I sogni d'esplorazione.

Finalmente l’abbiamo trovato! O meglio per ora sono speculazioni su un banco d’informazioni ancora grezze, sembra.
Comunque, a parere vostro, qual’è la prima domanda che un essere umano si è fatto la prima volta che ha alzato gli occhi al cielo scorgendo così la maestosità dell’universo?
Secondo me è stata una domanda classica, la ricerca della risposta al nostro sentirci disperatamente soli fra i miliardi di anni luce.
C’è qualcuno lassù come noi, o siamo solo una casualità dell’universo? La vita è unica o onnipresente?
Beh, magari la risposta a questa domanda non l’abbiamo ancora, ma forse abbiamo trovato una nuova casa, un pianeta simile al nostro, nella fascia abitabile della propria stella, di poco più grande della Terra. 

Uno penserebbe:“Benissimo! Abbiamo un nuovo pianeta!”, ma non è così facile.
La diversità dell’universo è così complessa che ancora non è detto niente. Potrebbe essere come non essere abitabile, a patto ce ci siano i nostri elementi, la nostra densità atmosferica, che il calore arrivi e si stabilizzi intorno ai 20 gradi, insomma ancora c’è da constatare molte cose.
Perché, vi chiederete, sto parlando di questa cosa, perché nonostante non ne capisca moltissimo di scienza, al massimo quello che ho studiato qua e la e un po’ di conoscenza generalistica, è un po’ un sogno che ho nel cuore vedere per la prima volta il tramonto di un sole alieno, o il sorgere di un gigante gassoso all’orizzonte, o ancora vivere l’evoluzione di una giovane razza aliena, e credo che prima o poi ci arriveremo.
Un giorno, magari fra secoli e secoli, racconteremo al sorgere di due lune, di un piccolo puntino blu in cielo dove la nostra civiltà è cresciuta, ha conosciuto la terribile sensazione di solitudine e poi ha spiccato il volo a bordo di arche alla ricerca della soddisfazione di quel primitivo bisogno di esplorazione.


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