300 dollari a chiunque chieda a Donald Trump del rapporto fra Stati Uniti e Wakanda

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In passato si guardava all’America con lo sguardo di chi sogna, come quei viandanti sui trans-atlantici che dalla nebbia vedevano spuntare la statua della libertà ne La Leggenda del Pianista sull’Oceano e capivano di esser arrivati nella terra delle opportunità.

La targa ai piedi del “Nuovo Colosso” ad opera di Emma Lazarus recita: “Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa – grida essa con le silenti labbra – Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata“. Un monito di ciò che dovrebbe essere l’America, ma quella nazione è anche il paese che produce ilarità.

Con i “sondaggi” estremamente di parte sull’operato dell’amministrazione Trump, i discorsi anti-scientifici contro il riscaldamento globale, le uscite razziste veicolate attraverso il “muro al confine del Messico” ed il “muslim ban“, e mentre la politica estera si confronta con il dittatore nordcoreano Kim Jong-un, inevitabilmente si creano siparietti di natura comica che accentuano ciò che il presidente Donald Trump è, una parodia del ruolo che ricopre.

A questo proposito nel mondo del cinema è stata avanzata una proposta assurda, certamente, ma innegabilmente spassosa. La stand-up comedian Sara Benincasa ha dichiarato con un tweet che offrirà 300 dollari al giornalista che alla prossima conferenza stampa chiederà al presidente Donald Trump di rilasciare un commento circa lo stato delle relazioni fra Stati Uniti e Wakanda, paese fittizio di cui T’Challa/Black Panther è sovrano.

Allo scherzo si è unito anche Alex Zalben, managing editor per Comicbook, che si è offerto di raddoppiare il compenso se il giornalista in questione continui la domanda chiedendo al presidente se la motivazione della complicazione della relazione fra Stati Uniti e Wakanda è stata accentuata dell’impegno di quest’ultimo ad dare asilo al terrorista noto come James Buchanan Barnes.

Rimane quindi da vedere se qualcuno risponderà alla chiamata dei due circa questo scherzo ai danni del presidente Donald Trump.