Lo scandalo Weinstein che ha investito Hollywood

Negli ultimi giorni si è parlato, non poco, del caso del produttore cinematografico Harvey Weinstein, co-fondatore con il fratello Bob della Miramax, casa di produzione che ha finanziato negli anni numerosi progetti indipendenti diventati cult come Clerks di Kevin Smith, Will Hunting scritto da Matt Damon e Ben Affleck o tutta la filmografia di Quentin Tarantino a partire da Pulp Fiction.
Il sei ottobre di quest’anno un’inchiesta del New York Times ha accusato ufficialmente Weinstein di numerose molestie sessuali ai danni di attrici che negli anni hanno collaborato a sue produzioni.

Rose McGowan, Ashley Judd, Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow, Cara Delevingne, Lèa Seydoux, Kate Beckinsale, Asia Argento questi sono solo alcuni dei nomi famosi coinvolti da questo scandalo che hanno scelto di testimoniare contro il produttore americano per le violenze subite.

Il produttore è stato subito travolto dallo scandalo e appena tre giorni dopo l’articolo è stato licenziato dalla società di cui era co-fondatore, la Weinstein Company, subito dopo è stato cacciato dall’Academy (Academy Motion Pictures of Arts and Scientes) il consiglio noto soprattutto per l’assegnazione degli Oscar ed è stato lasciato dalla moglie Georgina Chapman.

Lo scandalo ha colpito pesantemente lo showsistem hollywoodiano che si è diviso in due parti, chi ha commentato shockato quanto successo e chi, più onestamente, ha ammesso una terribile verità cioè che tutti in fondo sapevano (qui un esempio).

Ovviamente è ovvio che in un mondo fatto di pettegolezzi e apparenze nessuno creda a voci di corridoio senza avere qualche prova, anzi non è solo ovvio ma anche giusto, ma le dichiarazioni di personaggi famosi come Glenn Close che raccontano di come in realtà per anni avessero sentito voci su cosa stava succedendo e non avessero avuto il coraggio, la forza di parlare, spaventati dalle possibili ripercussioni.

Sì, perché è innegabile che il potere a Hollywood, anzi in tutto il mondo del cinema, non è nelle mai di attori o registi ma dei produttori, di chi finanzia i progetti e permette a questa gigantesca macchina di sfornare sempre nuove cose, sempre nuovi film, sono i produttori a decidere cosa va fatto, cosa va detto e in definitiva a decretare il successo o la rovina degli attori.

La città delle stelle non è estranea agli scandali, fin dagli albori del grande cinema americano ci sono stati scandali come Chaplin e la sua passione per le giovani ragazze appena nell’età del consenso o ancora la faccenda che vide protagonista Roman Polanski e lo ha costretto ad una fuga tattica in Europa per evitare l’incarcerazione o ancora le accuse di abusi fatte a Woody Allen dall’ex moglie Mia Farrow nei confronti della figlia.

Quest’ultimo scandalo sta però sollevando un polverone tale da permettere a tutti di vedere questo lato marcio e nascosto di quel mondo incantato che è lo showsistem, è sempre più difficile credere a chi dichiara di non sapere cosa stesse succedendo, una verità che sembrava serpeggiare da tempo, tra battute durante interviste e premiazioni come quelle di Courtney Love (attrice e vedova del cantante Kurt Cobain) o di Seth McFarlane (comico creatore dei Griffin e di American Dad), ma mai denunciata per paura.

E come biasimare chi aveva paura visto quanto sta succedendo in questi giorni!

In questi giorni in Italia sono fioccate accuse su accuse nei confronti di Asia Argento, chi dice che si è inventata tutto, chi che in realtà era consenziente, chi le ha detto anche peggio, rendendola ancora di più una vittima o ancora quanto successo negli ultimi giorni a Rose McGowan, una delle prime attrici ad aver avuto il coraggio di denunciare Weinstein e che adesso è stata derubata di foto e video intimi, privati, pubblicati in rete.

Da un lato questo fenomeno è positivo, permette infatti a tante persone che sono state vittime e non hanno avuto il coraggio di parlare per anni di denunciare ciò che hanno subito, di ottenere una pubblica giustizia e questa può essere finalmente una pubblica denuncia contro ciò che c’è di marcio e corrotto lì ad Hollywood, trovando voce tra i comici e gli attori come anche tra gli spettatori ma tutto questo può avere anche un risvolto più oscuro.

E mentre la situazione degenera, lo star system cerca di contenere la situazione, le denunce fioccano da ogni parte e i critici del web si lanciano contro chiunque giudicando prima di analizzare gli eventi, senza che non si capisca quasi più chi è vittima e chi carnefice, anzi forse proprio a causa di questi ultimi, sembra davvero che da una giusta denuncia si stia per arrivare, come detto da Allen stesso in un’intervista, ad una gigantesca caccia alle streghe ma che forse è già iniziata.

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