Le mie previsioni per la Notte degli Oscar!

Allora, ho già fatto un articolo sulle previsioni date da una fonte che non posso ancora dirvi chi è, eh vabbhe, ma adesso andiamo sulle previsione secondo me! Non mi butterò in grandi discorsi, metterò solo i trailer così potete vederli e piche informazioni riguardi i film. Cominciamo!

Trumbo di Jay Roach, scritto da John Mcnamara e ispirato al libro omonomo.

Trumbo è un biopic. Racconta la storia di Dalton Trumbo, scrittore, sceneggiatore e regista americano, che tra gli anni ’40 e gli anni ’50 venne allontanato dal Sindacato degli Scrittori, e messo al bando dalla società. La sua colpa? Essere comunista. Questo film ha come merito, almeno nel fatto di provace hype, lo stesso motivo per cui lo ebbe Godzilla, Bryan Cranston. Devo aggiungere altro?

Data di uscita 6 novembre.

The Hateful Eight scritto e diretto da Quentin Tarantino.

L’idea di The Hateful Eight nasce da una vecchia sceneggiatura, poi diffusa su internet, da cui Tarantino ha anche sviluppato una lecture pubblica con alcuni degli attori protagonisti. Motivo di hype? Il grande Ennio Morricone alle musiche!

Data di uscita 8 gennaio.

Black Mass di Scott Cooper e scritto da Mark Mallouk e Jez Butterworth.

Un gangster movie, il racconto della storia di Whitey Bulger (Jhonny Depp), un criminale di origini irlandesi fratello di un senatore (Benedict Cumberbatch). Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Dick Lehr e di Gerard O’Neill.

Verrà proiettato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia.

Beasts of No Nation di Cary Fukunaga.

Prodotto da Netflix con Cary Fukunaga alla regia (già regista della prima stagione di True Detective) e la star Idris Elba. Ancora non basta? Allora è un film ambientato in Africa, tra i combattenti per la libertà e i bambini soldati; un film che si preannuncia duro e cruento, in cui il sotto testo di libertà si miscelerà alla tensione di scene action e cariche di suspense. Che dite?

Arriverà al cinema 16 ottobre e contemporaneamente su Netflix.

Spotlight di Thomas McCarthy.

Al centro della trama l’indagine del quotidiano The Boston Globe sull’arcivescovo Bernard Francis Law, accusato di pedofilia. Ha un sapore di tono realistico piuttosto scomodo. Mi ispira.

Anche questo film verrà proiettato a Venezia.

The Revenant di Alejandro González Iñárritu.

C’è bisogno di aggiungere altro? Il geniale regista di Birdman, avendo fatto incetta di oscar l’anno passato, siamo sicuri che ci riproverà con la sua ultima fatica con protagonista Leo Di Caprio. Vediamo se con un grande regista come questo ce la farà a prendere l’ambita statuetta! The Revenant, un film ambientato durante il diciannovesimo secolo. Non nel vecchio west, ma nel freddo nord del paese.

Arriverà il 28 gennaio.

Suffragette di Sarah Gavron

Ambientato nel Regno Unito di inizio ‘900, racconta la battaglia – la crociata, anzi – di un gruppo di donne per il riconoscimento del diritto di voto. Devo dire che per questo film non ho molto hype, ma anche Gravity inizialmente non mi convinse, poi alla visione mi meravigliò come pochi altri film hanno fatto! Ah giusto, c’è Maryl Streep. Meriterebbe anche solo per questo, ma staremo a vedere!

Arriverà il 23 ottobre.

Joy di David O. Russell

Come spesso fanno sia Tim Burton che Christopher Nolan, la squadra che vince non si cambia. Infatti Joy rappresenta l’ennesima collaborazione tra il regista David O. Russell e gli attori Jennifer Lawrence, Bradley Cooper e Robert DeNiro. La terza, dopo American Hustle e Il lato positivo. Non vi ancora salito l’hype?

Arriverà il 14 Gennaio.

Steve Jobs di Danny Boyle.

Questo film ha avuto una storia piuttosto travagliata. All’inizio il progetto era in mano alla Sony, e alla regia era stato chiamatoDavid Fincher. Dopo il rifiuto di Fincher, è toccato alla Universal, che ha scelto il premio Oscar Danny Boyle. Alla sceneggiatura, per tutto il tempo, è rimasto Aaron Sorkin, uno degli scrittori più bravi e quotati di Hollywood. Non dico nient’altro, spero solo che sia migliore di Jobs con Kutcher, anche ci vorrrebbe poco in teoria.

Arriverà a gennaio.

Youth di Paolo Sorrentino.

La Giovinezza racconta la storia di Fred Ballinger, maestro compositore e direttore d’orchestra oramai in pensione. Con questo film, Sorrentino ha voluto raccontare sì la giovinezza, come suggerisce il titolo, ma soprattutto il rapporto che si ha con essa quando la vecchiaia, e quindi la sua fine, sono prossime. Ahhhhh, e qui tocchiamo un tasto dolente. Adorato od odiato il caro Sorrentino insieme a Garrone ha il merito di aver ritirato su il cinema italiano dal baratro dove si trovava. Ed più dai, lasciamoci prendere un po’ dal nazionalismo ipocrita come quando gioca l’Italia ai mondiali!

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Silence di Martin Scorsese.

Purtroppo per questo film ancora non abbiamo un trailer, ma possiamo lasciare fuori il caro Scorsese, regista a me molto caro? Dopo The Wolf of Wall Street. Scorsese arriva a dirigere Andrew Garfield e Adam Driver nelle parti di due preti portoghesi che viaggiano verso il Giappone come missionari. Il film racconta il difficile rapporto tra cristianesimo e cultura nipponica durante il 500, soprattutto dopo la persecuzione anticristiana del samurai Toyotomi Hideyoshi. Capolavoro preannunciato!

Verrà distribuito a inizio 2016.

Macbeth di Justin Kurzel.

È un classico shakespeariano e questo tipo di film funzionano sempre di fronte all’Academy. Senza poi considerare che può vantare nel proprio cast due degli attori più quotati degli ultimi anni: Marion Cotillard, vincitrice del Premio Oscar, eMichael Fassbender. Bisogno di altro?

Purtroppo per questo film non c’è ancora una data di uscita.

The Danish Girl di Tom Hooper e Lasse Hallstrom.

Eddie Redmayne che torna alla notte degli Oscar per fare incetta di statuette? Beh, c’è da chiederlo, su questo film non ho dubbi!

Inside Out di Peter Docter e Ronnie del Carmen

Infine per chiudere il cerchio andiamo con la acclamata Pixar che chuide la classifica con la sua ultima fatica Inside Out. Il sottoscritto ha avuto la fortuna di vederlo in lingua originale in anteprima, e devo dire che mi è piaciuto davvero tanto. Le protagoniste di Inside Out sono le emozioni: la rabbia, il disgusto, la paura, la gioia e la tristezza. La storia si svolge nel cervello di una bambina, letteralmente, che dopo aver lasciato i suoi amici e la sua squadra di hockey, dovrà fare i conti con una nuova città e una nuova casa. Un film non solo per i più piccoli, ma anche – e forse soprattutto – per gli adulti.

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