il fatto che non ha spazio per essere allungata. Con una stagione di 13 episodi non c’è tempo per degli inutili filler di mezzo, così la storia segue il classico metodo delle storie sconnesse ma collegate fra loro, mantenendo però un modus operandi interlacciato con cura, senza spazio per spiegoni assurdi o cali di trama.

P.S. (La sigla è una delle composizione più leggere e creepy che abbia visto!)

Voto -7/10 (giusto perché non brilla di originalità)

Commenti

3 thoughts on “PRE-RECENSIONE – THE WHISPERS

  1. Sono molto d’accordo sulla recitazione dei bambini. Minx fa rabbrividire, Harry ha lo sguardo del serial killer, Harper sarà una futura signora delle forze del male. Cassandra, alla fine, paradossalmente risulterà la più dolce, nonostante il ruolo che le sarà ritagliato.

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