Oscar 2018: Polemiche sui Lungometraggi animati candidati quest’anno.

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La categoria dei Lungometraggi animati è piuttosto recente in quel di Hollywood, soltanto nel 2002 sono state prese in considerazione anche le pellicole animate per l’ambito premio Oscar, da allora, anche per questa categoria, si sono sviluppate ad anni alterni grosse polemiche sulle candidature.

I Lungometraggi in questione, quelli candidati quest’anno sono 5: “Coco” della Pixar, due grandi coproduzioni internazionali quali “Vincent” il primo film su tela e “The Breadwinner” un commuovente film ricavato dal celebre romanzo di Deborah Ellis “Sotto il burqa”, troviamo tra i meno graditi Baby Boss e Ferdinand.

Di seguito il Trailer dell’ultima fatica di casa Pixar, Coco:

La polemica nasce soprattutto per l’inclusione di Baby Boss e Ferdinand, a discapito di film molto più quotati dal pubblico e probabilmente ignorati da alcune frange della critica.

“Mary e il fiore della strega” e “A Silent Voice” i film Nipponici esclusi e si può davvero parlare di grandi esclusi essendo essi due veri capolavori, il primo realizzato da un fuoriclasse dell’animazione proveniente dalla scuola di Miyazaki, il secondo una storia molto toccante d’emarginazione, disabilità e bullismo.
Altro grande escluso è sicuramente il gioiellino italiano “Gatta Cenerentola” che però non è riuscito a sfondare nel panorama americano e l’Academy probabilmente nemmeno conosce la sua esistenza.

A peggiorare le cose ci si mette una nuova direttiva che sancisce la non esclusività per gli addetti ai lavori di giudizio verso le pellicole appartenenti alla categoria “Miglior Lungometraggio animato”, infatti, dal prossimo anno l’Academy aprirà le porte al giudizio di ogni membro di essa, ampliando gli orizzonti soggettivi e restringendo la tecnicità delle scelte.
Non ci resta dunque che vedere chi vincerà quest’anno e chi invece, verrà escluso il prossimo, se questa scelta si rivelerà una saggia mossa per ampliare ogni orizzonte o la tragica fine del canone estetico.