Michael Douglas risponde in una lunga intervista a delle accuse di molestie

Il giornalismo pionieristico che ha naturalmente contribuito a smascherare decenni di abusi con accuse di molestie e violenze sessuali, sin a partire dal caso Weinstein, ha certamente scosso lo star system ed a posto fine alla carriera di un elenco sempre crescente di potenti personalità di Hollywood. In alcuni casi, l’unico tipo di simpatia mossa alle donne (ma anche uomini N.B.), costretti ad ingoiare il rospo e la vergogna di azioni sordide mantenute segrete per anni, è andata a quelle/i che si sono fatti avanti con coraggio.

Mentre i giornali cercano i prossimi bersagli da colpire alcuni di sono chiesti fino a dove arriverà tutto questo o cosa accadrà quando uno di quegli uomini si dimostrerà fermamente convinto di non aver fatto alcunché, dopotutto poche di queste storie sono accompagnate da rapporti della polizia, prove del DNA o procedimenti penali.

Dopo 50 anni di carriera come attore e produttore, che include la vincita di due premi Oscar, Michael Douglas si è trovato al centro di un accusa di masturbazione in fronte ad un ex-dipendente, a cui ha risposto negando tutto fermamente. Vista la mancanza di fondamenti di molte delle accuse rivolte ad altri, Michael Douglas ha deciso di agire d’anticipo nel momento in cui è venuto a sapere che l’Hollywood Reporter stava per rilasciare un report con all’interno le accuse di un ex-dipendente risalente a circa 30 anni fa.

La donna avrebbe sostenuto al noto sito che l’attore e produttore si fosse masturbato di fronte a lei, quindi per evitare di esser messo alla gogna pubblica dai soliti “guerrieri dell’internet” e di apparire sui giornali come “il nuovo mostro“, Douglas ha chiesto a Deadline di raccontare la sua storia.

Perché ti presenti con una storia che potrebbe emergere o meno, quando la tua mossa preventiva probabilmente attirerà l’attenzione e creerà polemiche a se?

Ho sentito il bisogno di anticipare il tutto. […] poco prima delle vacanze natalizie, il giorno in cui mio figlio ha appreso di essere accettato al college a cui voleva andare, quando eravamo tutti estasiati, ho ricevuto un messaggio dal mio avvocato che diceva che The Hollywood Reporter voleva pubblicare una storia riguardo una ex-dipendente che ha lavorato per me circa 32 anni fa. Lei sostiene che, 1, ho usato un linguaggio colorito di fronte a lei, non direttamente a lei, ma che l’ho fatto, 2, sostiene che nelle conversazioni che ho avuto di fronte a lei, al telefono, ho parlato in modo scurrile, o sporadicamente con i miei amici in conversazioni private. Alla fine l’avrei licenziata per il lavoro che stava facendo, 3, lei sostiene che l’ho messa in cattiva luce con l’industria cinematografica e ho penalizzato la sua ricerca postuma di un altro lavoro, 4, ha affermato che mi sono masturbato di fronte a lei.

Il mio avvocato mi ha chiesto ‘hai qualche commento?‘, al che ho detto ‘si, fammi parlare col giornalista‘. Ho cercato di tornare indietro con la mente di oltre 30 anni per cercare di ricordare. Ho ricordato questa donna: sofisticata, intelligente un buon senso dell’umorismo. Una scrittrice che ha scritto libri e pubblicato romanzi, una femminista attiva ed orgogliosa di esserlo. La mia testa vacillava, proprio non riuscivo a mettere insieme i pezzi. Non ho avuto alcun contatto con lei in oltre trent’anni.

Ho parlato col giornalista ed ho detto ‘ascolta, per quanto riguarda il linguaggio colorito di fronte a lei, mi scuso. Niente di tutto ciò era diretto a lei, e lei non ha detto che lo fosse. Era il mio ufficio e quello era il tono che ho sempre impostato anche per quanto riguarda le conversazioni con gli amici‘. Per quanto riguarda il linguaggio colorito potrebbe aver sentito conversazioni private, e se si fosse offesa avrebbe potuto dirmelo. Per quanto riguarda il boicottaggio è tutto completamente falso. Lavorava come impegnata nello sviluppo della mia azienda e non avevamo un buon record di sviluppo nel periodo in cui era lì, quindi l’ho allontanata. Non l’ho mai messa in crisi. Se qualcuno dell’industria mi chiamava per chiedermi di lei, sarei stato onesto nell’esporre i fatti, ma nessun boicottaggio.

Infine per quanto riguarda il masturbarmi di fronte a lei, non so da dove cominciare. Questa è una totale falsità, una fabbricazione, non c’è verità di nessun tipo.
Il giornalista mi ha detto ‘ha detto che non l’hai mai molestata, non l’hai mai toccata‘, allora ho detto… okay. Quindi non sapevo da dove potesse arrivare tutto questo. Ci siamo dati appuntamento col giornalista a dopo tornati dalle vacanze di natale, e letteralmente il giorno dopo The Hollywood Reporter mi ha ricontattato dicendomi che lei si stava guardando attorno cercando altre intestazioni a cui dare la storia. Il mio avvocato mi disse che eravamo stati contatto anche da Variety, così ci siamo attivati.

Ero sconcertato, non sapevo cosa dire ed ho cercato di digerirlo. Le accuse sono minime, tranne ovviamente per quella della masturbazione. Pareva avere tre amici a supporto, a cui aveva detto tutto. Sono orgoglioso di essere così solidale con il movimento delle donne. Mia madre era un’attrice, sono sposato con un’attrice e ho supportato il movimento con sincerità per anni. Sono stato costretto a riesaminare il mio passato. Ho avuto fino a 20 dirigenti donne che hanno prestato servizio in aree differenti della mia compagnia. Ho collaborato con più di 20 produttrici per i miei film senza contare tutte le attrici con cui ho recitato e le centinaia di performer. Come posso, dopo 50 anni di carriera, avere a che fare con un’impiegata con cui ho lavorato 33 anni fa che, magari, è ancora scontenta di come siano andate le cose nonostante non abbia avuto sue notizie per 32 anni. E una testata seria ha intenzione di pubblicare una roba come questa? Non c’è alcuna prova a sostegno di nulla a eccezione del fatto che hanno scoperto che anche altri sono interessati alla pubblicazione.


Supporta la redazione con una donazione


 

Commenti