Geoffrey Rush depresso dopo le accuse di molestie sessuali

Le rivelazioni circa le molestie sessuali ad opera di Harvey Weinstein ha dato via ad una vero e proprio maremoto che ha travolto e danneggiato numerose figure hollywoodiane. Alcune se la sono meritata, altre invece sono state trattate come se fossero i peggiori criminali mai esistiti. Persino Charles Manson ha più rispetto dal popolo americano rispetto a Kevin Spacey al momento. E nonostante tutta questa bufera sia iniziata nell’autunno dell’anno passato, moltissimi attori sono ancora tutt’oggi accusati in modo del tutto informale e altri ne risentono le conseguenze psicologiche, uno su tutti il talentuoso Geoffrey Rush.

Rush, noto a molti per le sue strabilianti perfomance in film come la saga di Pirati dei Caraibi oppure Shine, è stato accusato di molestie sessuali dal Daily Telegraph alla fine del 2017, raccontando che nel 2015, quando l’attore ha lavorato alla Sydney Theatre Company nell’omonima città australiana (sua terra natia), per una trasposizione di Re Lear di Shakespear, Rush avrebbe molestato o addirittura aggredito una sua collega. La notizia fece molto scalpore, anche se nel clamore generale non fece parlare più di quanto fece il caso Spacey o il caso Weinstein stesso, ma ci furono delle serie conseguenze, tra cui delle convocazioni in tribunale. Ma, nonostante la cosa si sia ormai sgonfiata, Rush risulta essere ancora provato da tale scandalo.

L’attore infatti, stando a quanto ha dichiarato il suo avvocato, è virtualmente costretto a restare in casa, ha perso l’appetito, mangia a malapena e soffre di un forte disagio emotivo e sociale. Ovviamente il povero e caro Rush sta passando un terribile periodo di depressione, iniziato proprio nel periodo in cui vennero fuori gli articoli in merito al suo comportamento sessualmente aggressivo durante la sua esperienza lavorativa alla Sydney Theatre Company.

Speriamo che l’attore australiano si riprenda al meglio e che torni a fare quello che sa fare meglio: emozionare. Perché se continuiamo di questo passo allora credo proprio che un movimento #MeToo antitetico a quello originale sia più che necessario.