Il Pensiero del Lettore: Watchmen – film vs. novel by Tony D Stark

Invitato ad esprime un parere in merito ad un confronto tra la versione cartacea e quella cinematografica dell’immortale capolavoro Watchmen, colgo volentieri l’invito, sebbene con notevole ritardo.

Il fumetto è, a mio avviso, il graphic novel per eccellenza di Moore, scevero da un messaggio politico come può essere invece “V per Vendetta” ed avulso da un contesto reale (anche se romanzato con inarrivabile maestria) come in “From Hell”. Il film, visto in tre edizioni differenti, è, sempre a mio parere, una delle opere più sottovalutate della storia del cinema.

Dato che parlare di uno o dell’altro sarebbe riduttivo, cercherò di restare in tema, ossia parlare delle differenze sostanziali che, secondo me, caratterizzano l’opera originale di Moore e Gibbons dall’adattamento cinematografico di Snyder.

Al lettore/spettatore comune, “Watchmen” viene presentato con il canovaccio del classico “Chi controlla i controllori” e certamente, una tematica simile è fondamentale nell’opera, così come quelle strettamente collegate (es complottismo). Ma il lettore/spettatore più esperto, che ha voglia di “penetrare” a fondo l’ordito di questa storia, scoprirà che “Wathcmen” lo pone dinanzi ad un interrogativo sostanziale su cosa sia per lui un eroe.

L’opera offre una visione approfondita dei principali stereotipi della categoria, e, immancabilmente, non si possono non percepire le posizioni altamente contrastanti tra alcuni di essi e viene impossibile non soffermarsi a riflettere su chi sia nel giusto e chi in torto. Tale messaggio sotteso emerge in un contesto di mistero ed intrighi sempre più grandi che la tessitura narrativa orchestrata tramite li meccanismo dei flashback (precorrendo di circa 20 anni la serie televisiva LOST che ne ha fatto il proprio punto di forza), non fa che svelare ed infittire allo stesso tempo. Così un personaggio che può apparire spietato e quasi negativo inizialmente, si ritrova ad essere, molto più umano di quanto non sembrasse, con pregi e difetti, debolezze e punti di forza, e soprattutto, soggetto all’inesorabilità del tempo che lo cambia in modo fisico e mentale. Non più di quanto però faccia “lo scherzo” che scopre e che funge da detonazione della trama.

 

Il Comico è quindi perfettamente inquadrato sia nel film che nel fumetto, ma anche gli altri personaggi sulla carta sono perfettamente in linea con il loro alter ego cinematografico, e Snyder è bravissimo a ricreare quell’atmosfera decadente e di tensione (da conto alla rovescia) che caratterizza l’opera originale. Certo non può farlo con tutto e, per esempio, risento personalmente dell’impossibilità di riportare a video i “I racconti del vascello nero” che, come ho letto su una recensione con cui mi trovo perfettamente d’accordo, sembra quasi essere una colonna sonora all’interno del fumetto.

Il film però è davvero in grado di rispettare, senza alcun dubbio, le tempistiche narrative originali, accelerando e rallentando come se si fosse a scegliere la velocità con cui soffermarci su determinati dettagli sulla carta. Il pathos di alcune scene, come la frenesia volutamente rallentata di altre, riporta istantaneamente in mente l’equivalente cartaceo come se il processo fosse invertito e gli attori fossero stati fotografati con delle istantanee poi usate per realizzare il fumetto.

Ma vediamo di capire in cosa divergono le due opere. ATTENZIONE RISCHIO SPOILER.

Il mio punto di vista è: divergono? Indubbiamente ci sono delle differenze sostanziali. Prima fra tutte il “falso nemico” scelto da Ozymandias per realizzare il suo piano di pace. Nel fumetto, Veidt raccoglie artisti e luminari di varie scienze per concepire e realizzare un “mostro” alieno che, attraverso la distruzione di una buona fetta di New York e della sua popolazione (la cui vita quotidiana era stata fino a quel momento propinata serenamente agli occhi del lettore), serve al genere umano per raggiungere la fine del conflitto ormai imminente ed iniziare il viaggio verso la strada dell’unità globale. Nel film, lo stesso risultato è orchestrato alle spalle dell’unico essere in grado di rappresentare una concreta minaccia per il genere umano, ossia il dott. Manhattan (che, inconsciamente, ha contribuito a questo piano).

Il punto è. Cambia qualcosa? Il rapporto tra i due sicuramente sì, la trama di poco, il messaggio sottointeso per nulla.

La trama, come detto, non varia, ottenendo in entrambi i casi la “vittoria per il bene più alto”, Ozymandias, trasforma sè stesso in un mostro senza però rivelarsi al mondo e fornendo ad esso un “capro espiatorio”.

Il rapporto tra loro cambia drasticamente. Nel film, Adrian e John collaborano fianco a fianco per il progresso dell’umanità, ma allo stesso tempo, sfruttando un barlume microscopico di umanità che quasi solo lui è stato in grado di percepire nel quasi onnipotente compagno, Veidt, lo allontana dalla terra per poi farne il fulcro del suo piano genocida per la salvaguardia dell’umanità.

Nel fumetto, Ozymandias non ha un rapporto stretto con il dottor Manhattan ma semplicemente lo allontana. A differenza del film però, nonostante ostenti la stessa sicurezza e un ancor più forte cinismo, si rende conto che il suo distaccamento dall’umanità nulla è confronto a quello di John. Distacco a questi derivante da una logica sconfinata, la stessa a cui Ozymandias fa appello perché il compagno non intervenga durante l’attuazione del suo piano. E, sempre a quella logica, svestendo per un attimo i panni del superuomo, chiede all’unica persona che ritiene a lui pari, se non superiore, se le sue azioni fossero giuste o sbagliate, quasi cercasse complicità, o più ancora, assoluzione.

Al di là di ciò però, il messaggio è lo stesso, anzi, nel fumetto è proprio l’ammissione di incertezza di Ozymandias ad introdurlo. Chi è il vero eroe? Colui che incorruttibile si lascia dissolvere pur di non essere partecipe di un orrore perpetrato a fin di bene o colui che lo compie per il bene più alto. Siamo come il Comico che cinico e freddo, pur si atterrisce dinanzi ad uno scenario così spaventoso? O come Spettro di seta e Gufo Notturno che decidono di accettare il fardello della conoscenza e vivere nel mondo loro offerto dal compagno pur sapendo di avere le mani intrise del sangue di innocenti che non hanno salvato?

 

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