CONSIDERAZIONI – Twin Peaks 3×17 “Il Ritorno Parte 17”

Ci siamo ragazzi, ecco a voi la considerazione della prima parte del finale della terza stagione di Twin Peaks. Con questa diciassettesima e penultima parte del grande ritorno di quella che può essere definita come la madre delle serie tv, David Lynch ci ha regalato delle emozioni che, per quanto io ci possa provare, non riuscirò mai a farvi comprendere se non avete visto l’episodio (il che sarebbe stupido dato che faccio spoiler a gogo). Ma direi di bandire le ciance e di andare subito al sodo.

Jowday

Con Fuoco Cammina Con Me e la scena di Phillip Jeffries, Lynch aveva aperto un’altra spigolosa questione: chi è Judy? Tantissima teorie sono circolate riguardo questo misterioso personaggio, ma finalmente il caro Lynch si è degnato di dare una risposta, seppur non definitiva. A inizio puntata abbiamo Gordon che rivela ad Albert, e anche Tammy essendo presente, di aver tenuto nascosto un grosso segreto al suo partner. 25 anni fa, il Maggiore Briggs aveva riferito a Gordon e Cooper di aver scoperto l’esistenza di un’entità chiamata, in tempi antichi, Jowday. Col passare del tempo, questo nome è divenuto Judy e nel sentire queste parole penso di esser divenuto bianco cadaverico. Quando però poi sia Briggs che Cooper sono spariti, Gordon non poteva far più nulla se non cercare di ritrovare Cooper e giustamente non poteva dire nulla al collega Albert, data la sensibilità della situazione. Quindi Judy chi è? O meglio, cos’è? A parer mio Judy è quell’entità che abbiamo visto nella 3×01 uccidere i due ragazzi nella stanza della glassbox. E’ quell’entità sprigionata dall’esplosione della prima bomba atomica, come visto nel capolavoro della 3×08, e che ha dato origine a Bob e sicuramente è anche quell’entità che attualmente dimora dentro Sarah Palmer e che abbiamo visto manifestarsi nella 3×14 in tutta la sua brutalità e malvagità. Quindi in conclusione si può dire questo: Sarah Palmer è Judy, o meglio, Judy dimora dentro Sarah Palmer. Di ciò ne avremo conferma anche alla fine dell’episodio, di cui parleremo meglio dopo. Quindi se Judy è dentro la Palmer vuol dire che la teoria secondo cui la ragazza della 3×08 fosse proprio Sarah è più che vera! Inizialmente la teoria affermava che quella ragazza fosse Sarah Palmer e che fosse stata contaminata dalla malvagità dello “scaratopo”, nato dalle uova sprigionate proprio da quella che ora sappiamo essere Judy, cosicché Laura venisse corrotta dalla malvagità e non nascesse pura come nelle intenzioni del caro Fuochista. Ora invece le cose sono leggermente cambiate, e sappiamo che Judy è entrata dentro Sarah proprio attraverso quello schifo da lei sprigionato cosicché non solo potesse corrompere la natura di Laura ma anche prendere il controllo di Sarah qualora ne avesse avuto bisogno. Faccio anche notare un interessante parallelismo tra Judy, il male assoluto, e Laura, la purezza nella sua forma perfetta. Nella 3×02 abbiamo visto Laura togliersi il volto mostrando una luce bianca, simbolo di purezza. Mentre Sarah, nella 3×14, quando si è tolta anche lei il volto ha mostrato un fumo nero con un’inquietante bocca. Direi che il contrasto tra bene e male è netto.
Ma cosa significa la parola Jowday? A questo purtroppo non abbiamo risposta e forse manco l’avremo, se ci atteniamo a una certa teoria. Secondo un utente Reddit, il nome Jowday deriva dalla parola cinese per il verbo “spiegare”. Quindi, se ci atteniamo a ciò, Lynch ci sta dicendo che il male più assoluto, per lui, è la spiegazione a qualsiasi cosa. Questa, miei cari lettori, è l’essenza più pura della filosofia lynchana e la cosa più bella è che l’ha racchiusa nel nome di un’entità da lui creata 25 anni fa intorno alla quale ha aleggiato un enorme alone di mistero per tutto quel tempo e molto probabilmente continuerà ad essere così. E la cosa mi piace da morire.

L’arrivo a Twin Peaks

Nella scorsa 3×16 abbiamo assistito al tanto atteso ritorno dell’agente Cooper, dopo aver passato quasi tutta a stagione nei panni del povero Dougie Jones. Adesso Cooper deve assolutamente tornare a Twin Peaks per portare a termine la sua missione, ovvero sconfiggere Bob e Judy stessa. Il problema è che Bad Coop, ottenute le coordinate per il portale della Loggia Bianca da Diane, arriva prima. Bad Coop giunge nella stanza dove si trova il Fuochista, e anche la testa fluttuante del Maggiore Briggs, e utilizza una gabbia per teletrasportarsi proprio a casa di Sarah Palmer, così da potersi riunire con Judy che a questo punto intuiamo essere quella che lui ha chiamato più volte la “Madre”. C’è però un fattore che lui non ha considerato, ovvero che quella stanza è sorvegliata proprio dal Fuochista che, con un gesto della mano, lo teletrasporta davanti al dipartimento di polizia di Twin Peaks anziché a casa della Palmer. Giustamente appena Andy vede Cooper fuori dal dipartimento scoppia di gioia e lo porta dentro da Frank e Lucy. Subito dopo, però, Andy nota che c’è qualcosa di terribilmente sbagliato in lui e ricorda anche di quello che il Fuochista gli aveva mostrato nella quattordicesima puntata. A quel punto, Andy, ha un’idea geniale che gli dà la prova definitiva che dimostra che quello non è assolutamente Cooper. Andy chiede ‘Vuole del caffè, Agente Cooper?’, e lui risponde ‘No, grazie’. MAI! Mai e poi mai l’agente Cooper avrebbe rifiutato una tazza di caffè di Twin Peaks, per nulla al mondo!!
Subito dopo infatti Lucy viene contatta al cellulare dal vero Cooper (che tra l’altro chiede ovviamente se hanno già il caffè pronto), e in quel momento realizza non solo come funzionano i cellulari (adoro questa cosa dei personaggi che in qualche modo sono rimasti intrappolati negli anni ’90) ma che quello nell’altra stanza non è il vero Cooper. Mentre Bad Coop e Frank dialogavano di quel che era successo e di quel che stava accadendo ecco che Lucy spara nella schiena a Bad Coop. Un colpo di scena che mi ha veramente colpito, mai mi sarei aspettato una cosa simile da parte di Lucy ed ecco che si avvera ciò che aveva mostrato il Fuochista ad Andy, ovvero lui stesso che accompagnava Lucy scioccata nell’atrio del dipartimento.
Nel frattempo Andy ha portato James, Freddie e Naido con lui dalle celle per ragioni di sicurezza, e qui, sono davvero dispiaciuto di doverlo dire, ma c’è un buchetto di sceneggiatura. Chad, il poliziotto corrotto, era stato arrestato, lo sappiamo bene, e scopriamo che nel tacco della scarpa conservava una chiave segreta che serviva per aprire la cella e scappare, cosa che in questa puntata fa, per poi rubare una pistola e minacciare Andy. Quello che mi chiedo è: perché non l’ha fatto prima? Forse perché aspettava il momento giusto, ma vorrei ricordare che Chad è un tipo non proprio sveglio. Forse c’era sempre qualcuno di guardia, che però non abbiamo mai visto nelle puntate precedenti. Quindi questa scena mi è sembrata come un pretesto per far morire Chad e metterlo fuorigioco. Non mi è piaciuta come cosa ed è la prima volta che vedo qualcosa che mi faccia storcere il naso di questa terza stagione.

Lo scontro

Cooper arriva a Twin Peaks accompagnato dai fratelli Mitchum e dalle loro tre folli veline e quello che trova quando entra nell’ufficio di Frank, subito dopo esser stato accolto calorosamente sia da Andy che da Lucy, è la stessa ed inquietantissima scena che abbiamo visto nell’ottava puntata. Quando Bad Coop si è beccato la pallottola di Lucy sono arrivati anche i Boscaioli pronti a massaggiare le sue ferite per tirare fuori il globo con all’interno Bob, affinché questo non muoia. Purtroppo l’inquietudine del momento non è stata decisamente alta rispetto alla scena dell’ottava puntata, però va detto che nemmeno voleva arrivare a quei livelli di inquietudine dato quello che accade subito dopo. Nella sala arrivano anche Freddie, James e Naido che assistono alla terribile scena e subito dopo di loro anche Gordon, Albert e Tammy. Tutti i personaggi più rilevanti della terza stagione di Twin Peaks riuniti in una stanza per assistere allo scontro decisivo.
Come si poteva tranquillamente intuire appena abbiamo sentito la sua storia, il guanto verde che Freddie indossa su ordine del Fuochista serve proprio come arma per affrontare Bob. Infatti appena Bob fuoriesce dal corpo di Cooper, Freddie si fa avanti ed inizia uno scontro trai due a dir poco folle, come solo Lynch saprebbe fare. Ammetto che ho trovato un po’ ridicolo Freddie che urla ‘Questo è il mio destino!’ tirando un pugno verso Bob. Faceva molto fumetto Marvel da quattro soldi e in una serie come Twin Peaks, firmata da un maestro come David Lynch non me l’aspettavo. Ad ogni modo, a fine duello Freddie riesce ad uccidere Bob in modo definitivo, spedendolo negli inferi fiammeggianti da cui molto era arrivato. Altra cosa che ho purtroppo notato in questa puntata è che la qualità degli effetti speciali è calata drasticamente. Nelle prime puntata gli effetti special in CGI erano fatti davvero bene e ciò mi aveva stupito, dato che si tratta di una serie tv di nicchia. Ma per questa penultima puntata hanno utilizzato invece degli effetti speciali di bassa qualità. Giuro che alcuni degli oggetti che fluttuavano sembrava delle immagini png appiccicate sullo schermo. In effetti ora che ci penso, questa penultima puntata è quella con più problemi di tutte. Grande peccato, ma di sicuro tutte queste cose non hanno guastato la mia visione e non hanno di certo guastato la bellezza di quello che accade dopo.

Cooper, l’Orfeo moderno

Ucciso in modo definitivo Bad Coop, il vero Cooper gli infila al dito l’anello verde datogli da Mike cosicché il suo doppelganer rimanga imprigionato nella Waiting Room. A quel punto scopriamo chi è veramente questa Naido. La sua faccia inizia a sgretolarsi e al suo interno appare la Waiting Room nella quale inizia ad aleggiare uno….. schifo, al cui interno appare la faccia di Diane e subito dopo troviamo proprio lei al posto di Naido! Quel che mi viene da pensar è che Diane sia stata tenuta rinchiusa in Naido da Bad Coop cosicché potesse far fare il lavoro al tulpa che aveva creato, e ora finalmente abbiamo il piacere di conoscere la vera Diane, che in verità ha i capelli di un rosso accesissimo. Appena Cooper e Diane si rincontrano dopo 25 anni si baciano con forte passione confermando le varie teorie secondo cui trai due c’era un’importante storia d’amore, ma non c’è tempo per i festeggiamenti. Infatti Cooper può a malapena salutare il suo caro amico Gordon Cole che deve continuare la sua missione. Prima di andarsene va appuntato che per tutto questo tempo c’è stata la faccia di Cooper che osservava il tutto e poco prima di sparire ha affermato che ‘Viviamo dentro un sogno’, ma di ciò ne riparleremo nella prossima considerazione. A questo punto, Cooper prende la chiave della stanza 315 del Great Northern e si dirige verso lo scantinato dell’hotel, dove a quanto pare proveniva quello strano suono che Ben stava inseguendo, insieme a Gordon e Diane che lo accompagnano fino alla porta. Prima di andare, Cooper saluta i due con la speranza di poterli rivedere un giorno, ed entra. Ci troviamo in una stanza buia da cui arriva il caro Mike e insieme entrano nella Loggia Nera, che sembra esser vuota ma non per questo è meno inquietante.
Mike e Cooper salgono le scale ed entrano nella stanza dove si trova il caro Phillip Jeffries, che, nonostante la sua condizione, è molto felice di rivedere l’ex collega Cooper. Scopriamo che Jeffries non è diventato una caffettiera, non saprei chiamare diversamente quella cosa, ma è intrappolato in essa come se fosse una prigione. Però non è così male, perché Jeffries ha la capacità di riportare le persone indietro nel tempo e Cooper chiede di esser riportato al febbraio del 1989, in quella notte dove tutto ha avuto inizio. Dove Laura Palmer è stata uccisa, e qui Lynch crea una delle sequenza più alte dell’intera serie. Rivediamo le scene del film Fuoco Cammina Con Me in bianco e nero, con Laura insieme a James, mentre questa piange e si dispera come se fosse impazzita. La cosa bella è che quando si è visto il film anni e anni fa non si poteva capire il motivo per cui Laura stessa dando di matto, mentre ora è chiaro. Sapeva che sarebbe morta e stava cercando di combattere contro il suo lato oscuro, il suo lato malvagio e corrotto che Judy le aveva scatenato. Ma ecco che arriva il caro e vecchio Dale Cooper, che osserva la scena a distanza manco fosse Brandon Stark alias il Corvo a Tre Occhi. Laura si sta dirigendo verso il luogo dove verrà uccisa ma incontra Cooper sulla strada, che le prende la mano e le dice di star riportandola a casa. Quella scena, con quella musica, quelle parole, la regia e la recitazione di MacLachlan mi hanno emozionato come poche cose sanno fare. In poche parole, Cooper aveva salvato Laura dalla sua morte. Infatti subito dopo vediamo l’inizio della prima puntata della prima stagione, con Pete che va a pescare ma dietro alla roccia non c’è nessun sacco di plastica, con nessun corpo dentro. Laura Palmer era ancora viva, ma questo a Judy non va bene e subito dopo vediamo Sarah prendere la celebre foto di Laura e colpirla più e più volte con una bottiglia rotta, senza però danneggiarla, ma forse non ce n’era bisogno, dato che quando Cooper si gira per vedere se Laura c’era ancora, questa era sparita. Era andata in contro al suo terribile destino.
Perché ho voluto intitolare così questo capitolo della considerazione? Credo che se conoscete il mito di Orfeo non necessitate di risposte, ma per chi invece non lo sapesse il mito narra di un cantante, Orfeo, la cui moglie ,Euridice, era stata uccisa da un serpente. Così, per riaverla, fece un patto con i signori dell’Ade. Il patto prevedeva che Orfeo non potesse guardare la donna amata prima che fossero usciti dalla caverna che portava agli inferi, altrimenti questa sarebbe stata morta per sempre. Uscito dalla caverna, Orfeo si gira ma non trova la donna amata. Euridice non era ancora uscita dalla grotta. Se avete in mente la scena di Cooper che porta con sé Laura per mano e poi si gira e non la trova ora avrete sicuramente colto il riferimento al mito greco. Semplicemente poesia pura.
Dato il riutilizzo di scene della prima puntata in assoluto come poteva Lynch chiudere questa diciassettesima parte? Semplice, con una canzone cantata dalla sua musa musicale Julee Cruise. E’ stato bellissimo rivedere la Cruise cantare alla fine di un episodio di Twin Peaks dopo così tanto tempo. Anche lei segnata dalla vecchiaia, ma la sua voce non è cambiata di una virgola. E’ sempre una voce angelica, quasi ultraterrena che Lynch ha sempre definito come la “voce dell’amore”, e non credo che esista definizione più azzeccata.

Che dire? Grandissima puntata anche questa diciassettesima parte del ritorno di Twin Peaks. Sì, ho fatto notare che è l’episodio con più lacune di tutti, però come non emozionarsi col finale? Come si può rimanere impassibili? Parliamo di una sequenza dove la poesia di Lynch raggiunge livelli altissimi, livelli che ancora non aveva raggiunto. Non sto dicendo che non abbia creato mai nulla di così bello, ma che non ha mai creato nulla che abbia quel tipo di bellezza. Non so se ho reso il concetto. Voi che ne dite di questa puntata? Fateci sapere la vostra con un commento!

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