Jame Gunn risponde alle critiche di Jodie Foster circa il genere cinecomic

Giorni fa vi abbiamo riportato un aspra critica che l’attrice e regista Jodie Foster ha rivolto al genere cinecomic, in cui ha paragonato il predominio che questo genere di film ha nel cinema moderno, e ciò che fanno alla cinematografica americana, al danno che il fracking fa.

Naturalmente, come di consueto quando personalità di Hollywood e dintorni si lamentano del genere cinecomic, in diversi fra fan detrattori, sostenitori e semplici appassionati di cinema, si dividono fra chi difende e chi concorda, ma raramente si hanno risposte dagli “addetti ai lavori”, se non si conta il grande James Gunn.

Infatti oggi è stato proprio il regista di Guardiani della Galassia a prendere la palla al balzo decidendo di rispondere all’attrice, dal suo account Twitter con una serie di tweet:

“1. Credo che la Foster guardi i film ancora alla vecchia maniera, in cui un film spettacolare non può essere stimolante. Alle volte è vero ma non sempre. La sua credenza circa il sistema è abbastanza comune è non è totalmente senza basi.

2. Dico non totalmente senza basi perché la maggior parte dei film in franchising degli studio sono in qualche modo senz’anima – e questo è un vero pericolo per il futuro del cinema. Ma ci sono anche alcune eccezioni.

3. Perché il cinema sopravviva credo che i film di natura spettacolare debbano avere una visione ed un cuor, cosa che tradizionalmente non hanno. Alcuni di noi stanno facendo del loro meglio per muoversi in quella direzione. Crere film spettacolari, innovativi, umani e con cuore è ciò che mi entusiasma di questo lavoro.

4. Ma, per essere onesti, almeno dalle frasi della Foster, lei sembra vedere il cinema come qualcosa ce riguarda principalmente la sua crescita personale.

5. Per me, questo può essere parte del perché lo faccio, spendere milioni di dollari significa andare oltre a questo – è comunicazione – quindi la mia esperienza è solo una voce in mezzo al coro.

6. Rispetto però la Foster, il suo talento e ciò che ha fatto per i film, ma sopratutto il suo modo diversi di approcciarsi alla Hollywood.”

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